Riapre la caccia come ogni anno. 15 regioni su 20 non aspetteranno infatti l'avvio ufficiale del calendario venatorio.Termina così la tregua cominciata lo scorso 1° febbraio. A riaprire unilateralmente il conflitto sono le migliaia di cacciatori che imbracciano le doppiette per l’annuale mattanza di animali selvatici, la cosiddetta stagione di caccia..."La preapertura della stagione venatoria è un alibi grazie al quale gli amministratori regionali consentono ai cacciatori di allungare il periodo di caccia di ben 20 giorni. Per legge, infatti, la stagione venatoria dovrebbe cominciare la terza domenica di settembre - spiega Massimo Vitturi, responsabile nazionale LAV settore caccia e fauna selvatica."Le preaperture consentono di sparare a un numero di specie selvatiche limitato" - continua Vitturi - "ma l’esiguità dei controlli difficilmente riesce a verificare se il bersaglio di un colpo di fucile è stato un animale protetto o meno. L’impunità ai cacciatori che trasgrediscono alle disposizioni regionali viene così di fatto garantita." In Italia, ogni agente venatorio deve controllare più di 213 cacciatori (Fonte: ISTAT 2005) con le immaginabili conseguenze in termini di rispetto delle norme venatorie e, nel caso, delle specie abbattibili o meno.La LAV, assieme a ENPA, LAC e No alla caccia, ha organizzato per il prossimo 20 settembre la vigilia dell’apertura generale della stagione venatoria, una grande manifestazione a Vicenza contro la caccia, per il rispetto degli animali selvatici e dei cittadini che ogni anno vedono le loro proprietà invase da cacciatori armati che mettono a repentaglio la loro tranquillità e sicurezza.Tra qualche mese in Italia si conteranno le vittime: 100 milioni di animali. Senza contare le migliaia le tonnellate di piombo riversate nell’ambiente, le decine di persone uccise, altrettante ferite. Accade ogni anno, nel nostro Paese, un Paese che sostiene di essere civile, ma che ancora tollera l’inciviltà della caccia, nonostante la stragrande maggioranza dei cittadini sia fermamente contraria. In Parlamento sono già state depositate numerose proposte di modifica alla legge sulla caccia che, se approvate, permetteranno di abbattere sempre più animali, per periodi dell'anno sempre più estesi. Le regioni legiferano nonostante i pronunciamenti della Corte Costituzionale, nascondendosi dietro il paravento del federalismo e delle tradizioni, consentendo ai cacciatori italiani di ammazzare milioni di uccelli protetti in tutta Europa.
ANCORA LA CACCIA
Riapre la caccia come ogni anno. 15 regioni su 20 non aspetteranno infatti l'avvio ufficiale del calendario venatorio.Termina così la tregua cominciata lo scorso 1° febbraio. A riaprire unilateralmente il conflitto sono le migliaia di cacciatori che imbracciano le doppiette per l’annuale mattanza di animali selvatici, la cosiddetta stagione di caccia..."La preapertura della stagione venatoria è un alibi grazie al quale gli amministratori regionali consentono ai cacciatori di allungare il periodo di caccia di ben 20 giorni. Per legge, infatti, la stagione venatoria dovrebbe cominciare la terza domenica di settembre - spiega Massimo Vitturi, responsabile nazionale LAV settore caccia e fauna selvatica."Le preaperture consentono di sparare a un numero di specie selvatiche limitato" - continua Vitturi - "ma l’esiguità dei controlli difficilmente riesce a verificare se il bersaglio di un colpo di fucile è stato un animale protetto o meno. L’impunità ai cacciatori che trasgrediscono alle disposizioni regionali viene così di fatto garantita." In Italia, ogni agente venatorio deve controllare più di 213 cacciatori (Fonte: ISTAT 2005) con le immaginabili conseguenze in termini di rispetto delle norme venatorie e, nel caso, delle specie abbattibili o meno.La LAV, assieme a ENPA, LAC e No alla caccia, ha organizzato per il prossimo 20 settembre la vigilia dell’apertura generale della stagione venatoria, una grande manifestazione a Vicenza contro la caccia, per il rispetto degli animali selvatici e dei cittadini che ogni anno vedono le loro proprietà invase da cacciatori armati che mettono a repentaglio la loro tranquillità e sicurezza.Tra qualche mese in Italia si conteranno le vittime: 100 milioni di animali. Senza contare le migliaia le tonnellate di piombo riversate nell’ambiente, le decine di persone uccise, altrettante ferite. Accade ogni anno, nel nostro Paese, un Paese che sostiene di essere civile, ma che ancora tollera l’inciviltà della caccia, nonostante la stragrande maggioranza dei cittadini sia fermamente contraria. In Parlamento sono già state depositate numerose proposte di modifica alla legge sulla caccia che, se approvate, permetteranno di abbattere sempre più animali, per periodi dell'anno sempre più estesi. Le regioni legiferano nonostante i pronunciamenti della Corte Costituzionale, nascondendosi dietro il paravento del federalismo e delle tradizioni, consentendo ai cacciatori italiani di ammazzare milioni di uccelli protetti in tutta Europa.