L'Aquila, - La morte dei 5 orsi avvelenati nel Parco nazionale d'Abruzzo è stata causata da"un'aggressione pianificata''. Ne è convinto il direttore del Parco, Aldo Di Benedetto che spiega: ''Arrivare all'interno del Parco è possibile a tutti, non c'è una porta d'ingresso che noi possiamo controllare. E' un fenomeno da condannare, si tratta di un modo vigliacco per uccidere gli orsi, che è come uccidere delle persone. Il Parco - assicura - reagirà in modo duro".Intanto, aggiunge Di Benedetto, "stiamo mettendo in atto azioni mirate per individurae i responsabili. Attraverso la raccolta degli indizi - spiega - abbiamo escluso la morte naturale, per malattie o cause traumatiche, l'ipotesi più accreditata è che gli orsi siano stati uccisi dal veleno. Ora aspettiamo l'analisi tossicologica, per i cui risultati ci vorrà qualche giorno". ''Le popolazioni d'Abruzzo - sottolinea dal canto suo il capo del Corpo forestale dello Stato, Cesare Patrone - hanno dimostrato di avere un forte rispetto per l'orso. Purtroppo esistono anche alcuni irresponsabili che a causa del loro comportamento criminale, rischiano di compromettere il prezioso patrimonio biologico della specie in via di estinzione''. ''E' proprio su questi emarginati - afferma Patrone - che occorre agire con assoluta fermezza e far comprendere loro la possibile coesistenza tra le specie selvatiche e le attività produttive di montagna''.Intanto ai 10mila euro della taglia messa dal Wwf sui responsabili della strage di orsi, si aggiungono altri 10mila che Marcello De Angelis, membro della Commissione Agricoltura che oggi ha presentato una interrogazione urgente al ministro dell'Agricoltura, si è detto pronto a sborsare di tasca sua. ''L'orso - ha sottolineato - rappresenta un patrimonio inestimabile per tutti i cittadini abruzzesi, italiani ed europei. Chi ha compiuto questo scempio immane deve essere perseguito con grande fermezza''. E per dare una risposta immediata domani il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio si recherà alla sede del Parco nazionale d'Abruzzo per una riunione straordinaria con il direttore generale del Ministero dell'Ambiente e i vertici dell'Ente Parco.
MORTE DI 5 ORSI
L'Aquila, - La morte dei 5 orsi avvelenati nel Parco nazionale d'Abruzzo è stata causata da"un'aggressione pianificata''. Ne è convinto il direttore del Parco, Aldo Di Benedetto che spiega: ''Arrivare all'interno del Parco è possibile a tutti, non c'è una porta d'ingresso che noi possiamo controllare. E' un fenomeno da condannare, si tratta di un modo vigliacco per uccidere gli orsi, che è come uccidere delle persone. Il Parco - assicura - reagirà in modo duro".Intanto, aggiunge Di Benedetto, "stiamo mettendo in atto azioni mirate per individurae i responsabili. Attraverso la raccolta degli indizi - spiega - abbiamo escluso la morte naturale, per malattie o cause traumatiche, l'ipotesi più accreditata è che gli orsi siano stati uccisi dal veleno. Ora aspettiamo l'analisi tossicologica, per i cui risultati ci vorrà qualche giorno". ''Le popolazioni d'Abruzzo - sottolinea dal canto suo il capo del Corpo forestale dello Stato, Cesare Patrone - hanno dimostrato di avere un forte rispetto per l'orso. Purtroppo esistono anche alcuni irresponsabili che a causa del loro comportamento criminale, rischiano di compromettere il prezioso patrimonio biologico della specie in via di estinzione''. ''E' proprio su questi emarginati - afferma Patrone - che occorre agire con assoluta fermezza e far comprendere loro la possibile coesistenza tra le specie selvatiche e le attività produttive di montagna''.Intanto ai 10mila euro della taglia messa dal Wwf sui responsabili della strage di orsi, si aggiungono altri 10mila che Marcello De Angelis, membro della Commissione Agricoltura che oggi ha presentato una interrogazione urgente al ministro dell'Agricoltura, si è detto pronto a sborsare di tasca sua. ''L'orso - ha sottolineato - rappresenta un patrimonio inestimabile per tutti i cittadini abruzzesi, italiani ed europei. Chi ha compiuto questo scempio immane deve essere perseguito con grande fermezza''. E per dare una risposta immediata domani il ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio si recherà alla sede del Parco nazionale d'Abruzzo per una riunione straordinaria con il direttore generale del Ministero dell'Ambiente e i vertici dell'Ente Parco.