

Preferisco
una persona passionale
ad una perfetta.
La sua passione
sarà la mia imperfezione.
La sua imperfezione
sarà la mia passione.







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Post n°1019 pubblicato il 20 Settembre 2025 da Estelle_k
PARTE 7 La mattina dopo Pauline fu svegliata da un gran trambusto. Si rizzò a sedere sul letto mentre un fiume di immagini la travolgeva sui fatti accaduti il giorno prima, ma un nuovo rumore attirò definitivamente la sua attenzione. Infilò le sue ciabattine e si affrettò a raggiungere la stanza di Doña Zalamera che comunicava con la sua attraverso una porta. « Mia signora è successo qualcosa ? Ho sentito dei rumori e...» « Nulla di cui ti dovresti preoccupare sciocca ragazza, solo un po' di ginnastica mattutina » Pauline osservò la stanza e notò che sul pavimento erano sparse spazzole, forcine ed elastici. Capì che Doña Zalamera doveva essersi aggrappata al beauty per non cadere in un esercizio oltre la sua portata. La vide rossa in viso e sudata mentre tentava di darsi un contegno ma i segni di un'altra crisi di pianto erano comparsi. «No, basta piangere. » disse Pauline. Non è il momento, siete qui per il matrimonio del secolo e ora dovete iniziare a prepararvi, non c'è tempo per queste sciocchezze » Doña Zalamera la guardò sorpresa ma si lasciò accompagnare davanti al beauty. Inizialmente restò in silenzio lanciando qualche occhiata furtiva verso Pauline. Ma Pauline restò tranquilla, compiendo gesti calmi e decisi e pian piano Doña Zalamera sembrò tornare in sé come se ogni gesto di Pauline fosse in grado di riportarle l'autostima perduta. Alla fine fu così esigente che Pauline ebbe appena il tempo di indossare il suo abito color rosa pallido, gli orecchini e il girocollo doppio di perle bianche, unici gioielli di famiglia che possedeva. Quando raggiunsero il giardino la maggior parte degli invitati avevano già preso posto. La scelta di fare una cerimonia religiosa a cielo aperto era una concessione che la famiglia Wallen aveva acconsentito in onore della sposa che apparteneva a un nobile casato italiano, Pauline conosceva bene gli usi del paese che l'aveva cresciuta e unì questa piacevole circostanza alla fortuna di poter partecipare a un matrimonio di così gran classe. Un cameriere si avvicinò per chiedre il nome e assegnare il loro posto. Dopo pochi minuti, tra gli applausi degli invitati, un ragazzo alto e vestito elegantemente andò a posizionarsi sotto l'arco nuziale mentre l'orchestra iniziò a suonare una bellissima melodia che Pauline riconobbe subito e che la fece commuovere, un motivo che sua madre le faceva ascoltare durante i pochi momenti in cui erano potute stare insieme. « Ricorda Pauline, la musica è come un viaggio dentro l'anima , ogni brano racconta un luogo e un tempo. Vedrai che questo brano un giorno sarà importante per te » Al ricordo delle sue parole Pauline trattenne le lacrime mentre tutte le teste si voltavano osservando incantate la sposa avvolta in un abito di pizzo bianco che avanzava con passo lento a braccetto di un uomo più anziano per poi raggiungere il suo innamorato sotto l'arco di fiori. Fu lì che il prete celebrò la messa con rito cattolico e dichiarò i due giovani marito e moglie. Un'ora dopo si erano trasferite nel giardino adiacente dov'erano stati sistemati dei tavoli con una capienza adeguata per poter accogliere tutti gli invitati. Pauline si guardò intorno nervosamente, sembrava che Lionel non avesse presenziato alla cerimonia e sperava che prima o poi avrebbe fatto la sua comparsa. Scrutò la tavola occupata dai Wallen, ma di Lionel nessuna traccia. Si domandò inoltre come mai Doña Zalamera non fosse stata inclusa in nessun tavolo dei parenti della sposa. « Pauline, mi stai ascoltando? » La voce di Doña Zalamera la riportò alla realtà. Si voltò a guardare la sua padrona che con aria piccata si stava lamentando dell'assegnazione del tavolo e ordinava a Pauline di occuparsi per un cambio adeguato, mai e poi mai si sarebbe seduta in un tavolo occupato da una famiglia portoghese. Pauline si guardò intorno con apprensione ma la fortuna l'aiutò. Chiese alla prima cameriera di passaggio e lei si rivelò molto premurosa e gentile nel preparare un tavolo solo per loro. Doña Zalamera accettò di buon grado e finalmente si accomodarono. Dopo gli antipasti e i primi Doña Zalamera aveva già trangugiato cinque bicchieri di vino, aveva il viso rosso e goccioline di sudore si intravedevano sul piccolo solco fra il naso e le labbra. Prese a sventolarsi con il tovagliolo e ordinò a Pauline di recuperare il suo ventaglio preferito che aveva lasciato in camera. Di ritorno Pauline lanciò l'ennesima occhiata verso il tavolo dove era riunita la famiglia Wallen e finalmente scorse Lionel. Non sembrava particolarmente