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Eleven

Post n°176 pubblicato il 24 Novembre 2006 da La_Chambre_d_Isabeau
 
Tag: rimario




Ogni volta un respiro più lungo

Per scendere un solo metro ancora
Per sentire il peso dell'acqua schiacciarti
E riemergere spinta dal sopravvivere
Più viva e provata.
Chi ti assiste conosce la tua sofferenza
Nel respiro affannato, di superficie
Ma nulla può sapere dell'undicesimo metro di lacrime
Che ognuno di noi vive soffocato
dal peso del proprio passato.


by Narcysse

Commenti al Post:
yossaaryan
yossaaryan il 24/11/06 alle 21:45 via WEB
 
Tutorcepu
Tutorcepu il 24/11/06 alle 22:15 via WEB
Questa è poesia... questo è il peso della parola,,,hai catturato tutte le mie sinapsi,,, plauso per te
 
ilsognomio0
ilsognomio0 il 24/11/06 alle 22:30 via WEB
Ciao sai?
 
giovannimaiolo2
giovannimaiolo2 il 25/11/06 alle 01:00 via WEB
buonanotte
 
Narcysse
Narcysse il 25/11/06 alle 11:35 via WEB
Vorrei che le mie poesie potessero ricostruire in codici il nome della donna che ne ha generato l'impulso. Nulla di ciò che è scritto appartiene a chi lo scrive. Nulla di ciò che è scritto sa toccare a pieno l'animo umano....sempre troppo distante ...come un miraggio...eppure potente e vero come il calore di camino acceso...la sera nel ricordo passato con la nonna nella vecchia casa di campagna. Essa appartiene a te ed io sono solo la penna. Grazie Isabella.
 
Javamandgl
Javamandgl il 25/11/06 alle 12:07 via WEB
Ciao, di solito, quando leggo le poesie originali nei blog rimango indifferente, non più deluso, quando vedo dei versi, so già che non seguirà nulla di buono.Per questo motivo, ho apprezzato molto la tua poesia, mi ricorda la fine de "Il Grande Gatsby" (mi pare che sia una cosa tipo: "continuiamo a remare, barche contro corrente, risospinti senza posa nel passato"), bella, evoca condizioni esistenziali di stallo e sofferenza,in modo affatto banale, complimenti. Il fatto è che bisogna imparare ad abitare il presente, ed è la cosa più difficile. Un abrazo. J.
 
krull3650
krull3650 il 26/11/06 alle 14:01 via WEB
Passi spesso a trovarmi cara Lady Hawke, mi fa piacere, io sono Italo (ma non sono tipo da sembrare Etienne Navarre, sembro più, il topo ahhahah), è un piacere
 
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La primavera senza una foglia che potesse venir rovesciata dal vento, nuda e luminosa come una vergine di scontrosa castità, di sdegnosa purezza,  si distese sui prati con gli occhi spalancati e attenti e del tutto indifferente a quel che facessero o pensassero quanti guardavano.

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