arancione

Post N° 473


un mondo di plastica
Ieri sono stata alla fiera carolingia, una antichissima fiera artigiana che si svolge in occasione dei festeggiamenti del santo patrono, san secondo e mi sono un po’ immalinconita. adoro questi posti , adoro le tradizioni che si tramandano e vedere quanto questa fiera sia ormai cambiata mi ha fatto davvero intristire. la massificazione imperante che sacrifica il tipico per la cineseria non mi trova d’accordo, la plastica ha soppiantato i banchi dei cesti fatti a mano,delle sedie impagliate davanti ai tuoi occhi, i vestiti annisettantatuttiugualieorrendi hanno preso il posto dei banchi di abbigliamento che arrivavano dalla toscana rigorosamente made in italy, il signore che aggiustava gli ombrelli ha 80 anni e dubito possa continuare per molto e così pure l’acciugaio della val maira o la donnina che vende i cappelli di feltro fatti a mano o ancora l’arrotino che annunciava allegramente il suo arrivo : è arrivato l’arrotinooooo . Ricordo quando si sentiva urlare da un capo all’altro della città: occhiali occhialini, pettini pettininiiiii oppure correte donne che della cucina la patata è regina ( sguazzando in un popolare ma garbato doppio senso ) ; un mondo di colori e profumi che affiancava la porchetta agli arancini ( questi ci sono ancora ) i formaggi sardi alle verdure piemontesi in una “ fusion  “ caratteristica e assolutamente unica. ti capitava di incontrare i ricami al tombolo veneti e le terrecotte di ogni tipo e foggia, la carta di Fabriano e i cuscini tutti cuciti a mano da una famiglia astigiana che lo faceva da generazioni con gli avanzi delle lavorazioni dei materassi. tutto ciò sta scomparendo ,al suo posto si trovano merci tutte uguali che non hanno più nulla a che vedere con l’arte della manifattura e dell’artigianalità  . peccato. è davvero un peccato disperdere tutto questo , ormai certe categorie andrebbero protette dal WWF e aiutate dai comuni stessi.  un mondo di plastica dai colori innaturali e sgargianti , di hamburger e coca cola ecco cosa ci aspetta… mi ritengo fortunata ad essere tra quelli che sanno ancora cogliere la differenza ...