Creato da chiaroscuro60 il 18/11/2010

MENTRE CI DISTRAIAMO

DITTATURA MONDIALE

 

 

GLI ITALIANI E LA RETE

Post n°193 pubblicato il 07 Luglio 2011 da chiaroscuro60

La Rete esiste in media nelle nostre case dalla metà degli anni novanta, oggi siamo nel 2010. Diciamo quindici anni. Prendiamo i quindici anni prima dell’arrivo del web, 1980-1995. I mezzi di comunicazione e di organizzazione civica fra cittadini attivi di quell’epoca erano l’equivalente del biroccio col mulo a confronto di ciò che la Rete ci ha reso disponibile, cioè lo Space Shuttle. Il paragone calza, anzi, forse è anche inadeguato.

Perché era evidente, Cristo, che se ci davano la Rete era perché loro sapevano benissimo cosa la Rete ci avrebbe fatto, lo sapevano con serena precisione, ci avevano pensato a lungo, si erano confrontati, e la loro conclusione era che ne avremmo fatto questo videogioco da videodipendenti all’ultimo stadio, e cioè, udite, l’ennesimo prodotto di consumo compulsivo della loro Esistenza Commerciale e Cultura della Visibilità, cioè di nuovo un ulteriore passo verso l’abisso della paralisi civica. Esattamente ciò che loro vogliono ci accada. Ed è accaduto, siamo sempre più inerti, noi, manica di deficienti convinti di essere in lotta ogni mattina quando clicchiamo in questo web che figlia informazioni a ritmo frenetico come un colossale brodo batterico fuori controllo. In lotta noi, ingozzati d’informazione oggi a un ritmo così stordente che neppure il tetro immaginario di George Orwell l’avrebbe potuto concepire come macchina di annullamento civile. Lotta? Ma dove? Ma i risultati li vedete?

La conclusione che propongo è chiara. L’arrivo di Internet nelle trincee della lotta sociale non ha migliorato il mondo, né l’Italia, anzi. Questo perché, come ho già scritto, il suo scopo era e rimane quello di drogare milioni di persone comuni, e di far scadere i pochi attivisti in una patologia ossessiva da attivismo di tastiera che li rendesse del tutto inutili. Ci sono riusciti, il Potere ha di nuovo vinto. Siamo una manica di stronzi maniacali totalmente risucchiati da questo mostruoso videogioco globale, del tutto incapaci di fare quello che i nostri nonni o i nostri padri, ed esseri umani per millenni prima di loro, hanno saputo fare per cambiare il loro mondo.

Paolo Barnard

 
 
 

UN PAESE SENZA INFORMAZIONE

Post n°192 pubblicato il 04 Luglio 2011 da chiaroscuro60

SIAMO SENZA INFORMAZIONE, ANZI NE ABBIAMO TROPPA, MA E' ORIENTATA A DISINFORMARE E A DIVIDERE LA GENTE.

I MASS MEDIA BOMBARDANO DI NOTIZIE MANIPOLATE NELL'INTERESSE DEL POTERE, GROSSE BUGIE E CRETINATE CHE NON POSSONO ESSERE CREDUTE DALLA MAGGIORANZA DELLA GENTE, METTENDO IN MEZZO UNA VERITA' CHE PASSA INSIEME ALLE BUGIE.

PERCHE' LA GENTE CONTINUA A FARSI PLAGIARE ?

P.S. NON MI SCRIVETE CHE NON VI RIGUARDA PERCHE' RIGUARDA TUTTI, LA MASSA SIAMO NOI, NESSUNO ESCLUSO, ANDIAMO NELLA STESSA DIREZIONE COMUNQUE.

 

Il linguista Noam Chomsky ha elaborato l'elenco delle "10 Strategie della Manipolazione" attraverso i media.

1. La strategia della distrazione

L'elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della distrazione, che consiste nel distogliere l'attenzione pubblica dai problemi importanti e dai cambiamenti determinati dalle élite politiche ed economiche, mediante la tecnica del diluvio, inondazione di continue distrazioni e di informazioni insignificanti. La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire che l'interesse pubblico si concentri sulle conoscenze essenziali riguardanti la scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. "Mantenere l'attenzione del pubblico deviata dai reali problemi sociali, accattivandola con temi senza un’importanza reale. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare; di nuovo in fattoria con gli altri animali (citazione dal testo Silent weapons for quiet wars - Armi silenziose per guerre tranquille).

