Tra Sogno e Follia

Amore.....


Amare gli altri vuol dire sempre amare ogni singola persona così come è, prima questa, poi quella, poi quell'altra via che le incontri, e accettarle in qualche modo per come sono, con i loro difetti le loro debolezze, la loro antipatia. Come si fa ad amare un bambino che piange in modo stizzoso, oppure un impiegato che risponde in modo scorbutico allo sportello, o un vecchio malato che non vuol mangiare? È difficile, perché hanno comportamenti aggressivi, di protesta: se reagisci d’impulso sei perduto. Per poter amare qualcuno non devi parlare all’aggressore, ma alla persona umana che c’è dietro, rispondere al bisogno che nasce dal suo desiderio di vita e di gioia che è diventata un grido. Devi trovare il gesto che lo raggiunge e lorassicura. L’amore non è solo un sentimento che provo io, è sempre anche un’azione che apre il cuore dell’altro, gli dà gioia. Riesco ad amare il bambino capriccioso se accetto la sua vitalità, mi metto dalla sua parte e, con poche parole o con un gesto appropriato, lo distraggo e riesco a fargli fare quello che sua madre non ha ottenuto con cento sgridate. Riesco ad amare l’impiegato scontroso dietro il banco se scopro come rabbonirlo con una battuta scherzosa o un complimento. E posso amare il vecchio malato che non vuol più mangiare se mi siedo accanto a lui, lo ascolto, chiamo l’infermiera e insieme lo facciamo sorridere. L’amore è, quindi, ad un tempo sempre un sentire ed un agire. C’è un bellissimo libro, La città della gioia , che si svolge nello slum più povero, disperato, miserabile di Calcutta. Ma, leggendolo, ti trasmette un intenso amore per la vita perché, anche là dove l’esistenza è più dura e la disperazione è sempre alle porte, basta un gesto di amore, una gentilezza, un piccolissimo aiuto, per suscitare gioia e riconoscenza che riscalda l’anima. Ma l’amore quando non è ricambiato provoca sofferenza. È perciò sempre anche rischio. Lo è fin dall’inizio, fin da quando il bambino si innamora a cinque anni della compagna di banco. L’amore è un buttarci al di là di noi stessi producendo un beneficio che ci ritorna come dono. Qualcuno non ne è capace. Ma chi sa farlo apre le porte, apre i cuori e crea un’allegria, una fiducia contagiosa che rende la vita dolce per tutti.Ishak