Grata a Greta

Una bella serata


Era stata una così bella serata... Non faceva né troppo caldo né troppo freddo, come piaceva a lei. E come piaceva a lui avevano cenato in un discreto ristorante. Si erano fatti servire qualche antipastino caldo di mare, poi un ottimo branzino. E una terrina di melanzane buonissima. Vino bianco più che discreto e una millefoglie con le fragole ben calibrata. Caffè decaffeinato per due. - Voto?- Quasi otto - le aveva risposto. Lei era stata sempre una brava cuoca, ma il palato migliore lo aveva lui: era un altro dei tanti impliciti che passavano tra loro.Come piaceva a lei avevano passeggiato sul lungomare. Non c'era troppa gente, come piaceva a lui.Come piaceva ad entrambi, poi, si erano fermati ad ascoltare il mare: lei con il golfino sulle spalle, come faceva solo da qualche anno, perché solo da qualche anno pativa l'umidità. E il caldo, e il freddo. Le zanzare, il rumore, la folla, gli spazi troppo aperti e quelli chiusi. Gli ascensori. Poi aveva paura di guidare la notte. Ed era sempre in ansia per i figli.Non aveva ancora smesso di parlare di menopausa, tra l'altro, anche se l'aveva superata da un pezzo.- Dopo la menopausa non sono più riuscita a dormire una notte intera decentemente – diceva, ed era solo una delle cose che "dopo" non erano più state le stesse.- Dopo la menopausa ho cominciato a piangere per niente. Dopo la menopausa non sono più stata bene una settimana intera.Cose così: lui non le ascoltava più e lei le diceva lo stesso. Come piaceva a lui si erano fermati poco distante da un locale all'aperto nel quale si esibiva un buon gruppo. Un pianoforte, un contrabbasso, una batteria e una cantante intonata che imitava un po' troppo... come si chiamava? Una cantante di colore, con una gran voce. Lui non se lo ricordava e lei diceva di avere il nome sulla punta della lingua.- Sì, so a chi alludi... Come si chiama, aspetta... Non mi viene...L'aveva guardata: aveva i capelli raccolti in quella bionda e breve coda di cavallo bassa sulla nuca, come piaceva a lui. Il filo di perle sul collo ancora bello, la fronte tonda e il suo naso delicato. Il viso abbronzato, gli occhi chiari. Era nonna di tre nipoti di undici, dieci e otto anni. Identici a lei, tra l'altro. Tutti e tre. Era stata una così bella serata... Lui all' improvviso le aveva dato la  mano e avevano ballato un poco accanto alla siepe oltre la quale si esibiva quel complessino non malvagio. Lui faceva lo spiritoso e canticchiava “septembermorn” imitando la voce di Sinatra ed esasperando le erre all’americana.- Come si chiama quella cantante di colore... Fammi pensare... Dio, come odio non ricordarmi qualcosa e accanirmi così! Dopo la menopausa non ho più avuto la memoria di un tempo.Lei si muoveva bene a tempo di musica; piano, contenuta, sempre un poco pudica e badando che nessuno li vedesse.Forse per i suoi pudori e per una certa aria distante che aveva sempre conservato… lui l'aveva desiderata a lungo in gioventù, e gli era piaciuto immensamente la sofferenza di non poterla avere. Ci aveva guadagnato una vera prima notte di nozze. Cose d’altri tempi, ma dire che non avevano alcun valore, ecco… no: non se la sarebbe sentita.Erano rientrati a casa tenendosi per mano. Nella loro cittadina non lo avrebbero fatto. E nemmeno davanti ai figli e alle nuore, e questa era una cosa incomprensibile, ma era sempre stato così. Era stata tanto una bella serata… tranquilla…A loro piaceva stare tranquilli, mangiar bene, non avere orari e non frequentare gente, in vacanza.Si bastavano, dopotutto.Lei, se lasciava perdere la menopausa, aveva una buona conversazione. Lui parlava meno, ma non era mai distratto. - Vero, hai ragione... - lei ammetteva spesso, come piaceva a lui. O meglio, come piaceva ad entrambi, perché non si erano mai dati ragione tanto per farlo. Era stata una così bella serata... Si erano seduti ancora un attimo sulla panchina del giardinetto davanti al loro residence e avevano guardato un gruppetto di gatti divorare gli avanzi di pesce che qualcuno aveva loro fatto trovare. Avevano osservato deliziati un gattino piccolo e molto ingordo che difendeva la sua testa di pesce gonfiandosi e soffiando per spaventare gli adulti che lo ignoravano, e che alla sua testa di pesce non sembravano interessati.Lei aveva riso.