Lo scorso 8 novembre la Commissione Europea ha pubblicato il quinto rapporto sui dati statistici relativi al numero di animali utilizzati a fini sperimentali nell’anno 2005 (tranne uno Stato che ha fornito dati del 2004), così come previsto dalla Direttiva Europea 86/609, che stabilisce che questi dati debbano essere pubblicati almeno ogni tre anni. Gli ultimi dati erano infatti relativi al 2002, con L’Unione Europea a 15 Paesi; quelli attuali fanno riferimento per la prima volta a 25 Stati Membri. “I buoni propositi dell’Unione Europea di incentivare il ricorso a metodi che non facciano uso di animali non si è tradotto in realtà, anzi il numero di animali impiegati è addirittura aumentato - dichiara Roberta Bartocci, responsabile LAV del Settore Vivisezione - In totale infatti sono stati impiegati 12,1 milioni di animali considerando i 25 Stati Membri; 11.070.299 considerando gli stessi 15 che avevano già fornito i dati nel rapporto precedente. Si registra quindi un aumento del 3,2%, pari cioè a 339.279 animali in più. L’apporto dei nuovi Stati Membri è invece pari all’8,6% del totale. L’Italia, inoltre, è tra le posizioni alte della classifica: si trova cioè al quinto posto per numero di animali usati dopo Francia, Regno Unito, Germania e Grecia. L’unico Stato Membro a non utilizzare animali a fini sperimentali risulta essere Malta”. “Ricordiamo l’impegno assunto dall’attuale Maggioranza di Governo a pagina 153 del proprio programma, in favore della progressiva abolizione della sperimentazione animale e della promozione di metodi alternativi - dichiara Gianluca Felicetti, presidente LAV - Sollecitiamo, dunque, il varo urgente del Piano Nazionale per la progressiva abolizione dei test su animali, la promozione dei metodi alternativi e il varo dell’Istituto Italiano per i Metodi Alternativi collegato ai Ministeri della Salute e della Ricerca, temi sui quali la LAV ha da tempo avanzato delle proposte”. Tra le varie specie impiegate, sono stati utilizzati: 24.119 cani, 312.681 conigli, 649.183 uccelli, 10.449 primati, il cui numero è aumentato del 5%. Aumenta anche il numero di mammiferi impiegati, in particolare tra furetti, conigli e topi. Inoltre per ciò che riguarda gli usi, sono 231.613 gli animali utilizzati in test di tossicità, tra cui 841 cani. Come nel 2002, non è stata impiegata alcuna grande scimmia, fatto che rende plausibile l’impegno a bandire dagli esperimenti almeno queste specie (gorilla, scimpanzé, orang utan). La Direttiva Europea 86/609 sta attraversando attualmente un processo di revisione che porterà alla proposta di un nuovo testo nei prossimi mesi. La LAV auspica che i dati pubblicati nel quinto Rapporto siano di monito agli Stati Membri per cercare di attuare azioni concrete a favore dei metodi sostitutivi nel nuovo testo di Direttiva. La comunità scientifica guarda infatti con sempre maggiore diffidenza alla sperimentazione animale e i cittadini europei sono sensibili al tema, come dimostrato lo scorso anno dai dati della consultazione pubblica sull’argomento su iniziativa della Commissione. Inoltre, la ricerca nell’ambito di metodi di sperimentazione efficaci e non cruenti sta avanzando rapidamente, rendendo l’uso degli animali a fini sperimentali una pratica sempre più obsoleta e ingiustificabile.
SPERIMENTAZIONI NELL' EUROPA
Lo scorso 8 novembre la Commissione Europea ha pubblicato il quinto rapporto sui dati statistici relativi al numero di animali utilizzati a fini sperimentali nell’anno 2005 (tranne uno Stato che ha fornito dati del 2004), così come previsto dalla Direttiva Europea 86/609, che stabilisce che questi dati debbano essere pubblicati almeno ogni tre anni. Gli ultimi dati erano infatti relativi al 2002, con L’Unione Europea a 15 Paesi; quelli attuali fanno riferimento per la prima volta a 25 Stati Membri. “I buoni propositi dell’Unione Europea di incentivare il ricorso a metodi che non facciano uso di animali non si è tradotto in realtà, anzi il numero di animali impiegati è addirittura aumentato - dichiara Roberta Bartocci, responsabile LAV del Settore Vivisezione - In totale infatti sono stati impiegati 12,1 milioni di animali considerando i 25 Stati Membri; 11.070.299 considerando gli stessi 15 che avevano già fornito i dati nel rapporto precedente. Si registra quindi un aumento del 3,2%, pari cioè a 339.279 animali in più. L’apporto dei nuovi Stati Membri è invece pari all’8,6% del totale. L’Italia, inoltre, è tra le posizioni alte della classifica: si trova cioè al quinto posto per numero di animali usati dopo Francia, Regno Unito, Germania e Grecia. L’unico Stato Membro a non utilizzare animali a fini sperimentali risulta essere Malta”. “Ricordiamo l’impegno assunto dall’attuale Maggioranza di Governo a pagina 153 del proprio programma, in favore della progressiva abolizione della sperimentazione animale e della promozione di metodi alternativi - dichiara Gianluca Felicetti, presidente LAV - Sollecitiamo, dunque, il varo urgente del Piano Nazionale per la progressiva abolizione dei test su animali, la promozione dei metodi alternativi e il varo dell’Istituto Italiano per i Metodi Alternativi collegato ai Ministeri della Salute e della Ricerca, temi sui quali la LAV ha da tempo avanzato delle proposte”. Tra le varie specie impiegate, sono stati utilizzati: 24.119 cani, 312.681 conigli, 649.183 uccelli, 10.449 primati, il cui numero è aumentato del 5%. Aumenta anche il numero di mammiferi impiegati, in particolare tra furetti, conigli e topi. Inoltre per ciò che riguarda gli usi, sono 231.613 gli animali utilizzati in test di tossicità, tra cui 841 cani. Come nel 2002, non è stata impiegata alcuna grande scimmia, fatto che rende plausibile l’impegno a bandire dagli esperimenti almeno queste specie (gorilla, scimpanzé, orang utan). La Direttiva Europea 86/609 sta attraversando attualmente un processo di revisione che porterà alla proposta di un nuovo testo nei prossimi mesi. La LAV auspica che i dati pubblicati nel quinto Rapporto siano di monito agli Stati Membri per cercare di attuare azioni concrete a favore dei metodi sostitutivi nel nuovo testo di Direttiva. La comunità scientifica guarda infatti con sempre maggiore diffidenza alla sperimentazione animale e i cittadini europei sono sensibili al tema, come dimostrato lo scorso anno dai dati della consultazione pubblica sull’argomento su iniziativa della Commissione. Inoltre, la ricerca nell’ambito di metodi di sperimentazione efficaci e non cruenti sta avanzando rapidamente, rendendo l’uso degli animali a fini sperimentali una pratica sempre più obsoleta e ingiustificabile.