 

http://www.liquida.it/notizie/2011/04/03/13695935/economia-david-barsamian-noam-chomsky/
 
 
 

6 LUGLIO 2011 - SAREMO L'ESPERIMENTO PIU' AVANZATO DI CENSURA ON LINE DEL MILLENNIO

Post n°191 pubblicato il 03 Luglio 2011 da chiaroscuro60

Il 6 luglio entrerà in vigore la delibera dell'AGCom (Autorità delle Garanzie nelle Comunicazione), l'Agcom avrà il potere di oscurare i siti web accusati di facilitare la pirateria, senza passare da un regolare processo, ma solo a fronte di una segnalazione da parte dei detentori di copyright.
Questo provvedimento sulla "tutela del copyright online" sarà a tutti gli effetti una forma di censura del web italiano presa in totale autonomia dall'AGCom senza aver proposto la questione al Parlamento, si corre il rischio inoltre che l'inibizione in un secondo momento si allarghi a quelli che sono i contenuti non graditi.

Per saperne di più sulla delibera leggi qui:

Da Repubblica.it 6 luglio, muore il Web italiano

Da Tomshw.it Censura online in Italia: 10 giorni e sarà fatta

Da PuntoInformatico.it AGCOM, la chiamavano trinità

Da ScambioEtico.org La censura in Rete sarà servita da AGCom

Vi sono già movimenti ufficiali e accreditati, nazionali ed internazionali, che si stanno mobilitando contro l'approvazione di questa delibera.
Quello che ognuno di noi può fare è : informarsi , informare ed agire.

Firma e fai firmare i tanti appelli lanciati in internet tra cui:

PetizioniOnline " NO ALLA CENSURA DEL WEB "
http://www.petizionionline.it/petizione/no-alla-censura-del-web/4439

Avaaz " Agcom: Non Censurare Internet "
http://www.petizionionline.it/petizione/no-alla-censura-del-web/4439

Invia un e-mail di protesta ai consiglieri Agcom, esprimi il tuo disaccordo chiedendo che il regolamento venga discusso dal Parlamento, puoi copiare direttamente il contenuto che segue:

"Vi chiediamo di astenervi dall'adottare la nuova regolamentazione numero 668 2010 che vi darebbe il potere di rimuovere contenuti da siti internet italiani e di chiudere i siti stranieri, se sospettati di violare il copyright. Nessuna decisione che sopprime la libertà della rete e i nostri diritti fondamentali di accedere alle informazioni può essere presa senza la decisione di un giudice. Vi chiediamo di rimettere la questione al Parlamento, come prevede la nostra Costituzione."

Invia l'mail ai seguenti indirizzi:
c.calabro@agcom.it, a.martuscello@agcom.it, s.mannoni@agcom.it, e.savarese@agcom.it, r.napoli@agcom.it, n.dangelo@agcom.it, m.lauria@agcom.it, s.sortino@agcom.it, g.magri@agcom.it


http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&p=83428

 
 
 

NUDI E INDIFESI

Post n°190 pubblicato il 03 Luglio 2011 da chiaroscuro60

Due grandi rappresentazioni di un futuro scenario distopico furono “1984” di George Orwell e “Il mondo nuovo” di Aldous Huxley. Il dibattito, tra coloro che supponevano si stesse andando incontro al totalitarismo corporativo, si incentrava su chi dei due avesse ragione. Saremmo stati, come scriveva Orwell, dominati da repressivi apparati di stato per la sorveglianza e la sicurezza che ricorrevano a forme di controllo dure e violente? Oppure, come immaginava Huxley, ipnotizzati da divertimenti e spettacoli, ammaliati dalla tecnologia e sedotti da consumi sregolati per raggiungere la nostra stessa oppressione? Alla fine sia Orwell, sia Huxley avevano ragione. Huxley aveva previsto il primo stadio della nostra riduzione in schiavitù, Orwell il secondo.

Siamo stati gradualmente espropriati dei nostri diritti da uno stato corporativo che, come previsto da Huxley, ci ha sedotti e manipolati attraverso gratificazione dei sensi, prodotti di massa a buon prezzo, credito sconfinato, teatro della politica e divertimento. Mentre ci distraevamo con intrattenimenti, le regole che prima tenevano sotto controllo il potere predatorio delle corporazioni sono state annientate, le leggi che prima ci tutelavano sono state riscritte e ci siamo ritrovati impoveriti.

