Amici a 4 zampe

Post N° 96


GLI ANIMALI NEGLI ZOO -In Italia vi sono ad oggi un centinaio di strutture fisse che detengono animali per fini espositivi. Gli zoo nascono per questo scopo e sono tra i responsabili della decrescita della fauna, soprattutto esotica, avvenuta nell’ottocento. Solo in maniera del tutto occasionale sono serviti per salvare specie di fauna in via di estinzione. Quando nel 1919 fu ucciso l’ultimo Bisonte europeo, si riuscì a ripristinare una piccola popolazione in natura ricorrendo ai pochissimi animali che vivevano allo stato semi naturale all’interno di una tenuta nobiliare. Il caso del Bisonte europeo è riportato dai sostenitori degli zoo attuali come uno dei principali successi per la salvaguardia delle specie in via di estinzione. Pochi ricordano però che di bisonti europei ve ne erano due. Negli stessi anni in cui il primo si salvava casualmente, la sottospecie caucasica si estingueva per la morte dell’ultimo esemplare detenuto da un trafficante di animali di Amburgo. -Il motivo per cui gli zoo oggi stanno riuscendo a salvarsi sta proprio nella pr
esunta possibilità di tutelare specie in via di estinzione. Eppure tra le 5926 specie animali classificate dall’Unione Internazionale per la Conservazione della natura in pericolo di estinzione, solo 130 sono oggetto dei programmi di conservazione che hanno coinvolto gli zoo e solo 16 sono ritornate in natura con costi elevatissimi. I costi elevati non sono certamente un elemento di critica contro la necessità di mantenere elevata la biodiversità del nostro pianeta ma possono senz’altro essere messi in discussione nel momento in cui le motivazioni scientifiche servono per supportare il mantenimento di quelle attività commerciali che rappresentano, con i loro introiti, l’unico vero fine dei moderni zoo i quali detengono, senza alcun altro valido motivo, migliaia di animali prigionieri. -La LAV è contraria agli zoo, acquari e delfinari perché ritiene immorale privare della libertà ogni essere vivente; ritiene altresì ascientifico ogni studio condotto su animali costretti in spazi inevitabilmente ristretti e critica fermamente il pseudo fine educativo a cui sarebbero destinati.