INFINITO

Dignità dell'immagine oggettiva


Quando Eliot scrive La terra desolata la Grande Guerra è finita da soli quattro anni, lasciando una lunga scia di morte e il presagio di guerre future ancora più spaventose. Come già visto in Montale anche Eliot parte dalla crisi dell’uomo e del mondo occidentale. L’uomo di Eliot, o per meglio dire l’umanità, si risveglia dall’incubo della guerra per ritrovarsi in una realtà desolata ancora più alienante del combattimento. Nella guerra almeno permaneva l’obbiettivo della vittoria o quello di far cessare le ostilità, ma quando i cannoni smisero di sparare fu solo perché non c’era più nulla da distruggere. La distruzione non è solo fisica, il crollo è totale e in mezzo alle macerie l’uomo non può che contemplare l’orrore della propria sterilità, questo è il mondo de La terra desolata. Il poemetto è diviso in cinque movimenti, per brevità e intensità di significato riporto solo quello conclusivo: Ciò che disse il tuono. Il poeta ci parla di un luogo di totale rovina, le terre desolate nel componimento sono molteplici, in luoghi tempi e situazioni diverse. Questa, proprio perché in posizione conclusiva, è forse quella più fortemente evocativa. Siamo in un deserto di rocce, si intuisce un viaggio che non è solo esteriore ma anche interiore, infatti l’io parlante si pone delle domande: «Che abbiamo dato noi? Riuscirò alla fine a porre ordine nelle mie terre?» che possono essere lette in senso concreto ma anche esistenziale. I viaggiatori sono due, almeno questo ci dice l’io parlante, che non è possibile identificare efficacemente, infatti in waste land prendono la voce molteplici personaggi. Eliot  distrugge i vincoli spazio temporali facendo apparire le sue immagini in una simultaneità sconcertante, che disorienta il lettore ed acuisce il senso di una desolazione cosmica che riguarda l’umanità di ogni tempo e di ogni luogo. Il viaggiatore chiede al compagno chi è la terza figura che vede camminare al loro fianco; è un riferimento ai miraggi raccontati dai viaggiatori del deserto, che dicono appunto di aver spesso visto camminare con loro una persona in più. È impossibile non pensare ad essa come alla morte incombente: « Noi che eravamo vivi ora stiamo morendo/ Con un po' di pazienza». Altri simboli fondamentali sono il tuono, l’acqua e il canto del gallo. Il canto è un nuovo inizio, il risveglio della coscienza dell’uomo ma ci ricorda anche la meschinità della condizione umana: « Non per caso L'alba di un nuovo giorno/ Inizia col grido del gallo/  Che fin dai tempi antichi indica Un tradimento”. L’acqua è un elemento di speranza, una rinascita nell’elemento purificatore che lavi i peccati degli uomini e doni una nuova spiritualità. L’acqua è il simbolo per eccellenza della fertilità mentre ne La terra desolata tutto è sterile e morente, l’acqua sarebbe la fine della desolazione, ma essa è solo annunciata, mai descritta. La speranza permane come una promessa, ma non si realizza. In questo senso è molto simile all’alba nel componimento di Montale, anche in Primavera hitleriana permane una speranza che si realizzerà però solo in un futuro imprecisato. Il tuono è un elemento ambiguo, da una parte è messaggero dell’acqua, dunque porta speranza, dall’altra è un rumore cupo e minaccioso, alcuni lo interpretano come la voce di Dio, ma in alcuni versi sembra prevalere la valenza negativa: «Non c'è neppure silenzio fra i monti/ Ma secco sterile tuono senza pioggia». Forse è ancora il rumore della guerra? Un’eco rimasta nell’animo degli uomini ad ammonire ed opprimere, o forse è la voce del Dio dell’Antico Testamento, un Dio duro, che, come fece con il diluvio universale, ha sottoposto l’umanità sterile e senza valori ad una punizione divina? Le risposte, quando si tratta dell’opera di Eliot, non sono mai scontate perché è lo stesso autore ad invitare il lettore all’interpretazione. Il lettore attraverso uno studiato metalinguismo ha una parte attiva nella lettura. Può essere visto come l’elemento maggiormente positivo del poeta infatti, se anche invitare all’interpretazione può da un lato essere letto come la riprova che l’arte non può più insegnare valori forti ed oggettivi, dall’altro è un atteggiamento dinamico, quasi un richiamo all’azione, a non lasciarsi passivamente risucchiare nella terra desolata. Una caratteristica fondamentale di waste land è la divisione del componimento in cinque movimenti come se fosse una sinfonia. Ciò introduce un tema importante nella comunicazione poetica, il linguaggio musicale. La musica può essere un mezzo efficace per rompere il silenzio ed arrivare la dove l’espressione verbale si esauriva nel non-dicibile, sarà un caso che la stessa tecnica venga ripresa da Celan proprio nel momento in cui era alla ricerca di un verbo che potesse esprimere la sua poesia? Come già visto per Montale, il silenzio imposto al verbo è superato grazie all’immagine, al correlativo oggettivo; all’impotenza della parola si sostituisce la concretezza del visibile e dell’udibile come farà Celan in Todes Fuge.