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Lo sapevi il perché l'ape maschio muore dopo l'accoppiamento?

Post n°79 pubblicato il 18 Ottobre 2013 da informatore66
 
Foto di informatore66

L’accoppiamento tra api è uno degli esempi più evidenti del suicidio sessuale

La scoperta  stata fatta da un gruppo di biologi americani che, studiando il comportamento degli insetti hanno notato questo particolare. Negli alveari, infatti, le api maschio, chiamate droni, non durano più di una stagione, quasi sempre l’estate, il periodo degli accoppiamenti. Durante questa fase, l’ape regina, che comanda il suo alveare, parte alla ricerca di un valido compagno con cui generare nuovi “sudditi”. I droni, che conoscono bene il loro ruolo, alla vista della regina si battono tra di loro per riuscire a conquistarla, sciamando intorno ad essa. Alla fine solo uno riesce a prevalere, accaparrandosi la possibilità di generare dei figli.Quando l’atto sessuale si compie, quasi sempre in aria, il drone rilascia il suo sperma con una tale forza esplosiva da lasciare la punta del suo pene all’interno dell’ape regina; così, privato del suo organo, il maschio cade a terra e poco dopo muore. La regina, invece, si libera del compagno per andare ad accoppiarsi con un nuovo partner, lasciando dietro di sé una scia di maschi morti. I pochi droni che riescono a sopravvivere al rapporto restano nell’alveare fino all’autunno; poi quando giunge il freddo, sono cacciati dalle stesse compagne che non sprecano le loro riserve di miele per sfamare dei semplici amanti. L’accoppiamento delle api è considerato da molti come l’esempio più evidente di suicidio sessuale nel mondo degli insetti: infatti, nonostante i droni sappiano di morire assolvono al loro dovere con coraggio e dedizione.

 

servizio a cura di: ( informatore66 )   

immagini e video ( dal web )

 
 
 
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Si tratta di un giacimento con un numero stimato di circa diecimila orme di dinosauri, con una concentrazione di tre-quattro impronte per metro quadrato. Secondo lo studioso, le impronte fanno pensare che sull'area abbiano camminato ''dinosauri sia di specie erbivora che carnivora''. Il ritrovamento è stato notificato alla Soprintendenza ai beni archeologici, alla presidenza del parco e alla Regione Puglia, affinché l'area possa essere messa sotto tutela''

 

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