Amici a 4 zampe

Post N° 106


ANIMALI ESOTICINon esiste ad oggi una normativa specifica che reprima il commercio di specie animali esotiche partendo dall’esigenza prioritaria di tutelare gli animali in quanto tali. La dimostrazione di ciò viene proprio dall’unica disposizione esistente a livello internazionale ed alla quale anche l’Italia ha aderito. Si tratta della Convenzione di Washington sul commercio mondiale di specie di flora e fauna in via di estinzione. L’impostazione di tale normativa rivela già in fase concettuale i suoi limiti: per provvedere a limitare o vietare il commercio di una specie animale occorre che questa arrivi in uno stato tale di depauperamento da farla considerare in via di estinzione. La salvaguardia dei superstiti delle scorrerie dell’uomo è divenuto poi un vero e proprio business per vecchi e nuovi serragli che giustificano la propria attività commerciale con la protezione di alcune specie in pericolo. Mostre di rettili ed altri animali esotici continuano a proporre indisturbati diseducativi esempi di animali prigionieri in spazi ristretti ma tutti (quasi sempre) in regola con la Convenzione di Washington. Il commercio internazionale delle specie esotiche.
Ogni anno nel mondo un giro di affari pari a settemila miliardi di lire annue, metà dei quali clandestino, alimenta il commercio di animali esotici. Tre milioni di pelli di rettili, 15 milioni di pellicce, 350 milioni di pesci tropicali, solo per considerare le fonti legali, evidenziano da soli il massacro. In Italia, in soli cinque anni, sono stati legalmente importati (vivi o morti) più di un milione di rettili, tra cui centinaia di coccodrilli ed alligatori. Oltre quattro milioni di uccelli e quasi quattrocentomila mammiferi tra cui migliaia di scimmie. Di quasi tutti non se ne sa più niente. Dal 1997 molte specie di mammiferi e rettili appartenenti alla fauna esotica, non possono essere più detenuti in quanto definiti per Legge “pericolosi”. Chi li possedeva doveva comunicarne il possesso alla Prefetture. Le denunce presentate sono state appena 4.000! Molte altre specie esotiche non sono considerate ne in via di estinzione ne tanto meno pericolose. Per loro, anche sul piano legale, continua la mattanza. Chi commercia con gli animali esotici. I destinatari di una delle più grandi depredazioni della fauna esotica mai avvenuta nella storia del mondo sono soprattutto europei (Russia compresa)
nord americani e giapponesi. Floride organizzazioni criminali sono attive soprattutto in america latina, penisola indocinese e molti parsi africani. La mortalità degli animali durante il trasporto sfiora in alcuni casi il 90%. Milioni di pesci per gli acquari vengono chiusi in piccole buste dopo essere stati allevati, spesso per pochi dollari di guadagno, in ex risaie così convertite. Stessa fine per i coloratissimi pesci marini tropicali scippati alla vita delle barriere coralline. Pappagalli ed altri uccelli narcotizzati e stivati in spazi angusti per essere poi magari importati regolarmente grazie a triangolazioni commerciali e false certificazioni attestanti il rispetto della Convenzione di Washington. Questo ignobile commercio può avvenire fin quando ci ostineremo a tenere nelle nostre case animali esotici come ad esempio iguane, pesci e tartarughe tropicali ma anche ragni, insetti, scorpioni. Anche se nati in cattività (si tratta comunque di una quota molto bassa) gli animali non nascono predisposti per vivere in una teca di vetro. La loro semplice detenzione è già una violenza.