E' che, ad un certo punto, non lo sai perché cerchi ancora l'amore.Se in fondo non ci credi più, se non sai più nemmeno illuderti, non lo sai perché cerchi qualcosa che credi non esistere. E’ come se il tuo cervello perdesse il controllo di qualcosa e lo facesse per la prima volta veramente. Certo: il controllo di te lo avevi perduto innamorandoti, in passato, ma allora ci credevi. E dopo, mentre già perdevi le forze, se i conti non quadravano li forzavi.I falsi in bilancio dell'amore sono lapalissiani. Chiunque dall'esterno li decifra in un secondo, ma non chi cammina a due metri da terra o si torce nelle fiamme dell'inferno. Che mentiamo a noi stessi possono vederlo nostra madre e nostro padre, i fratelli, gli amici, i colleghi, ma non noi. A volte abbiamo ammesso: lo so che non va bene per me, ma...In quel ma abbiamo infilato tutte le ragioni più assurde e ancora ci sembravano sensate. I falsi in bilancio dell'amore passionale sono spesso volgari e persino offensivi nei confronti della logica, del buonsenso, del buongusto, del buontutto… ma non serve ammetterlo. Ma di solito lo si ammette dopo. Ma ci diremo che si trattava di un momento particolare della nostra vita e giureremo a noi stessi che mai più accadrà. Ma ricapiterà, sino a che non avremo colmato la nostra misura.E così basta, ad un certo punto. Quando a soffrire per le stesse vecchie ragioni ci sentiremo ridicoli e non potremo più nemmeno prenderci sul serio mentre soffriamo, diremo basta. A quel punto dovremo stare attenti a non dire basta troppo in fretta. A non dirlo subito, a non dirlo addirittura prima.A me è accaduto di ridere di me per il dolore modulare che sembravo andare a cercarmi. Di cazziarmi da sola e non risolvere. Di mettermi a tavolino e riconoscere qualcosa di semplice e lineare, di sensato e di logico: ho un debole per i testa di cazzo, e ce l'ho al punto che sono stata disposta a riconoscere ad alcuni di loro, in passato, un'intelligenza, un'integrità, una personalità e un senso dell'umorismo che non avevano affatto. Il tutto per giustificare - quanto posso essere stronza pure io in certi frangenti è da vomito - agli occhi miei e del mondo ...che ero innamorata di un uomo che nemmeno a nutrirgli i neuroni con i Plasmon sarei riuscita mai a farci un discorso decente. Questo che ho appena affermato apparirà come un'ovvia consapevolezza di me come donna intelligente, integra, con una forte personalità e un bel senso dell'umorismo e so di apparire egocentrica, presuntuosa e chi sa chi mi credo di essere…In effetti - bando alla falsissima modestia - credo di essere una tipa abbastanza intelligente. Credo di avere una mia morale non certo elastica all'occorrenza, di possedere una forte personalità (in realtà è lei che possiede me!) e anche una certa ironia. Ecco: se lo penso, lo penso. A questo punto però, per correttezza, devo anche ammettere che sono fragile, sentimentale, spesso irrazionale in modo imbrazzante (e se ho una cotta non razionalizzo quasi più un corno), sognatrice nonostante una più che discreta capacità di raziocinio, insicura per certi aspetti e insicurissima per altri. E gelosa, per via delle insicurezze appena citate. E poi sono attenta ai limiti dell’indagine poliziesca. Non sono indiscreta, ma non mi scappa niente. E si nota. Un casino.Un uomo può divertirsi da morire con me e un altro sbriciolarsi. E se un uomo ama ridere con me (e di me, ma anche di sé...) vivrà un paradiso, se no sarò una galera.Così a questo punto ecco che arrivano dolorosissime le mie tagliole:- se un uomo sembra quasi sforzarsi di rendermi gelosa, non va bene per me. - se un uomo non tenta di esprime ciò che mi è necessario per sentirmi in un rapporto, non va bene per me. - se non capisce che io sto tentando un rapporto e mi sente distante, non va bene per me.- se non prova a capirmi, se non riesco a capirlo nonostante ci provi (io lo faccio sempre, giuro), se tutto diventa un fraintendimento, non va bene per me. - se chiede la mia attenzione quando ne ha bisogno e non fa lo stesso con me, se si sente trascurato mentre io ho la sensazione di dargli tutto, se io mi sento trascurata mentre lui sente di darmi tutto, non va bene per me. - se ritiene normale ed irrinunciabile un suo atteggiamento che mi scatena malessere, non va bene per me. Se io trasecolo quando mi accusa di scatenargli malessere e di non capire che lui mi scatena malessere suo malgrado e non può proprio farci nulla, non va bene per me.- se mi aspetto lui cambi, se lui si aspetta io cambi, se io e lui ci aspettiamo di cambiarci a vicenda, non va bene per me.E il peggio è che io non vado bene per lui.Prima di queste sentenze inappellabili posso aver tentato di superare certe situazioni, di capire se qualcosa poteva essere corretto, se un atteggiamento poteva essere esacerbato dalla distanza (che da sola è un carico da cento, perchè mancano gli occhi, le mani, l'abbraccio, il sesso, manca tutto!) da esperienze recenti mie o del mio amato bene, da fraintendimenti dovuti a modi di esprimersi ambigui, o poco chiari, o solo distratti... Ma poi basta.Ma poi no. Ma poi non alla mia età, non nelle stesse modalità fallimentari e dopo aver dato tutto ciò che potevo. Alla fine, che non credo più al potere assoluto dell’amore passionale, illogico, che sa far volare e che nello stesso modo porta ad incarognirsi contro chi si sostiene di amare moltissimo… lo dimostrano la fretta, la paura, ma anche la malinconia con le quali chiudo una porta su un sentimento. E’ una porta che protegge me e l’altro, che tutela me e chi mi ha suscitato un sentimento, che mette in pratica la lezione della vita mandata a memoria e che ritengo davvero importante… ma è anche una porta che esclude, che chiude, che nega. Eppure una porta che chiudo dimostra che poco prima era aperta. Che il bisogno di amare qualcuno e di tentare di farmi amare esiste – e resiste - dentro di me. Che forse esisterà sempre e sarà un perverso, pazzo automatismo contro ogni logica e buonsenso per molti anni ancora. A volte penso all'amore come ad un'entità che ha dilatato le mie cellule, che ha cambiato loro dimensione per un momento della mia vita... e cha alla tensione verso quella pienezza io sia quasi condannata.E’ che non ci sto più dentro coi prezzi, alla fine della fiera. Così nessuno infilerà un piede sulla soglia per impedirmi di chiudere una porta se quella porta si apre su una guerra.Sventolo bandiera bianca, volto le spalle e me ne vado a costo di perdere subito una guerra che tanto non voglio. Forse il più grande omaggio che ho tributato all'amore, in tutta la vita, è stato staccarmi da ciò che amore non era. Che ne aveva le meravigliose sembianze. Lasciare ciò che non mi è parso amore, in fondo, è come credere che l’amore esista…Così, dopo tutto questo post che lo nega, finisco per ammettere di crederci ancora un poco, e proprio per questo diffido delle imitazioni. Mie e altrui.Strano come, con gli anni, abbia eretto un altare ad un sentimento nel quale credo sempre meno.Forse non è un altare, ma solo un monumento alla memoria...Vivrò, e vedrò.