Io guidavo e lei mi stava accanto…Ridevamo, chiacchieravamo di tutto e di nulla, come si fa tra persone che si vogliono davvero bene.Fino a che ho visto quel gesto, anzi, ho rivisto quel gesto ma lei non era mia nonna e la mano era quella di mia mamma. Eppure si teneva con la mano sinistra al sedile, così, con noncuranza , e tenendosi muoveva le dita come per suonare un pianoforte immaginario, l’indice, il medio e l’anulare. Lo stesso identico gesto che ho visto fare tante volte da mia nonna per la prima volta lo faceva lei. Il sangue non mente, tutto torna in qualche modo e tanti pensieri mi si sono affacciati alla mente, tanti ricordi… e tante paure, tante ansie, senso di profondo smarrimento..... è la vita che scorre. È una ruota inesorabile. Guardo quasi di sottecchi quella mano e vorrei afferrarla per tenerla stretta a me ma non voglio turbarla e così guido, guido e parlo talmente soprappensiero da non sentire la sua voce che dice : sai,tieni le mani sul volante esattamente come faceva tuo papà.