MA QUALE DOPING?IL DOTTOR AGRICOLA ASSOLTO!In sede disciplinare la Caf, presieduta dal dottor Mastandrea, ha respinto il ricorso proposto dalla Procura Antidoping del Coni accogliendo le tesi prospettate dall’avvocato Chiappero difensore di Agricola. E’ così rimasta definitivamente acclarata l’improcedibilità dell’azione disciplinare nei confronti del dottor Agricola che con oggi ha pertanto chiuso la sua lunga e faticosa vicenda in sede disciplinare. Zeman e Guariniello sono serviti: un'altra sconfitta per i falsi moralizzatori del calcio!
La Juventus e il suo medico sociale, dott. Riccardo Agricola, possono tirare un respiro di sollievo: la Caf ha, infatti, respinto il ricorso della Procura Antidoping del Coni nell'ambito della vicenda doping che vedeva coinvolto il medico bianconero dal 1998. In questo modo l'azione disciplinare nei confronti del modico juventino vede la fine. Dopo quasi 8 anni trascorsi tra campi di calcio, sale mediche e tribunali, finalmente si chiude un capitolo importante della questione legata alle dichiarazioni di Zeman, che aveva accusato, senza portare prove serie nè concrete, la Juventus e il suo medico in paticolare di fare uso di sostanze dopanti.Dopo la pronuncia di due tribunali, che hanno assolto il medico sociale juventino dall'accusa di doping ("l'abuso di farmaci" cui era stato condannato in primo grado non è doping), anche la Caf fa segnare un punto importante alla difesa.Ma otto anni di calvario, sono tanti, troppi, anche e soprattutto nel caso in cui Agricola fosse risultato colpevole: la lentezza della giustizia è una piaga a cui certo l'ordinamente sportivo non può evitare. Ma sono stati otto anni durante i quali Riccardo Agricola è finito nell'occhio del ciclone per la vicenda doping, e con lui la Juventus e i suoi tifosi. Dal 1998, da quando Zdenek Zeman tirò in ballo la Juventus e la somministrazioni di medicinali proibiti gettando nello scandalo tutto il mondo del calcio. A quella denuncia seguì l'inchiesta avviata dalla Procura di Torino e condotta da Raffaele Guariniello che si concluse, solo nel 2005 con l'assoluzione sia del medico sociale sia dell'allora amministratore delegato Antonio Giraudo.La giustizia sportiva aveva però aperto un'inchiesta interna, per verificare se, da un punto di vista sportivo c'erano gli estremi per punire il medico sociale della squadra bianconera. La Procura Antidoping del Coni aveva presentato ricorso nei confronti di Agricola, per il quale l'accusa aveva chiesto tre anni e due mesi, ma nella giornata di giovedì la Caf, presieduta dal dottor Mastandrea, ha respinto il ricorso accogliendo le tesi difensive dell'avvocato Chiappero, legale di Agricola che ha seguito l'intero evolversi della vicenda giudiziaria. Insomma, tanto rumore per nulla.Dagli atti del processo non è risultato, infatti che la società bianconera ha fatto uso di sostanze proibite, nè tantomeno di epo. Ciò che è stato dato in pasto dalla stampa all'opinione pubblica è una realtà distorta, una verità a metà: la Juventus non ha fatto mai uso di eritropoietina, o almeno questo è quanto è emerso dagli atti. I valori del sangue di alcuni giocatori della società torinese, potevano nascondere l'uso di tale sostanza, ma, come ammesso anche dal medico dell'accusa, la certezza non solo non poteva esserci, ma addirittura, altre sostanze, perfettamente lecite avrebbero potuto provocare quei valori diversi dalla media.Ma qui vorrei fermarmi, perchè non sono l'avvocato difensore della Juventus, nè ho interessi particolari nel farlo. Dico solo che, ancora una volta, è stata per anni tirata addosso alla società più amata ed odiata d'Italia una croce che ne ha fomentato l'odio contro. Croce che non deve più portare perchè 3 sono state le sentenze che hanno dichiarato la lealtà sportiva della società juventina. (da calciomalato)