Temevo che le piogge dei giorni scorsi si portassero via il profumo dei tigli in fiore ed invece questa mattina , non appena l’aria si è scaldata , aprendo le finestre mi è arrivato, prepotente, come solo il profumo che annuncia l’estate sa essere. Ricordo le prime serate di vacanza alla fine delle scuole, le panchine sotto i tigli erano il punto di ritrovo preferito e sento ancora nel naso quel profumo che sapeva di libertà e di libri abbandonati sulle scrivanie ad impolverarsi. Erano le estati che nn finivano mai, si andava a mangiare l’anguria nei chioschetti sulle tovaglie di cerata che ti si appiccicavano alle braccia e intanto le zanzare si mangiavano te… la radio cantava le canzoni di battisti e si correva via con la vespa alla ricerca di un posto nuovo dove passare il resto della serata. Ripenso con nostalgia alle lunghe chiacchierate tra amici prima di andare a dormire, sdraiati sull’erba o con le gambe penzoloni seduti su un muretto ... forse non ho mai più sentito così forte e pulito il senso dell’amicizia, era qualcosa di assoluto ,indiscutibile ed eterno. Ci si raccontava tutto, ci si sentiva grandi parlando di guerre e di amori , amando come solo a 15 anni si può amare, con il tutto o niente, tutto amplificato all’eccesso, il bianco o il nero ignorando le infinite sfumature che gli anni , nostro malgrado, ci hanno poi costretto ad imparare. Mi pare una vita fa e forse lo è, spesso faccio fatica a credere di essere la stessa di allora ma mi basta sentire “e guidare come un pazzo a fari spenti nella notte per vedere, se poi è tanto difficile morire, e stringere le mani per cercare, qualcosa che, è dentro me ma nella mente tua non c’è, capire tu non puoi tu chiamale se vuoi, emozioni… “ per socchiudere gli occhi un istante e risentirmi l’entusiasmo di quei momenti, l’allegria dell’estate da vivere, anche quest’anno, tutta in un fiato…