un viaggio con me

Post N° 178


il tempo della prigionia passa, e lontane sono le litanie che cantano di un raccolto frutto dell'amore, il marciume di una notte fredda, ricca di lame che non hanno risparmiato alcun dolore, è ormai un brutto soprammobile che per un non ben conosciuto motivo ti ostini a tenere sul comodino.ci ameremo nel tempo che è stato e che forse non potrà mai più ritornare, al cuore indifferente non si lascia nessuna poesia, vigliacco sentimento avvolte sembrato sublime ora non è altro che una vaga memoria di tutto cio che sarebbe potuto essere,magari un figlio, o solo una casa, forse solo quello che è stato,nessuno ci sente nelle notti in cui per pochi infiniti attimi ritorniamo a vivere, ti vedo dietro le porte chiuse della metro in una città che vuoi fare tua, ma, che forse non ti senti sulla pelle.il tempo passa, noi invecchiamo e magari il tuo rimpianto cresce, lo nutri col silenzio di un letto vuoto, lo riscaldi con una coperta in più e gli parli di un padre non lo voleva procreare.