a suo agio, notò che non era seduto con la famiglia ma a un tavolo a fianco e si guardava intorno nervosamente come se dovesse scappare da un momento all'altro. « Pauline, sventolamelo tu che sono stanca» disse Doña Zalamera ficcando il ventaglio tra le mani della giovane. Con riluttanza Pauline obbedì pregando che Lionel non si girasse dalla sua parte e notasse una dama di compagnia comportarsi come una cameriera. Dopo qualche minuto con la coda dell'occhio si accorse che Lionel non c'era più. « E' finito il vino! Ne voglio ancora ma più fresco, oggi fa davvero un gran caldo! » sbottò impaziente Doña Zalamera « Cameriere! Cameriere venga qui!» Pauline alzò lo sguardo e rimase a bocca aperta: era Lionel! Fissò sgomenta il vassoio che reggeva tra le mani e lui la guardò con altrettanto sconcerto mentre la vedeva sventolare il viso di Doña Zalamera. « Pauline che aspetti? Digli che voglio il vino! Adesso! » le ordinò. Se prima c'era qualche possibilità che Lionel non avesse inteso la situazione, quel brusco ordine cancellò ogni dubbio. Tuttavia Pauline non ne fu dispiaciuta, lei e Lionel avevano detto la stessa bugia e questo la fece sorridere quasi divertita. Lui ricambiò il sorriso e quando ritornò con la caraffa di vino, senza farsi notare, fece scivolare nella mano di Pauline un bigliettino: Cara Pauline, avrete ormai capito che non sono un nobile ma un semplice servitore della famiglia Wallen, spero possiate perdonare la mia bugia. Il mio desiderio più grande, ora, è avere l'occasione di conversare con voi in tutta sincerità e, senza più timore, raccontarci le nostre storie. Lionel Con una scusa Pauline si allontanò dal tavolo mentre con un sorriso raggiante si stringeva al petto quel foglietto di carta. Le tornarono in mente alcuni atteggiamenti bizzarri di Lionel, come la pulizia della torretta nel labirinto o la sua improvvisa scomparsa durante l'evento della merenda. Pauline sorrise mentre ricordava commossa le parole di sua madre. La vita è come un puzzle da comporre , figlia mia, ma dovrai avere l'abilità di incastrare i pezzi . Il viaggio è la chiave per il loro incastro. EPILOGO Durante il viaggio di ritorno in Italia, Pauline si lasciò cullare dai suoi sogni ad occhi aperti. Ritornò con la mente alla sera prima: lei e Lionel erano riusciti a trovarsi dopo il tramonto proprio nel terrazzo del loro primo incontro. Finalmente si erano raccontati e avevano ascoltato l'uno la storia dell'altra entrambi consapevoli di essere stati spinti dal timore di non essere accettati a causa del loro ceto sociale. Alla fine si fecero una reciproca promessa: avere più stima di se stessi e non fingere più di essere un'altra persona . Lionel riuscì a salutarla il mattino seguente all'alba « Ricorda la promessa che mi hai fatto» le disse e come a suggellare quelle parole le aveva preso la mano sfiorandola con le labbra. « Ma la seconda è quella che ci scriveremo, Lionel » Lui la guardò e il brillìo nei suoi occhi le fece perdere un battito di cuore. « Non speravo tanto, per me sarà un immenso piacere, Pauline» « Pauline! » la richiamò Doña Zalamera « Sì, signora?» Si costrinse a staccare gli occhi dal panorama che guardava e si voltò verso Doña Zalamera che stranamente aveva un'aria assorta mentre si osservava gli anelli che indossava. « Quando arriviamo ricordami di dire al signor Ternazza che dobbiamo ridiscutere i termini del tuo servizio come cameriera.» « Mia signora, intendete mandarmi via? » « Certo che no, sciocca ragazza ! Io intendo iniziare a darti un compenso» Pauline la guardò incredula e sbattè le ciglia più volte con sincero stupore. « Io...vi ringrazio molto» fu tutto quello che riuscì a dire. Doña Zalamera per un istante la guardò con simpatia e chinò il capo per farle capire che l'aveva sentita, poi tornò a studiare i suoi anelli. Pauline infilò una mano nella tasca della mantella e sfiorò il biglietto su cui Lionel aveva annotato il suo indirizzo. Sorrise: il significato del suo viaggio si era finalmente rivelato. THE END
Caro Lettore che hai scelto di seguirmi fino a qui e vivere con me questo racconto, a Te va il mio più sentito Grazie . Alla prossima! Estelle_k
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Lega profondamente l'anima di due persone, esortandole a condividere lo stesso destino. Zucchero si espresse così .. l'amore è nell'aria , la stessa aria che due persone respirano profondamente, "simultaneamente" in una felicità saturata, condivisa.
Brava Esty, grazie per questo bellissimo racconto. Un abbraccio, buona domenica ^____^
Peccato che è già finito.
Una breve storia ma con tutto l'essenziale che mi ha fatto davvero piacere leggere.
Quindi solo una parola: Grazie!
Ti auguro una deliziosa giornata carissima. Un abbraccio.
virgola
Un caro abbraccio.
virgola