Creato da stella_alpina72 il 25/06/2005

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Post N° 244

Post n°244 pubblicato il 25 Ottobre 2008 da stella_alpina72

NON TOCCATE LA LEGGE 104! 
FATE VIVERE CON DIGNITA’ LE PERSONE DIVERSAMENTE ABILI E LE LORO FAMIGLIE! 


Parlamentari, politici, amministratori, cittadine e cittadini, 
la legge 104, quella norma approvata dal Parlamento Italiano nel 1992 e riconosciuta a livello mondiale come una delle forme più alte di solidarietà sociale e di sviluppo civile nel settore dell’integrazione delle persone con disabilità, rischia di essere stravolta da una modifica proposta dall’attuale maggioranza di governo, che intende di fatto eliminare i permessi retribuiti dei familiari per l’assistenza alle persone invalide, in situazione di gravità, non ricoverate nelle strutture socio sanitarie, ma assistite a casa dai familiari stessi. Inoltre il governo intende ridurre, eventualmente ad un solo familiare, la fruizione dei permessi per l’assistenza, relegando nuovamente le donne (e chi se no?) al ruolo di “angelo del focolare” e allontanandole dal lavoro. 

Le motivazioni del governo e del ministro Brunetta sono a dir poco superficiali: ci sono degli abusi; dietro a questi permessi si nascondono i “fannulloni”, quelli che “non hanno voglia di lavorare” e che rubano lo stipendio nella pubblica amministrazione e sono, dunque, all’origine dei “mali dell’economia italiana”; bisogna tagliare sulle spese ... Si cominci, dunque, dall’assistenza, dagli handicappati (ma non si chiamavano persone in situazione di handicap nella legge 104? Anche i nomi hanno una loro importanza!), dai malati, dalle persone che non possono o non sanno difendersi …. 

Il linguaggio del Ministro Brunetta (e dei suoi colleghi di schieramento politico) e questi toni ricordano, ahimè, le teorie e le pratiche di eliminazione delle cosiddette “vite inutili” (handicappati, malati psichici, non autosufficienti) negli anni Trenta in Germania (programma “eutanasia”), poi seguite dallo sterminio di ebrei, di “zingari”, di Testimoni di Geova, di omosessuali, di oppositori antinazisti e antifascisti tra il 1939 e il 1945. 

Oggi assistiamo al riemergere con forza e senza pudore o vergogna della mentalità che vede chi non produce (o sembra non essere “produttivo”) come un peso per la società. Chi si occupa di assistere i familiari in situazione di handicap diventa “un fannullone”; chi sta male “finge per non lavorare”. 

Noi, persone in situazione di handicap, che viviamo tra mille difficoltà, che lavoriamo come e quanto possiamo, vorremmo avere una “bacchetta magica” per far provare, far fare esperienza diretta a questi signori (solo per pochi mesi, per un anno) di cosa significa avere bisogno di costante e totale assistenza, vivendo in famiglia, con due genitori che lavorano, con nonni anziani, con “famiglie allargate”, in città dove costruire barriere architettoniche è ancora consuetudine, dove non ci sono controlli né sanzioni per chi viola le leggi che tutelano la mobilità dei disabili (ma anche di anziani e di mamme con bambini in carrozzina), dove i parcheggi riservati ai veicoli dei disabili sono occupati dai suv dei “superman” o dalle “macchine blu”, o dalle autovetture, dai motorini di cittadini qualsiasi che pensano solo ai propri interessi, ritmi, affari. 
E noi che firmiamo la petizione la pensiamo allo stesso modo. Forse basterebbe far vivere una breve esperienza in sedia a rotelle, o chiusi in casa a letto, senza potersi muovere a Firenze, o a Venezia, o a Bologna o a Bari e Napoli per capire perché la Legge 104 non va toccata! Ma, forse, la sofferenza affrontata con dignità e coraggio è ancora un privilegio di pochi: tutti gli altri sono ancora convinti di poter contare sull’eterna giovinezza. 

