GIGI OTTIMISTA E SEMPRE PIÙ CONVINTO DI AVER FATTO LA SCELTA GIUSTA: «MEGLIO CHE IN A»BUFFON: "VOGLIAMO LA PROMOZIONE DIRETTA"Un consiglio di Lega risolverà il problema delle partite giocate in contemporanea con la Nazionale La delicata questione che riguarda lo spostamento delle gare di serie B che cadono a ridosso degli incontri con le Nazionali, sarà presto oggetto di un Consiglio di Lega. La Juve ne è interessata in maniera particolare e ieri il presidente Cobolli Gigli è andato a Milano per sollecitare una soluzione relativa alla sesta giornata del campionato cadetto prevista per l’8 ottobre quando la Juventus dovrà affrontare il Brescia senza sei-sette giocatori e molte Nazionali, fra le quali l’Italia, avranno due impegni consecutivi. E succederà anche il 2 e 6 giugno 2007. La soluzione più ovvia, nel primo caso, sembra quella di uno slittamento del turno che dovrebbe coinvolgere tutte le squadre interessate, nelle date della Champions League il 18 ottobre. Antonio Matarrese ieri ha fatto sapere: «Il problema è serio, una società che dà tanti nazionali deve essere tutelata e tenuta in considerazione dalla Lega, non è che si cercano favoritismi». Alla Juventus Matarrese ha però dato delle garanzie ben precise. Quando la Nazionale sarà impegnata al mercoledì in amichevole (7 febbraio e 28 marzo), la Juventus non avrà anticipi. Ma intanto il campionato. Una B che la Juve sta assimilando passo dopo passo. Tanto che qualcuno, vedi Buffon, ci si trova meglio che in A. Non è una provocazione: gli stessi avversari, gli stessi stadi, perfino gli stessi insulti dei tifosi. Morale: la B è una boccata d’aria pulita. Non è una provocazione, ma il pensiero di un giocatore che sa cogliere i lati positivi in tutto: «E’ una cosa nuova, la faccio più volentieri della A. Ambientarsi non è stato difficile. Si sta avverando ciò che speravo. Prendiamo Crotone: i tifosi mi facevano i cori a favore. Sarà anche che sono campione del mondo è c’è riconoscenza. In A più che ladro non mi sarei beccato. Quindi, non provo nostalgia nè invidia per nessuno. Sono in B e felice di esserci. E il prossimo anno ritroveremo con entusiasmo le avversarie di sempre». Comunque gli sberleffi continuano. Anche se sembrano carezze. Perfino la sua fidanzata, Alena Seredova, ha registrato uno spot pubblicitario per una compagnia telefonica in cui la Juve viene presa in giro: «Mi diverte. Se alla vita si toglie anche l’ironia, allora diventa guerra già da quando fai colazione. Anche questo mi fa pensare che stiamo diventando più simpatici a tutti gli sportivi, che si stanno accorgendo come la Juve sia l’unica che ha pagato in maniera sproporzionata. Forse non ci sarà grande amore lo stesso, ma sicuramente non c’è disprezzo».Probabilità che la Juve non riesca a risalire subito? Nessuna. L’ottimismo di Buffon è totale: «Anche con questa penalizzazione non siamo con l’acqua alla gola. Siamo una grande squadra e ce la faremo. Intanto giochiamo senza pensare a quel meno 17. Cominceremo a guardare la classifica dopo Natale. Se proprio dovesse andare male, arriveremo ai playoff. Ma la Juve è nettamente superiore alle altre. La partita di Rimini ci ha fatto capire che eravamo impreparati a questo campionato. Tuttavia giocatori di livello superiore ci mettono poco a invertire la rotta. Altrimenti la nostra crociera diventava un naufragio. Ora dipende da noi, saremo noi a condurre i giochi e a influire sul risultato». Ma quando la Juve rimetterà il naso al tavolo delle grandi, Buffon potrebbe non esserci: «E’ vero che quest’anno me ne sarei andato se non fossimo retrocessi. Sul futuro è presto, tutto è possibile. Intanto ho dimostrato il mio attaccamento alla squadra accettando di restare senza condizioni». A differenza di Trezeguet e Camoranesi, che hanno trovato il passaggio a livello abbassato e hanno fatto il muso. L’oriundo ora deve fare i conti anche con la contestazione dei tifosi: «A trent’anni voleva cambiare, ma la Juve non poteva svendere. In A o in B il marchio e il nome restano gli stessi e con noi operazioni di sciacallaggio non sono possibili. Gli hanno fatto un discorso logico e Camo ha capito. Meglio pagare uno stipendio in più che svendere un giocatore. E la Juve non ci paga con un piatto di lenticchie». (La Stampa)
