Molte volte ho parlato del legame con la mia terra, tempo fa proprio qui scrissi : ....mi sento parte di questa terra, così viva e così austera al tempo stesso, generosa ed imprevedibile, assolata ed innevata, malinconica come il sole tra la nebbia e la brina del mattino… credo che le proprie radici rivelino molto di noi, si finisce per assomigliare, quasi per osmosi, ai propri luoghi, ai propri climi, al proprio ambiente. spesso si cerca di uniformarsi agli altri, se ne imitano la parlata e gli atteggiamenti ,non capendo che ,proprio nell’ essere unici e particolari troviamo la nostra vera essenza. le peculiarità che ci contraddistinguono dovrebbero essere un ponte che unisce e non un fossato che separa, come spesso accade.voglio riportarvi , a tal proposito ,le parole di un noto personaggio e scrittore piemontese, riccardo riccardi,conte , ma nobile soprattutto d’animo , ora scomparso .ecco cosa dice del suo essere piemontese : io sono impastato di Langhele vigne, le culture , i gerbidi, i rittani,i noccioleti, la terra aspra e faticata,le case aggrumate sulla collina,il cimitero –frammezzo alle vigne –colmo di ricordi e talvolta di sole,sono la mia vita e non c’è altra terraal mondo che mi parlicontemporaneamente delle ricordanzee del desiderio di lasciare un segno,anche tenue, accanto a quelli di coloro che mi hanno preceduto; né vi è altra terrache mi conforti negli aspri momenti che la vita elargisce quotidiani.............................