La vita e io siamo pari..Non vale la pena considerare le offese, i dolori ei torti reciproci.Come si dice: l'incidenteè chiuso.Vladimir Majakovskij(e si sparò....)In realtà il poeta "della rivoluzione" scrisse queste parole un po' di tempo prima di suicidarsi, ma queste vengono tuttora considerate il suo testamento letterario; non era tipo di molte parole Majakovskij, era piuttosto un uomo d'azione e la poesia, la sua vita e la sua maledizione.....Si suicidò a soli 37 anni (1893-1930) con un colpo di pistola al cuore; fra i crucci che lo portarono alla morte anche un amore per l'attrice di teatro Veronica Pòlonskaja...Sentiamo come andò dai ricordi di Veronica stessa... E' il marzo del 1930 a Mosca. Un lunedi mattino. I due sono insieme a casa di lui. Lei deve andare a teatro, lui non vuole. "Quando una è riuscita a conquistare un lavoro interessante come quello del Teatro dell'arte non può diventare la moglie di un marito, anche se si tratta di un grand'uomo come Majakovskij.... Me ne andai. Ero a pochi passi dal portone. Sentii uno sparo. Mi mancarono le gambe. Cominciai a urlare..."
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La vita e io siamo pari..Non vale la pena considerare le offese, i dolori ei torti reciproci.Come si dice: l'incidenteè chiuso.Vladimir Majakovskij(e si sparò....)In realtà il poeta "della rivoluzione" scrisse queste parole un po' di tempo prima di suicidarsi, ma queste vengono tuttora considerate il suo testamento letterario; non era tipo di molte parole Majakovskij, era piuttosto un uomo d'azione e la poesia, la sua vita e la sua maledizione.....Si suicidò a soli 37 anni (1893-1930) con un colpo di pistola al cuore; fra i crucci che lo portarono alla morte anche un amore per l'attrice di teatro Veronica Pòlonskaja...Sentiamo come andò dai ricordi di Veronica stessa... E' il marzo del 1930 a Mosca. Un lunedi mattino. I due sono insieme a casa di lui. Lei deve andare a teatro, lui non vuole. "Quando una è riuscita a conquistare un lavoro interessante come quello del Teatro dell'arte non può diventare la moglie di un marito, anche se si tratta di un grand'uomo come Majakovskij.... Me ne andai. Ero a pochi passi dal portone. Sentii uno sparo. Mi mancarono le gambe. Cominciai a urlare..."