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GIGI OTTIMISTA E SEMPRE PIÙ CONVINTO DI AVER FATTO LA SCELTA GIUSTA: «MEGLIO CHE IN A»BUFFON: "VOGLIAMO LA PROMOZIONE DIRETTA"Un consiglio di Lega risolverà il problema delle partite giocate in contemporanea con la Nazionale La delicata questione che riguarda lo spostamento delle gare di serie B che cadono a ridosso degli incontri con le Nazionali, sarà presto oggetto di un Consiglio di Lega. La Juve ne è interessata in maniera particolare e ieri il presidente Cobolli Gigli è andato a Milano per sollecitare una soluzione relativa alla sesta giornata del campionato cadetto prevista per l’8 ottobre quando la Juventus dovrà affrontare il Brescia senza sei-sette giocatori e molte Nazionali, fra le quali l’Italia, avranno due impegni consecutivi. E succederà anche il 2 e 6 giugno 2007. La soluzione più ovvia, nel primo caso, sembra quella di uno slittamento del turno che dovrebbe coinvolgere tutte le squadre interessate, nelle date della Champions League il 18 ottobre. Antonio Matarrese ieri ha fatto sapere: «Il problema è serio, una società che dà tanti nazionali deve essere tutelata e tenuta in considerazione dalla Lega, non è che si cercano favoritismi». Alla Juventus Matarrese ha però dato delle garanzie ben precise. Quando la Nazionale sarà impegnata al mercoledì in amichevole (7 febbraio e 28 marzo), la Juventus non avrà anticipi. Ma intanto il campionato. Una B che la Juve sta assimilando passo dopo passo. Tanto che qualcuno, vedi Buffon, ci si trova meglio che in A. Non è una provocazione: gli stessi avversari, gli stessi stadi, perfino gli stessi insulti dei tifosi. Morale: la B è una boccata d’aria pulita. Non è una provocazione, ma il pensiero di un giocatore che sa cogliere i lati positivi in tutto: «E’ una cosa nuova, la faccio più volentieri della A. Ambientarsi non è stato difficile. Si sta avverando ciò che speravo. Prendiamo Crotone: i tifosi mi facevano i cori a favore. Sarà anche che sono campione del mondo è c’è riconoscenza. In A più che ladro non mi sarei beccato. Quindi, non provo nostalgia nè invidia per nessuno. Sono in B e felice di esserci. E il prossimo anno ritroveremo con entusiasmo le avversarie di sempre». Comunque gli sberleffi continuano. Anche se sembrano carezze. Perfino la sua fidanzata, Alena Seredova, ha registrato uno spot pubblicitario per una compagnia telefonica in cui la Juve viene presa in giro: «Mi diverte. Se alla vita si toglie anche l’ironia, allora diventa guerra già da quando fai colazione. Anche questo mi fa pensare che stiamo diventando più simpatici a tutti gli sportivi, che si stanno accorgendo come la Juve sia l’unica che ha pagato in maniera sproporzionata. Forse non ci sarà grande amore lo stesso, ma sicuramente non c’è disprezzo».Probabilità che la Juve non riesca a risalire subito? Nessuna. L’ottimismo di Buffon è totale: «Anche con questa penalizzazione non siamo con l’acqua alla gola. Siamo una grande squadra e ce la faremo. Intanto giochiamo senza pensare a quel meno 17. Cominceremo a guardare la classifica dopo Natale. Se proprio dovesse andare male, arriveremo ai playoff. Ma la Juve è nettamente superiore alle altre. La partita di Rimini ci ha fatto capire che eravamo impreparati a questo campionato. Tuttavia giocatori di livello superiore ci mettono poco a invertire la rotta. Altrimenti la nostra crociera diventava un naufragio. Ora dipende da noi, saremo noi a condurre i giochi e a influire sul risultato». Ma quando la Juve rimetterà il naso al tavolo delle grandi, Buffon potrebbe non esserci: «E’ vero che quest’anno me ne sarei andato se non fossimo retrocessi. Sul futuro è presto, tutto è possibile. Intanto ho dimostrato il mio attaccamento alla squadra accettando di restare senza condizioni». A differenza di Trezeguet e Camoranesi, che hanno trovato il passaggio a livello abbassato e hanno fatto il muso. L’oriundo ora deve fare i conti anche con la contestazione dei tifosi: «A trent’anni voleva cambiare, ma la Juve non poteva svendere. In A o in B il marchio e il nome restano gli stessi e con noi operazioni di sciacallaggio non sono possibili. Gli hanno fatto un discorso logico e Camo ha capito. Meglio pagare uno stipendio in più che svendere un giocatore. E la Juve non ci paga con un piatto di lenticchie». (La Stampa)