LA FILARIOSI NEI CANILa filariosi cardiopolmonare è una patologia causata da un verme (Dirofilaria immitis), le cui larve vengono inoculate nel cane medi
ante la puntura della zanzara. Questa malattia provoca danni irreparabili al cuore ed ai polmoni del cane, distruggendone la struttura interna, fino a provocarne la morte. Questa parassitosi fu segnalata per la prima volta nel 1626, allorché un gentiluomo lombardo, Francesco Birago, descrisse la presenza di "vermi" nel cuore di uno dei suoi levrieri. Da allora sono passati quasi quattrocento anni, e, nonostante l'acquisizione di informazioni sempre più precise, sia sulle caratteristiche biologiche di questo parassita, sia sui fattori in grado di favorirne la diffusione, la lotta contro la filaria è purtroppo ben lontana dal suo epilogo. L'andamento è subdolo e, se l'animale non viene sottoposto ad un regolare controllo veterinario, possono passare degli anni prima che la malattia si manifesti con i suoi disturbi caratteristici. Questi sono rappresentati da: tosse, affanno, inizialmente solo dopo sforzo, successivamente anche a riposo, scompenso cardiocircolatorio fino alla morte dell'animale. Come viene diagnosticata la filariosi cardiopolmonare?"L'esame clinico da parte del medico veterinario può portare alla diagnosi della m
alattia solo quando questa è in fase conclamata e può avere già prodotto delle lesioni al cuore ed ai polmoni.Le fasi più precoci possono invece essere individuate con un semplice test di laboratorio, che è in grado di evidenziare la presenza del parassita nel sangue dell' animale".Come si procede in questo caso?"Se il test risulta positivo, significa che il cane è affetto da filariosi; può essere curata e guarita o mediante la somministrazione di farmaci in grado di uccidere le forme adulte del parassita, o attraverso procedure chirurgiche complesse. E' sottinteso che le probabilità di successo dipendono dalla presenza o meno di danni irreversibili al cuore ed ai polmoni. E' inoltre doveroso sottolineare che la terapia con derivati arsenicali, gli unici farmaci in grado di provocare la morte dei parassiti adulti, presenta notevoli difficoltà e non è priva di effetti collaterali".Come si effettua invece la profilassi farmacologica?"Non si tratta in realtà di una vera e propria vaccinazione, puntualizza il dottor Venco, dal momento che i farmaci impiegati a tale scopo proteggono dall'infestazione uccidendo le larve del parassita (microfilarie) eventualmente già inoculate dalla zanzara anche un mese prima della somministrazione (effetto retroattivo). Tali farmaci devono essere somministrati una volta al mese per bocca (ivermectina, milbemicina ossima, moxidectina) o per via trans-cutanea (selamectin). Dalla regolarità della somministrazione, nel periodo che va da maggio a novembre, dipende il successo della profilassi. Di questi ultimi tempi è la più interessante novità: la formulazione iniettabile di moxidectina, che offre una protezione completa per i 12 mesi successivi alla sua inoculazione.