Una e' che sono stato promosso: adesso sono "Research Assistant Professor". Non mi cambia quasi nulla..... pero' posso aumentarmi il salario se mi trovo i soldi da solo. L'Universita' non mi da nulla, eccetto nel caso in cui insegni un corso. In ogni caso non posso sfondare un tetto massimo che loro hanno stabilito.La sorte ha voluto che il giorno in cui mi e' arrivata la lettera ero un po' depresso: il mio dilemma e' che non so se sono depresso perche' non dormo o non dormo perche' sono depresso.....e' forse un delicato "interplay" (direbbero gli americani) fra questi due fattori. Percio' non ho potuto gioire come avrei dovuto...mi sono sentito un po' fuori posto. Il fatto e' che non avevo chiesto nulla all'Universita', anche perche' ho meditato diverse volte (e medito ancora) di lasciarla. Ma poi rimango li' perche' l'America mi fa paura....e per altri motivi privati. Per cui preferisco la confortevole deprimevole atmosfera del posto dove sono piuttosto che trovarne un altro. Oddio non e' sempre cosi'...a volte sono preso positivamente dal mio lavoro...e mi sono quasi convinto che anche in un altro posto il mio umore non cambierebbe...e' solo il periodo in cui mi trovo. Ormai sono 5 anni che sono qui e voglio dire questo. RIcordatevi una differenza basilare fra noi italiani e gli americani e' che per noi dopo la salute, la famiglia viene prima di tutto; per gli americani e' il lavoro (anche per i giapponesi devo dire). Non sembra ma c'e' un abisso di differenza.In tema con il primo punto e sul fatto che avevo meditato a lungo tempo di insegnare in un liceo, ho incontrato per caso l'altro giorno al bar un'insegnante americana di origine italiana. Lei e' nata qui ma conserva tutta la curiosita' e passione verso l'Italia. Le ho detto: "a volte penso di andare ad insegnare in un liceo, cosi' mi stresso meno la vita....". E lei: "pensi che non sia stressante lavorare in un liceo? Nel mio una settimana si una no qualcuno viene ferito con arma da fuoco.!!" A quel punto io ho detto: "OK HAI VINTO!". CErco di utilizzare il tempo alla notte quando non mi riesce di dormire. Il segreto e' di distrarmi con qualcosa, che non sia la TV o il computer. Ed allora mi sono messo a scrivere una storia...bellina interessante. Peccato che non ho la vena dello scrittore, altrimenti ci scriverei un libro. Chissa' se la potro' proporre ne BLOG a puntate....non so vedro'.Il bambino va volentieri all'asilo: l'insegnate dice: "e' il tipico bambino a cui non piacciono i giochi dove si sta a sedere a colorare o ad usare le forbici...vuole fare giochi fisici". Adesso c'e' un piccolo computer nell'asilo ma lui non mostra il minimo interesse. A volte mi chiedo come se la cavera' da grande.....ma non ci penso troppo.Mia moglie lavora in una nuova agenzia immobiliare, gestita da arabi. Sembrano tutti in gamba e tutti volenterosi ad aiutarla.....Bene!Per ora.Ja Mata
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Una e' che sono stato promosso: adesso sono "Research Assistant Professor". Non mi cambia quasi nulla..... pero' posso aumentarmi il salario se mi trovo i soldi da solo. L'Universita' non mi da nulla, eccetto nel caso in cui insegni un corso. In ogni caso non posso sfondare un tetto massimo che loro hanno stabilito.La sorte ha voluto che il giorno in cui mi e' arrivata la lettera ero un po' depresso: il mio dilemma e' che non so se sono depresso perche' non dormo o non dormo perche' sono depresso.....e' forse un delicato "interplay" (direbbero gli americani) fra questi due fattori. Percio' non ho potuto gioire come avrei dovuto...mi sono sentito un po' fuori posto. Il fatto e' che non avevo chiesto nulla all'Universita', anche perche' ho meditato diverse volte (e medito ancora) di lasciarla. Ma poi rimango li' perche' l'America mi fa paura....e per altri motivi privati. Per cui preferisco la confortevole deprimevole atmosfera del posto dove sono piuttosto che trovarne un altro. Oddio non e' sempre cosi'...a volte sono preso positivamente dal mio lavoro...e mi sono quasi convinto che anche in un altro posto il mio umore non cambierebbe...e' solo il periodo in cui mi trovo. Ormai sono 5 anni che sono qui e voglio dire questo. RIcordatevi una differenza basilare fra noi italiani e gli americani e' che per noi dopo la salute, la famiglia viene prima di tutto; per gli americani e' il lavoro (anche per i giapponesi devo dire). Non sembra ma c'e' un abisso di differenza.In tema con il primo punto e sul fatto che avevo meditato a lungo tempo di insegnare in un liceo, ho incontrato per caso l'altro giorno al bar un'insegnante americana di origine italiana. Lei e' nata qui ma conserva tutta la curiosita' e passione verso l'Italia. Le ho detto: "a volte penso di andare ad insegnare in un liceo, cosi' mi stresso meno la vita....". E lei: "pensi che non sia stressante lavorare in un liceo? Nel mio una settimana si una no qualcuno viene ferito con arma da fuoco.!!" A quel punto io ho detto: "OK HAI VINTO!". CErco di utilizzare il tempo alla notte quando non mi riesce di dormire. Il segreto e' di distrarmi con qualcosa, che non sia la TV o il computer. Ed allora mi sono messo a scrivere una storia...bellina interessante. Peccato che non ho la vena dello scrittore, altrimenti ci scriverei un libro. Chissa' se la potro' proporre ne BLOG a puntate....non so vedro'.Il bambino va volentieri all'asilo: l'insegnate dice: "e' il tipico bambino a cui non piacciono i giochi dove si sta a sedere a colorare o ad usare le forbici...vuole fare giochi fisici". Adesso c'e' un piccolo computer nell'asilo ma lui non mostra il minimo interesse. A volte mi chiedo come se la cavera' da grande.....ma non ci penso troppo.Mia moglie lavora in una nuova agenzia immobiliare, gestita da arabi. Sembrano tutti in gamba e tutti volenterosi ad aiutarla.....Bene!Per ora.Ja Mata