- Ma tu guarda che prepotente...- Vorresti un altro gattino?- No, per carità. Io dopo che è morta la Bea… Lo sai che ho sofferto troppo.Era stata una bellissima serata.Davvero.Avevano salito le scale, si erano messi il pigiama, bevuto un po' di limonata sul terrazzo e annaffiato i fiori.A letto, poi... Eh, non capitava da un po' e, come piaceva a lui, scoprire che dopo tanti anni lei gli dava ancora emozione lo aveva turbato e lo aveva fatto sentire fortunato.Era stata una bella serata, ma poi senza alzarsi per andare al bagno, lei gli aveva posto quella domanda.Una domanda buttata lì, in mezzo al niente. - Me la diresti una cosa?Dovette scuotersi per realizzare di aver capito bene.Non gliel’ aveva mai posta, quella domanda. Mai così e in quasi quarant’anni. Sarebbe stato facile rassicurarla: sì ti amo ancora, sì ti trovo sempre bellissima, sì mi fai ancora...Lei si sarebbe scandalizzata, avrebbe riso piano rimproverandolo un poco: non me le dire così, queste cose, lo sai che mi fai vergognare!- Tu mi hai mai tradita?Doveva accendere la luce sul comodino e guardarla negli occhi. Sapeva di doverlo fare e che sarebbe stata una buona mossa.Si sporse verso il comodino per accendere la luce.- No, non accendere. Si riempie di zanzare - disse lei, e continuò.- Sarebbe bello rispondere sì, o no. Senza drammi: come se fosse un dettaglio. Mi hai mai tradito? Sì… no, senza che cambiasse niente.Si era seduto sul letto, con la schiena appoggiata al cuscino. Era stata una così bella serata... - Tu mi hai mai tradito? - lui chiese.- Stai prendendo tempo?Si era affrettato a rispondere. - No: non ti ho mai tradita.- Io sì.Lui analizzò la sua voce. Scherzava? Non scherzava? Non lo capiva.Accese la luce e la guardò. Era divertito, anche se una strana sensazione gli accelerava le pulsazioni.- Non mi credi, vero?- No - lui ammise.- Fai bene, infatti. Ma avrei potuto farlo.- Non ne dubito. Eri bellissima, e…- Ero bellissima? Avrei voluto farlo. Questa è la versione corretta.Dio mio: era stata una così bella serata… Che piega stava prendendo, adesso?- Sì?- Si.- Perché non l' hai fatto?- Perché avevo paura che lo avresti scoperto e avrei rovinato tutto. La guardò e capì che diceva la verità. L’aveva fatto solo per quello? Per paura?Perché dirlo lì, così, in quel momento? - Solo per questo? Non mi hai tradito solo perché…La sua voce suonò… patetica.O forse era lui che la sentiva così. Lei non parve notarlo.Entrambi i loro figli avevano attraversato una crisi coniugale. Entrambi avevano scelto di tenere insieme le loro famiglie. La femmina ci era riuscita, ma si era fatta intrattabile. E triste. Il maschio… mah… sospettavano che avesse ancora delle evasioni.  - Era un’ottima ragione. Comunque non è vero che noi donne possiamo tradire solo… completamente. E’ che noi mettiamo in ballo tutto, sentiamo di mettere in pericolo tutto. E se lo facciamo è già tutto perduto. Così penso io. Ma oggi è diverso. - E si vedono i risultati – lui commentò e spense la luce.Non doveva chiudere il discorso così: non era prudente. Doveva sentirsi ferito, doveva parlarle, ma non trovò nulla da dire. - Non dici nulla?Lui sospirò. - Immagino siano passati degli anni…- Almeno venti, sì.- Potevi non dirmelo.- Si, potevo, in effetti.- Chi era?- Dai, non ha importanza. Poi non lo conoscevi. Era… uno. Il mare era calmo e la città era silenziosa, ma un camion della nettezza urbana svoltò l’angolo e il suo rumore si fece più forte.- Non dici nulla?- No – lui rispose. Le prese una mano e gliela baciò leggermente, riappoggiandola al lenzuolo.- Conta che non sia accaduto. Io ti credo.Si accomodò sul cuscino, si voltò dalla sua parte e chiuse gli occhi.- Credevo ti saresti risentito – lei disse.Lui pensò rapidamente che non se lo poteva permettere.- Bene non mi ha fatto, ma è acqua passata. Grazie per non avermi detto mai nulla. Viaggiavo, non c’ero mai… Sarebbe stato disastroso per noi.Lei rimase in silenzio.- Tu, invece?Finse di non sentire.- Tu non mi hai mai tradita?- No – rispose.Il camion della nettezza urbana passò sotto casa con fragore.- Che bugiardo… - lei disse. Conficcò gli occhi nel buio e poi li chiuse con forza.Lui non sentì.- Buonanotte…- Buonanotte.Lei giurò a sé stessa che non ne avrebbero mai più parlato.