JAMATA

In fatto di torte, di mamme, di Socrate e di pesci (deliri a mente lucida). 


Finito il lavoro oggi riscrivo qualcosa. Oggi nevica come sempre. Non faccio altro che spalare. In questi giorni mi sono tornati alla mente dei pensieri di un illustre psicologo occidentale e di un filosofo orientale. Non cercate le connessioni nelle due cose che ho rivisitato a modo mio.PSICOLOGO: "L'esperienza della mamma per il bambino piccolo e' come avere una grande torta tutta per se, senza aver dovuto fare nulla per guadagnarsela. C'e' a chi tocca una torta piu' dolce, a chi piu' grande, a chi piu' piccola....ma insomma e' una torta. Quando si cresce tutte le nostre azioni sono motivate dal ricostruire quella torta, attraverso tanti piccoli o grandi spicchi: lo spicchio nella relazione con il partner, lo spicchio nel lavoro e nel sociale in genere etc.... e' una continua lotta perche' dentro di noi sappiamo che l'intera torta cosi' com'era non si puo' piu' ricostruire."FILOSOFO:" Socrate disse "CONOSCI TE STESSO"......e' un compito nobile e degno di attenzione. Tuttavia a volte mi sembra che questo "te stesso" non e' molto chiaro. E' come se volessi vedere il suolo su cui poggiano i miei piedi. Per vederlo devo fare un passettino in avanti e puntare li' dove ero PRIMA. Ma il vero me stesso sfugge sempre perche' e' il continuo soggetto del conoscere....e' il suolo su cui momento per momento poggiano i miei piedi. L'io e' quindi inconoscibile."Un pesciolino vagava sconsolato nell'immenso oceano ....non riusciva a trovare l'acqua di cui aveva sentito tanto parlare.Ja Mata