in bianco

Cosa ci aspettiamo da Obama?


In questo nostro blog abbiamo per ora soltanto ospitato lancinanti appelli e riflessioni non meno sofferte riguardanti la nostra povera situazione politica interna. Mai, se si eccettua un piccolo, timido, accenno al Vaticano, abbiamo rivolto lo sguardo fuori, all'esterno, alla politica mondiale.In questo caso vorremmo però fermare un paio di opinioni sulla grande kermesse elettorale da poco andata in scena e felicemente conclusa negli stati uniti.Una prima riflessione è questa e non prendeteci per qualunquisti : il sistema elettorale americano ed il suo funzionamento e, più in particolare, tutto il grande teatrino politico che lo contorna e lo pervade, è quanto di più lontano possiamo pensare possa esiustere dalla politica come la vogliamo. Seconda riflessione: in quel paese si fronteggiano due parti politiche che in realtà si differenziano più per lo stile e le tradizioni familiari che per i programmi politici. In realtà quello è lo spettro, l'incubo, il futuro pernicioso e catastrofico che non vorremmo mai si realizzasse anche nel nostro paese sulle teste dei nostri figli e che si può sintetizzare in una frase sentita in una soap di molti anni fa:"voto repubblicano perché mio padre votava repubblicano e suo padre votava repubblicano". Il programma non va letto perché uguale.Terza riflessione: siete sicuri che con Obama le grandi lobby commerciali e del petrolio e le loro propaggini militari saranno estromesse o almeno emarginate dal governo degli stati uniti e, quindi, della politica internazionale? noi assolutamente no, se barak non vuole durare meno di kennedy.Per concludere e per dare un senso al titolo: Caro Barak,per febbraio desidererei tanto che:-ti ritirassi dall'Irak;-smobilitassi Guantanamo;-smobilitassi le basi in Italia ed in Europa;-controfirmassi le risoluzioni riguardanti le politiche ambientali;-denunciassi una volta per tutte le colpe della cia e la chiudessi;-aprissi al pubblico questa benedetta area 51....grazie, baci