Grata a Greta

Stefano


Vi prego di seguire Stefano Mhanna sino alla fine della sua esibizione, mentre prova questo brano di Bach. Seguitelo sino al momento finale in cui pizzica le corde del violino per dar loro una... controllatina...La sua beata "indifferenza", il dondolio e l'espressione di chi non pare rendersi  conto di cosa stia facendo e con quanta bravura sono - oltre al suo faccino - gli unici elementi che ci dicono che è un bambino. Il contrasto è delizioso da vedere, e in alcuni passaggi anche un poco inquietante, come nel punto in cui è necessario il vigore delle dita, dei polsi e delle braccia di un uomo... e proprio in quel punto Stefano, a mio avviso, fa miracoli!Se qualcuno dovesse obiettare che "però non ci mette molto sentimento" (come mi è accaduto di leggere su un blog tempo fa), spero che si senta ridicolo. L'autore di quel post - che si atteggiava a grande intenditore - fu travolto dai "fischi" e fu costretto ad ammettere che beh, sì, in effetti all'età di Stefano solo la costanza di sottoporsi alla disciplina necessaria a suonare "così" uno strumento difficile come il violino, è una cosa da brivido...E infatti lo è.Abbiamo sempre la sensazione che vi sia pochissima infanzia per i  talenti precoci. Credo non sia una sensazione sbagliata, ma la musica, a questi livelli, è troppo faticosa perchè possa venire imposta e solo una profonda vocazione può spingere un bambino su una strada dura anche per i ragazzi. Non mi consola, invece, sapere che quasi tutti i piccoli "mostri" non mantengono le loro strabilianti promesse.A Stefano auguro di essere un'eccezione.Eccezionale lo è già.