Creato da La_Chambre_d_Isabeau il 10/09/2006

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Post n°210 pubblicato il 11 Gennaio 2007 da La_Chambre_d_Isabeau
 

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Da bambina avevo un sacro timore del prozio Baldo.
In gioventù aveva viaggiato molto. Paesi dai nomi esotici: Congo, Perù. Rajasthan. Aveva la fama di essere bislacco. Vestiva sempre di nero, ben curato nell'aspetto. Non fosse stato che per l'unghia del mignolo della mano sinistra, simile ad un artiglio.
Viveva in una mansarda buia e polverosa di un vecchio palazzo sotto i portici. Ai miei occhi pareva l'antro di uno stregone. Non amava molto ricevere visite e ben raramente si andava oltre la soglia dell'ingresso. Chissà che tesori nascondevano le altre stanze.
Una gelida mattina di febbraio, avrò avuto otto anni, mia madre mi spedì a casa del prozio. Il postino aveva lasciato da noi una strana busta. Sicuramente proveniva da molto lontano. Avevo il cuore in gola quando bussai alla porta in cima all'erta scala.
Che vuoi?
E' arrivata questa per te. L'ho portata subito, subito.
Mi strappò la busta dalle mani e se la rigirò a lungo tra le dita. Gli occhi persi nel passato.
Entra. Meriti un piccolo premio.
In punta di piedi entrai nel salotto. Zeppo di librerie, ma al posto dei volumi centinaia di scatoline dalle fogge più strane.
Zio Baldo cosa sono? mi sfuggì dalle labbra.
Quelle? Sono i miei tesori. Da paesi che nemmeno hai sentito nominare. Piccola, in ogni scatolina vi è un oggetto prezioso. Vedi come sono belle? Giada, argento, broccato, onice, palissandro. Immagina i tesori che custodisco scatole così belle. Perle, oro, gemme. Sono la mia ricchezza. Vi ho dedicato la mia vita a queste belle scatoline.
Non avevo più fiato in gola. Ero nella caverna di Alì Babà.
Mi donò poche monetine e mi congedò bruscamente. Doveva dedicarsi ai suoi tesori.
Non lo rividi mai più.
Passò un decennio, dei tesori del prozio Baldo mi ero quasi dimenticata.
Si spense nel sonno, credo sognando di terre lontane e di scatole preziose.
Come avvoltoi i parenti si precipitarono alla mansarda. Per anni avevano fantasticato sui tesori di Baldo.
Mani fameliche si avventarono sulle scatoline.
Sgomento, rabbia.
Vuote. Erano tutte vuote.
Il prozio Baldo aveva venerato per anni involucri vuoti. Li credeva dei tesori preziosi.

 
 
 
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CINQUE PEZZI FACILI

PRIMAVERA

La primavera senza una foglia che potesse venir rovesciata dal vento, nuda e luminosa come una vergine di scontrosa castità, di sdegnosa purezza,  si distese sui prati con gli occhi spalancati e attenti e del tutto indifferente a quel che facessero o pensassero quanti guardavano.

Gita al faro
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