Ora che il credito si sta prosciugando, i buoni posti di lavoro per la classe operaia sono finiti per sempre e non ci possiamo più permettere i prodotti di massa, ci ritroviamo trasportati da “Il mondo nuovo” a “1984”. Lo stato, menomato da forti deficit, da una guerra senza fine e dagli atti illeciti delle corporazioni, sta scivolando verso la bancarotta. E’ tempo che il Grande Fratello sorpassi l’universo di Huxley. Stiamo passando da una società in cui veniamo astutamente manipolati da legami ed illusioni ad una in cui siamo apertamente controllati.

Orwell ci metteva in guardia rispetto ad un mondo in cui i libri vengono banditi, mentre Huxley uno in cui nessuno legge libri. Orwell descriveva uno stato di guerra e paura permanenti, Huxley una cultura deviata dal piacere insulso. Orwell dipingeva uno stato in cui conversazioni e pensieri vengono monitorati e il dissenso viene brutalmente punito; Huxley uno stato in cui la popolazione concentrata su banalità e gossip, non si preoccupa più di informarsi e di conoscere la verità. Orwell ci vedeva terrorizzati fino alla sottomissione, Huxley sedotti fino alla sottomissione. Ma la visione di Huxley, stiamo scoprendo, non era che il preludio a quella di Orwell. Huxley aveva capito il processo attraverso il quale noi stessi saremmo stati complici della nostra riduzione in schiavitù. Orwell aveva compreso la schiavitù. Ora che il colpo delle corporazioni è fatto, restiamo nudi ed indifesi. Stiamo iniziando a capire, come aveva intuito Karl Marx, che il capitalismo selvaggio e senza regole è una forza brutale e rivoluzionaria che sfrutta gli esseri umani e le risorse naturali fino all’esaurimento o al collasso.

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=7876&mode=thread&order=0&thold=0

 
 
 

LA GRECIA VI RIGUARDA DA VICINO

Post n°189 pubblicato il 03 Luglio 2011 da chiaroscuro60

Quello che sta accadendo in questo momento ad Atene è la resistenza contro un’invasione, un’invasione brutale quanto quella subita dalla Polonia nel 1939. L’esercito degli invasori indossa completi di sartoria invece delle uniformi e porta con sé computer portatili invece delle pistole, ma non ci sbagliamo: l’attacco alla nostra sovranità è altrettanto violento e meticoloso. Gli interessi dei capitali privati stanno dettando la politica di una nazione sovrana, in modo smaccato e contrario ai nostri interessi nazionali. Ignoratelo a vostro rischio e pericolo. Dite a voi stessi, se si va, che forse la cosa si fermerà qui. Che forse gli ufficiali giudiziari non andranno oltre il Portogallo e l’Irlanda. E poi Spagna e Regno Unito. Ma la cosa è già in movimento. Questa è la ragione per cui non vi potere permettere di ignorare questi eventi.

http://oknotizie.virgilio.it/go.php?us=8844abc5e071f73

 
 
 

NOMI E COGNOMI del Vero Potere - Paolo Barnard

Post n°188 pubblicato il 30 Giugno 2011 da chiaroscuro60

I nomi principali in ordine di responsabilità: USA,Bill Clinton, Barak Obama, Ronald Reagan, George Bush Senior. In Gran Bretagna, David Cameron, Margaret Thatcher, Tony Blair, John Major, Gordon Brown. In Germania, Angela Merkel, Helmut Kohl, Gerhard Schroder. In Francia,Francois Mitterrand, Valery Giscard D’Estaing, Nicolas Sarkozy, Jaques Chirac. In Italia, Giuliano Amato, Mario Draghi, Romano Prodi, Mario Monti, Tommaso Padoa-Schioppa, Massimo D’Alema, Enrico Letta, Massimo Tononi, Carlo A. Ciampi, Carlo Scognamiglio, Angelo Maria Petroni, Vincenzo Visco, Beniamino Andreatta, Maria Stella Gelmini, Emma Bonino, Antonio Martino, Lamberto Dini, Franco Bassanini, Giorgio Napolitano, Luigi Bersani, Guido Carli.

