In a Silent Way

"Childhood Dreams"


A volte, raramente, capita di essere colto alle spalle da una canzone. La melodia, l'arrangiamento, l'interpretazione, o tutto questo insieme, ti prendono e ti trasportano in qualche luogo del tuo spirito che non conosci, o che ti sembra nuovo, inusuale, inaspettato.Ogni tanto accade. E la magia sembra ripetersi ogni volta che il brano riparte, quasi che la Grazia si conceda a comando e non più solo secondo i suoi disegni.Non si tratta necessariamente di Capolavori - anzi solitamente si tratta di canzoni in cui ti imbatti per caso, distrattamente, e forse anche a motivo di questo ti scuotono e ti sorprendono anche di più.Ma quando accade, sai già che ti accadrà per sempre, al di là del fatto che il brano possa essere legato ad un momento e ad uno stato d'animo temporaneo, o particolare, o sa il Cielo che cosa.Non accadono spesso illuminazioni del genere. L'ultima volta, m'è successo ieri, con questo brano di Nelly Furtado, posto (significativamente?) in coda al suo secondo album, acquistato più per noia curiosa, e per sfida, che per altro.Un intro di organo - sembra un inno ecclesiale - che si distende come sottofondo di chitarra arpeggiata, campane e arpe, a punteggiare una melodia urgente, alla Joni Mitchell diresti, cantata con voce purissima, sull'ottava più alta, e forte, e appassionata, e commovente. Un canto d'amore, che riecheggia sogni d'infanzia, niente di più di questo. Ma sei minuti e trentatré secondi di luce vera.La voce del Divino sa scegliere gli interpreti sempre più inaspettati, per parlarci.