JUVENTUS

Post N° 824


"FARSOPOLI" HA SEPARATO LE STRADE DI MOGGI E DELLA JUVE, MA LUI HA SCELTO DI RESTARE A VIVERE NEL CAPOLUOGO PIEMONTESE.RABBIA, AMICI E BARZELLETTE: LA TORINO DI LUCKY LUCIANODue ristoranti, il bar sotto casa, i sogni di riscatto e un appartamento di lusso pieno di orologi e di santini. "Qui mi trovo bene, la gente continua a stimarmi, tanti mi fermano in strada per stringermi la mano". E di lui dicono: "Viene a mangiare qui alla Dantesca, ama le acciughe e i rigatoni. Non è cambiato nulla, per noi rimane un re".
Torino è rimasta la sua città. Due ristoranti, un bar di fiducia sotto casa, la messa ogni mattina in San Massimo, un appartamento di lusso in via Accademia Albertina, pieno di orologi e santini, Padre Pio, Rolex, Panerai, Cartier e il beato Antonio. «Questo significa che qui mi trovo bene. Vuol dire che non è vero che la gente ha cambiato opinione su di me, come qualcuno cerca di insinuare. Mi fermano per strada, mi stringono la mano, hanno capito che sono la vittima, non il carnefice». Sarà. Però Luciano Moggi ultimamente si accompagna sempre a due guardie del corpo, due stopper vecchia scuola che non lo perdono di vista neppure se va in bagno. Forse possono essere considerati il suo ultimo colpo di mercato. Prima lavoravano per la Juventus, adesso lavorano per lui, solo per lui: coprono le spalle al re caduto in disgrazia. Ma quanto davvero in disgrazia? Raccontano gli amici rimasti di come Lucianone alterni momenti di occhi lucidi ad altri di rabbia e rancore. Giuda è una parola ricorrente nei suoi discorsi. Ma non c´è giorno vissuto senza una barzelletta. Questa, per esempio, l´ha spedita due giorni fa a chi ha il suo nuovo numero di telefono, quello dell´unico cellulare rimasto del famoso mazzo di cinque: «Moratti e Moggi sono al ristorante. Moggi dice: "Guarda che per vincere ci vogliono i coglioni". Moratti risponde: "E allora perché io non vinco mai? Credevo di aver comprato tutti i coglioni disponibili su piazza..."». In fondo, anche dal numero di barzellette sul suo conto si può pesare il potere un uomo. Moggi sicuramente ha ancora quello di entrare in un bar per ordinare un caffè - spesso glielo offrono - e vedere tutti gli occhi contemporaneamente girarsi su di lui. Anche in una città discreta, distaccata come Torino. Moggi gira su un´auto tedesca. Vive, soffre, invita persone e sogna un riscatto nell´appartamento dove abita sua moglie, Giovanna Regoli: «Che era la più bella ragazza del paese vicino a Monticiano, in Toscana, dove è nato».  Se va al ristorante, quasi sempre prenota la sala fumatori della Taverna Dantesca di via San Pio V, al riparo da occhi indiscreti. Non beve mai. Niente vino, birra né superalcolici. Ama la cucina mediterranea: «Soprattutto i rigatoni all´arrabbiata e le acciughe - dice con un po´ di imbarazzo la signora Maria che gestisce il ristorante - per noi lui resta un re». Re Luciano certe volte torna anche al ristorante Primo Piano di via Po, ma sempre meno. Forse perché aveva festeggiato lì con i giocatori i suoi anni migliori. Forse perché la malinconia è una brutta bestia da tenere a bada.  Allora signor Moggi, come ci si sente con gli occhi della città puntati contro? «Guardi che sono occhi molto benevoli. Vivo a Torino perché qui sto bene, ormai la considero la mia città. Giro per le strade a testa alta, ho più amici di prima». Ogni giorno legge tutti i quotidiani sportivi. Amici al seguito, amici noti, sempre gli stessi. Graziano Galletti, portaborse, autista, uomo ombra. Angelo Fabiani, ex Messina, ora direttore sportivo del Genoa. Francesco Ceravolo, nuovo direttore sportivo dello Spezia. L´ex direttore generale del settore giovanile della Juventus, De Nicola. Da quando tutto è cambiato, da quando ha detto davanti alle telecamere «mi hanno ucciso l´anima», Bari 14 maggio 2006, sembra passato un secolo. Dopo un silenzio irreale, il telefono di Moggi ha ripreso a squillare. Non come una volta, certo. Però... «Lo chiamano per chiedere consigli su questo o quel giocatore. Lo chiamano per dirgli al telefono quello che pubblicamente non hanno il coraggio di dire, e cioè che stanno dalla sua parte». Impossibile verificare. Ma ci sarà l´inaugurazione di una casa, uno di questi giorni sulla collina torinese. Un´inaugurazione imbarazzante, per qualcuno. Perché fra gli invitati ci sarà di sicuro Luciano Moggi. Un vecchio giocatore, uno di quelli che han passato gli anni a cercare la benedizione di Moggi, inseguendolo nelle sale d´attesa degli aeroporti, ora si fa degli scrupoli: «Se c´è lui non posso venire - ha detto alla padrona di casa - se mi faccio vedere in compagnia di Luciano ho chiuso con il mondo del calcio». Chissà se è vero. Paure, voltafaccia, la ruota che gira, ripicche, vendette, doppi e tripli giochi.  Luciano Moggi ha una frase di cui va orgoglioso da sempre, una frase che sembra riassumere il cuore di tutta la storia. Gliel´aveva detta Dino Viola, l´ex presidente della Roma, molti anni fa: «Luciano tu non sei la volpe del deserto, come sostengono. Tu sei la volpe nel deserto. Nel senso che nel calcio ci sei solo tu». E allora? Se è vero che nel calcio c´era solo lui, perché adesso Moggi gira per le strade di Torino con gli occhi lucidi e l´anima uccisa di chi è convinto intimamente di essere al centro esatto di un´ingiustizia?   di Niccolò Zancan - Repubblica Torino 18-10-2006ALTRE NEWSDOMANI MOGGI INCONTRA I TIFOSI A LAMEZIA TERME.(Adnkronos)Domani sera a Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro, Luciano Moggi raccontera' le sue verita' su calciopoli. Si intitola ''Calciopoli secondo Moggi'', l'incontro-dibattito che si terra' alle ore 19.00 al Teatro Grandinetti di Lamezia Terme, nell'ambito di una serie di appuntamenti predisposti dal ''Juventus Club Doc'' di Lamezia, per discutere delle note sentenze sportive. Nell'incontro unico in Italia, secondo della serie titolata ''Juventus: quattordicimilioni di italiani in campo'', a spiegare la sua versione dei fatti ai tifosi, che arriveranno a Lamezia Terme da tutto il Sud, sara' proprio l'ex direttore generale della Juventus, Luciano Moggi. All'incontro, moderato dal giornalista della Rai Pietro Melia, saranno presenti rappresentanti di numerosi Juventus Club e tifosi. L'obiettivo dei tifosi e' quello di mettere in moto tutte le azioni necessarie per la restituzione ufficiale dei due scudetti ed ottenere, cosi', una sorta di risarcimento morale per quelle che definiscono ''sentenze inique e ingiuste''.