 

Gli ordini da impartire alla politica e da far atterrare sui banchi dei parlamentari per mezzo dei lobbisti vengono decisi in riunioni di Club riservati di uomini e donne del Vero Potere. Non è la massoneria, che certamente si trova diffusa in quei Club ma non ne è la madre. Le riunioni possono anche essere informali e avvenire nelle Fondazioni e nelle Lobby di cui sopra, ma in pochi casi esse prendono forma di gruppi istituzionalizzati.

I principali da ricordare sono: la Commissione Trilaterale, il Bilderberg Group, l’Aspen Institute, e il World Economic Forum. Raccolgono la ‘Globocrazia’ occidentale (citazione da The Economist), il cui potere non ha bisogno di spiegazioni, basta leggere chi sono. Anche qui i nomi sono infiniti. Ne cito solo alcuni da ricordare: Peter Sutherland (ex WTO, Goldman Sachs, UE, Bilderberg), David Rockefeller (Trilat., Bilder.), Paul Volcker (ex FED, Aspen, Trilat., Bilder.), Leon Brittan (ex Commissione UE, Trilat.), Henry Kissinger (Aspen, Trilat., Bilder., WEF), John Micklethwait (Dir. The Economist, Bilder.), Zbigniev Brzezinski (ex gov. USA, ex Trilat.), Henry Paulson (ex gov. USA, Bilder.), Edmond de Rothschild (Bilder.), Ben Bernanke (govern. FED, Bilder.), Bill Clinton (WEF), Etienne Davignon (Bilder.), John Negroponte (ex Diplomazia USA, Trilat.), Karel de Gucht (Commissione UE per il Commercio, Bilder.), Condoleezza Rice (ex gov. USA, Aspen, Trilat., Bilder.), Jean Claude Trichet (govern. BCE, Bilder.), Timothy Geithner (Min. Tesoro USA, ex Trilat., Bilder.), Larry Summers (ex gov. USA, Bilder.), Carl Bildt (Min. Est. Svezia, Trilat., Bilder.), Joaquin Alumnia (Commissione UE per la Concorrenza, Bilder.), George Soros (WEF), Carlos Ghosn (Renault, WEF), George Papaconstantinou (Min. Finanz. Grecia, Bilder.), Peter Brabeck Letmathe (Nestlè, WEF), José Zapatero (premier Spagna, Bilder.), Cynthia Carroll (Anglo American, WEF), Josef Ackermann (Deutsche Bank, Bilder.), Neelie Kroes (Commissione UE per il Digitale, Bilder.), Christine Lagarde (Min. Finanz. Francia, Bilder.), Bill Gates (Microsoft, Bilder.), Donald Graham (AD Washington Post, Bilder), Robert Zoellick(Pres. Banca Mondiale, Bilder.).

Le università che gravitano attorno al World Economic Forum sono niente meno che: Columbia, Johns Hopkins, London School of Economics, Georgetown, Harvard, Tokio Univ., ETH Zurigo, Oxford, Stanford, MIT, Yale, Cambridge, Chicago Univ. I leaders politici nel WEC… tutti.

Il drappello italiano non manca, fra cui: Piero Gnudi (ENEL, Aspen), Fulvio Conti (ENEL, Bilder.), Riccardo Perissich (IAI, Aspen), Gianfelice Rocca (Techint, Aspen, Trilat., Bilder.), Angelo Maria Petroni (Sole 24 Ore, Aspen), Mario Monti (Bocconi, ex Commissione UE, Aspen, Trilat., Bilder.), Roberto Poli (ENI, Aspen), Paolo Scaroni (ENI, Bilder.), Giacomo Vaciago (ex Citibank, Aspen), Carlo Secchi (Bocconi, ex UE, Trilat.), Mario Draghi (Banca d’It., Bilder.), Giulio Tremonti (Min. Tesoro, Aspen), Fedele Confalonieri e Franco Frattini (Aspen), Domenico Siniscalco (vice di Morgan Stanley, Bilder.), Ferdinando Salleo (Mediocredito, Trilat.), Lucia Annunziata (Aspen), John Elkann (Fiat, Aspen, Trilat., Bilder.), Tommaso Padoa-Schioppa(scomparso, ex FMI, ex Fiat, Bilder.), Emma Marcegaglia (Aspen), Pierfrancesco Guarguaglini (Finmeccanica, Trilat.), Enrico Letta (ex gov. Prodi, Aspen, Trilat.), Corrado Passera (Intesa, Aspen), Carlo Scognamiglio (ex gov D’Alema, Aspen), Marco Tronchetti Provera (Pirelli, Trilat.), Franco Bernabè (Telecom, Bilder.), Franco Venturini (Corriere, Trilat.), Paolo Mieli (Aspen), Romano Prodi (Aspen, Bilder.), Giuliano Amato (oggi Deutsche Bank, Aspen), Paolo Savona (Banca di Roma, Aspen).