L’Italia è un paese che ha leggi molto avanzate, ma spesso non ha gli strumenti (o non vuole trovarne) per controllare il rispetto delle norme e la tutela dei diritti di tutti i cittadini e le cittadine (anche i disabili, gli invalidi, gli handicappati, le persone in situazione di handicap sono cittadini e cittadine). 
L’Italia è uno stato dove il venire meno della responsabilità sociale ed individuale, dell’impegno solidale, del rispetto reciproco, della valorizzazione delle differenze e il contemporaneo sviluppo di una sorta di “terrore della diversità” sta producendo “mostri”, che un tempo si chiamavano razzismo, intolleranza, violenza, bullismo … e oggi? 
E’ da qui che bisogna partire: non si può “buttare via l’acqua sporca del bagno con dentro il bambino”, scriveva un filosofo del XX secolo. 

In ogni caso, per il politico che non fosse informato, va ricordato che per ottenere il diritto ai permessi retribuiti per assistenza agli handicappati gravissimi non si “pagano mazzette”: è necessario che la persona da “assistere”, abbia una invalidità accertata dalle Commissioni Istituzionali pari al 100% e sia sottoposta ad una ulteriore visita da parte di una Commissione Collegiale Istituzionale che ne stabilisca lo “stato di gravità”: se sono stati commessi degli abusi, si provveda a rimuovere Commissioni, dirigenti, responsabili amministrativi, non a togliere i diritti agli onesti! Di questo si dovrebbe occupare il Ministro Brunetta e i suoi colleghi di Governo: ripristinare la legalità e dare il buon esempio di onestà morale ed intellettuale. 

Facciamo dunque appello a tutte le persone che non hanno chiuso occhi, mente, cuore in cassaforte insieme al denaro o ai lingotti d’oro per paura o per avidità; 
facciamo appello ai politici e alle politiche che fanno il loro lavoro “per servizio” della collettività e non “per ambizioni di potere”; 
facciamo appello a tutte le persone in situazione di handicap e alle loro famiglie, perché non si pieghino davanti a queste nuove minacce di esclusione; 
facciamo appello a giornalisti e giornaliste, alla stampa locale e nazionale, all’Università e agli Istituti di ricerca; 
facciamo appello alle Associazioni di Volontariato, alle Chiese e alla Comunità Ebraica, al Presidente della Giunta Provinciale, al Consiglio Provinciale, ai Sindaci, ai Consigli Comunali, alle Intendenze Scolastiche, agli Istituti Pedagogici, alle scuole, agli insegnanti e ai dirigenti scolastici, alle cooperative, alle strutture socio-sanitarie e riabilitative, alle nuove generazioni, ai cittadini e alle cittadine: 

NON TOCCATE LA LEGGE 104! 

DATE VOCE A CHI VIVE IN SILENZIO, CON PUDORE E CON DIGNITA’, CON CORAGGIO E CON TENACIA LA LOTTA QUOTIDIANA CONTRO L’ESCLUSIONE DELLA FRAGILITA’ UMANA DALL’ORIZZONTE SOCIALE. 

Firmate questo appello: sarà inviato a Deputati e Senatori del Parlamento Italiano, ai membri del Governo, al Presidente della Repubblica, al Presidente della Giunta Provinciale di Bolzano. 


Milena Cossetto, dirigente scolastica, giornalista, docente universitaria, responsabile culturale dell’Associazione di Volontariato “Il Nostro Spazio-Ein Platz für uns” di Bolzano – cittadina in sedia a rotelle, Bolzano 

Emanuela Diodà, assistente sociale, presidente dell’Associazione di Volontariato Il Nostro Spazio-Ein Platz für uns, Bolzano. 
Seguono il testo in lingua tedesca,le prime adesioni (al 19.10.2008) e le indicazioni per aderire 
(......) 

Per adesioni 

 
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Io rifiuto con forza:"l'attuale ordine economico mondiale imposto dal capitalismo della globalizzazione neo-liberista e qualsiasi altro sistema economico, inclusa l'economia interamente pianificata, che sfida il patto di Dio escludendo dalla pienezza della vita i poveri, i soggetti vulnerabili e l'insieme della creazione", rifiuto "l'accumulazione della ricchezza senza regole e lo sviluppo illimitato che ha già pagato il prezzo della vita di milioni di persone e ha distrutto parte della creazione di Dio" 

( dalla confessione di ACCRA)

 

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