dedicato a tutti voi che mi leggete sempre con tanta pazienza :o)
Cesare Pavese scrive … un paese ci vuole, non foss’altro per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo che anche quando non ci sei resta lì ad aspettarti… pavese era piemontese come me e sapeva raccontare come nessuno di questa vena di dolce malinconia spesso travestita da freddezza che ci caratterizza un po’ tutti quanti.. il paese… non si deve intendere l’agglomerato di case che subito viene alla mente. il paese è un ‘ entità, un bagaglio di sicurezze che ognuno porta dentro di sé. È l’amico, è il proprio amore,le proprie passioni, è un gruppo di persone che ci conosce da sempre e ci accetta per quello che siamo, la propria casa, le proprie abitudini. È il reticolo di strade percorse tante volte, gli usci conosciuti uno ad uno, la tranquillità del sapersi a casa. Anche qui, in questo mare ( o marasma ? ) del web, cerchiamo tutti un porto sicuro in cui rifugiarci, i nostri blog lo sono e voi che passate da qui siete gli abitanti del mio paese più o meno virtuale. Con alcuni ci si conosce, con altri solo per ciò che ci scriviamo, ma inevitabilmente formiamo una piccola comunità che fortifica e protegge. Sorrido quando sento parlare di ricerca di spazi liberi e sempre nuovi… alla fine cerchiamo tutti qualcuno in cui specchiarci,qualcuno che ci legga, qualcuno che si preoccupi per noi, qualcuno che ci chieda come stiamo e come abbiamo dormito. Come state? Come avete dormito? :o) p.s. in foto potete vedere certaldo alto, un borgo toscano che mi fece conoscere tanti anni fa mio papà, pare una vita fa… anche quel piccolo paese fa parte delle mie certezze .