 
 
 

ANTONELLA RANDAZZO

Post n°187 pubblicato il 26 Giugno 2011 da chiaroscuro60

Disumanizzare significa privare gli esseri umani delle loro caratteristiche essenziali, ovvero della possibilità di esprimere la propria personalità nel sociale, creativamente e culturalmente. Ridurre ogni cosa a merce, e costringere gli individui a sottostare ad un sistema che non ha come obiettivo principale l'espandersi delle potenzialità umane, significa ridurre i rapporti sociali a rapporti di profitto economico e limitare gravemente la personalità umana. In questo contesto, gli individui non possono non sentire un vuoto interiore, un'insoddisfazione che può sfociare nella nevrosi. L'effetto principale di questa nevrosi è la ricerca all'esterno di qualcosa che colmi il vuoto, potrebbe essere il "successo", il denaro, o la creazione di realtà fittizie, all'interno delle quali dimenticare la propria infelicità.
L'unico modo per uscire da questa spirale infernale è quello di guardare dentro se stessi e di non avere paura di capire cos'è veramente l'attuale realtà mediatica, finanziaria ed economica. Guardare dentro se stessi permette di capire chi si è veramente, potendo così acquisire consapevolezza per difendersi dall'attuale cultura di massa, di cui la tecnologica fa parte.
E' assai più difficile cercare di capire le cause della propria insoddisfazione (talvolta persino ammetterla), che decidere di creare una nuova vita all'interno di un gioco virtuale. Ma si rischia di entrare in un nuovo meccanismo in cui il potere non è del soggetto, ma di chi ha creato la logica del gioco.
Il soggetto entra in una logica disumanizzante, privato del vero sé e indotto a provare gratificazioni fittizie dovute a rappresentazioni ed eventi non reali. Dunque, vivendo attraverso un'entità virtuale, assume un altro ruolo, un'altra maschera. Il mondo virtuale risulterà essere una maschera della maschera. Un "robot" virtuale sostituirà la persona insicura e stressata della realtà. In entrambi i casi, la natura umana viene stigmatizzata e limitata da un sistema di potere vampirizzante, che sa imporsi persino nelle proiezioni immaginifiche.

 
 
 

IL PATTO SUICIDA DELL'EURO - PAOLO BARNARD

Post n°186 pubblicato il 26 Giugno 2011 da chiaroscuro60

A conclusione di quanto ho scritto e pubblicamente detto sul Più Grande Crimine, ecco l’ultima.

Il 24/25 Marzo scorso il Consiglio Europeo ha approvato la proposta della Commissione Europea per un Patto per l’Euro, la cosa più scellerata finora voluta da coloro che sono decisi a rovinare milioni di vite umane per l’interesse di pochi. Ecco i punti decisi: 

La La Grecia completi pienamente e velocemente il programma di privatizzazioni da 50 miliardi di euro che le è richiesto.

La Commissione Europea sarà al centro di ogni controllo sull’applicazione delle seguenti decisioni da parte dei governi dell’Eurozona.

La competitività sarà giudicata sulla base degli aggiustamenti dei salari e della produttività, sarà monitorato il costo del lavoro. Si afferma che l’aumento del reddito di lunga durata può erodere la competitività. In sintesi: meno paghe e lavorare di più.

Sul costo del lavoro: rivedere i meccanismi di contrattazione salariale a livello centrale, riconsiderare gli aumenti legati al costo della vita, non permettere agli stipendi pubblici di minare la competitività degli stipendi nel settore privato.

Sulla occupazione: promuovere la “Flessicurezza” (!!), flessibilità e sicurezza dell’impiego, come dire di aumentare le vendite di auto e migliorare la respirabilità dell’aria.

Le pensioni si dovranno calcolare sulla base della loro sostenibilità da deficit, cioè: il deficit dello Stato sarà giudicato in base a quanto esso spende per pensioni, sanità e ammortizzatori sociali, e non, guarda caso, per le spese militari, per le parcelle alle megabanche che mediano sulle privatizzazioni, per il salvataggio dei banchieri con soldi pubblici, o per gli sgravi fiscali per i ricchi.

Le pensioni future andranno calcolate in base all’aspettativa di vita del lavoratore, indipendentemente dal tipo di lavoro. No comment.

E, GRAN FINALE, gli Stati aderenti dovranno passare leggi in Parlamento per dichiarare illegale il deficit di bilancio che supera il 3% del PIL come stabilito dal micidiale Patto di Stabilità, quello che sta distruggendo l’Europa. Cioè: la spesa a deficit dello Stato, unico mezzo legittimo nello Stato per arricchire i cittadini creando piena occupazione e pieno Stato Sociale (spiegato ne Il Più Grande Crimine), sarà un reato punibile per legge. Cioè ancora: essere Stato sarà reato.

La quasi totalità di queste misure furono suggerite alla Commissione dalla lobby industriale e finanziaria Business Europe prima che giungessero l’11 di Marzo 2011 ai capi di Stato e di governo dell’Eurozona.

I nomi principali in ordine di responsabilità:

In USA,Bill Clinton, Barak Obama, Ronald Reagan, George Bush Senior.

In Gran Bretagna, David Cameron, Margaret Thatcher, Tony Blair, John Major, Gordon Brown.

In Germania, Angela Merkel, Helmut Kohl, Gerhard Schroder.

In Francia,Francois Mitterrand, Valery Giscard D’Estaing, Nicolas Sarkozy, Jaques Chirac.

In Italia, Giuliano Amato, Mario Draghi, Romano Prodi, Mario Monti, Tommaso Padoa-Schioppa, Massimo D’Alema, Enrico Letta, Massimo Tononi, Carlo A. Ciampi, Carlo Scognamiglio, Angelo Maria Petroni, Vincenzo Visco, Beniamino Andreatta, Maria Stella Gelmini, Emma Bonino, Antonio Martino, Lamberto Dini, Franco Bassanini, Giorgio Napolitano, Luigi Bersani, Guido Carli.

http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=218

 
 
 

LA TECNOLOGIA NON E' NEUTRALE

Post n°185 pubblicato il 11 Giugno 2011 da chiaroscuro60

La cittadinanza digitale e il rapido aumento dell'interazione

uomo-macchina sono già un dato di fatto.

E sollevano dilemmi etici che devono esseri affrontati.

È molto di più che un problema di "privacy" nel navigare il web:

i social network e le altre forme di interazione multimediale modellano

la personalità, specie dei più giovani; e l'esistenza stessa di internet

sta trasformando la nostra società in modi imprevedibili.

Per dirla con le parole di un partecipante "la tecnologia non è neutrale.

Determina quello che facciamo, come pensiamo e come viviamo."

http://www.europarl.europa.eu/it/headlines/content/20110408STO17329/html/L'uomo-e-la-macchina-etica-per-un-futuro-migliore

 

 
 
 

LA STRATEGIA DELLA DISTRAZIONE OPERATA DAI MASS MEDIA

Post n°184 pubblicato il 11 Giugno 2011 da chiaroscuro60

/www.informarmy.com/2011/04/le-10-strategie-della-manipolazione.html

L’elemento primordiale del controllo sociale è la strategia della DISTRAZIONE, la quale consiste nel deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, tramite un profluvio di distrazioni e informazioni insignificanti.
La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico di interessarsi alle conoscenze essenziali nella area della scienza, la economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica.
Mantenere la attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare.


“10 Strategie della Manipolazione” Noam Chomsky

 
 
 
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Paolo Barnard, giornalista free-lance e saggista, unisce una meticolosissima ricerca di fonti certe ad una assoluta libertà di espressione, che non a caso gli è costata una plateale emarginazione dai mass media istituzionali. Laureato in psicologia, ha collaborato con le principali testate nazionali, come La Stampa, Il Manifesto, Il Corriere della Sera, Il Mattino, Il Secolo XIX, La Repubblica, La Voce, Il Sabato, Chorus, Oggi, Avvenimenti. Reporter RAI con Samarcanda durante la Guerra del Golfo (1991), è stato co-fondatore ed ha collaborato per oltre dieci anni con il programma Report su Rai3. Attualmente scrive per Micromega, Golem de Il Sole 24 Ore, agenzie di stampa e testate on line.

 

 

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