JUVENTUS

News 11/05/2009


IAQUINTA-GOL NON SALVA RANIERISENZA VITTORIE DA (QUASI) 2 MESI! I bianconeri centrano l'ennesimo inutile pareggio stagionale contro il Milan e vengono pericolosamente avvicinati in classifica dalla Fiorentina. Gol tutti nella ripresa: al 12' Seedorf infila la difesa bianconera, che per la duecentesima volta nella gestione Ranieri prende gol in contropiede (quando imparerà?). Tre minuti dopo arriva il pareggio di un grande Vincenzone Iaquinta, che di testa fulmina Kalac. Bene anche Camoranesi, Zanetti e il redivivo Poulsen. Del Piero entra e festeggia la sua 600ª presenza bianconera. La Juve recrimina anche per qualche rigore negato. Ranieri elogia la squadra e lancia messaggi alla dirigenza: "Ci siamo riattivati. Dopo la sosta non eravamo più noi e invece siamo ritornati a un mese e mezzo fa. Il mio futuro? Facciamo punti e lavoriamo, poi vedremo. La società ha sentito Gasperini e Spalletti? Decidano, poi mi dicano. Diego? Gli acquisti che abbiamo fatto li abbiamo sempre concordati". Soddisfatto anche Buffon, che alla Domenica Sportiva conferma di voler restare bianconero: "Da Elkann e Blanc garanzie di competitività". I rimpianti di Cobolli: "La Juve poteva vincere. Anche la Coppa Italia". Il tecnico è al capolinea e i dirigenti cercano un successore. Ieri il ds bianconero Secco e il capo degli osservatori Castagnini hanno seguito Atalanta-Genoa. La Juve vaglia Gasperini e medita di riportare Criscito a Torino. Per la difesa nel mirino anche De Silvestri. Lapo Elkann: "Io presidente Juve? Un onore. Mi sento uno del popolo bianconero, ma non decido io".
JUVE, UN PUNTO PER RANIERI - La Stampa - La Juve continua a non vincere e il suo vantaggio è stato eroso persino dalla Fiorentina, ormai a tre punti, tuttavia il pareggio di ieri sera a Milano è un passo avanti, piccolo o grande lo dirà il tempo, di fronte allo sfacelo degli ultimi due mesi. Un mattoncino nella Maginot a difesa dell’accesso alla Champions.  Dalle parti di Vinovo temevano tempesta. Il Milan stava bene e aveva meno timori: c’erano le premesse per una lezione che avrebbe moltiplicato le tensioni intestine e portato addirittura all’esonero di Ranieri. Non è successo. I rossoneri non sono stati la macchina oliata e capace di recuperare il secondo posto in classifica dopo una lunga crisi. Abbiamo l’impressione che se Ancelotti non si fosse lasciato condizionare dai desideri di Kakà, il quale vuole fare la seconda punta e la prima donna, con Pato al fianco di Inzaghi e il Pallone d’Oro alle loro spalle, la difesa juventina avrebbe patito parecchio: infatti nella mezz’ora scarsa in cui Pato è rimasto in campo, la sua effervescenza ha reso più affannosi i recuperi difensivi e meno prevedibili i giochetti d’attacco. Se ne stava avvantaggiando pure Inzaghi, piantato in area come un paletto ma vigile e pronto alla deviazione. Per fortuna di Ranieri, il Carletto ha preso la seconda decisione discutibile e ha levato Superpippo, furibondo, per Ronaldinho nell’ultimo quarto d’ora.  I pericoli si sono attenuati e la Juve porta a casa l’1-1, quinto pareggio in 6 partite, il meno doloroso di tutti e meritato. Lo «spleen» della serata ha aiutato i bianconeri a riprendersi dalle porcherie calcistiche esibite nelle partite «facili». Non è stata la Juve isterica e confusa di altre volte. Non si è vista gente mandarsi a quel paese per il campo e Buffon, nell’intervallo, è rimasto con i suoi compagni, il che vuol dire che nello spogliatoio non stavano volando gli stracci come la settimana scorsa contro il Lecce. Insomma c’erano i segnali dell’equilibrio recuperato, con la Fiorentina alle porte e il terzo posto incredibilmente in pericolo quando, fino a Pasqua, Cobolli Gigli parlava di scudetto. Ranieri ha rinunciato in partenza a Del Piero. Gli scampoli dell’ultimo confronto tra due grandi bandiere, lui e Maldini, li abbiamo goduti soltanto nel finale e non resteranno memorabili. Mentre nel Milan si ingolfava subito Kakà e Pirlo procedeva a strattoni, la Juve manteneva un gioco lineare: la fisicità di Iaquinta e di un Amauri pur smosciatiello permetteva di tenere palla in avanti e di creare le prime occasioni. Camoranesi calciava alto al 12’, Flamini impiegato da terzino salvava sul tiro ravvicinato di Marchionni al 17’, più tardi Poulsen si fiondava in verticale per 30 metri con un bel movimento però sballava il tiro. Il Milan opponeva un’occasione di Inzaghi, marcato male da Chiellini: tentando la botta forte che non è la sua specialità, il milanista si scoordinava alzando sopra la traversa. Un po’ più Juve che Milan. L’euforia della serie positiva ha sepolto i difetti di una squadra che non li ha risolti tutti. Pure in casa rossonera dovranno lavorare molto e bene sul mercato, senza pensare che il recupero di Borriello o Nesta saranno il toccasana. «Berlusconi, crisi d’amore con Veronica, con il Milan crisi economica», diceva uno striscione dei tifosi che hanno capito tutto. Bambole, ci sono poche lire.  Persino nelle serata di grazia, per quanto ne possa avere a disposizione di questi tempi, la Juve (dopo aver rischiato il vantaggio su tiro di Iaquinta sfuggito a Kalac e ribattuto fuori da Amauri) ha incassato un gol balordo e inescusabile. Probabilmente è una questione di piazzamenti sballati. Persa la palla da Camoranesi, quasi nell’area milanista, i rossoneri hanno avuto lo spazio per un contropiede in campo libero: lo ha condotto Inzaghi con una corsa di 50 metri, lo ha rifinito Ambrosini con un tocco sporco in area e lo ha concluso Seedorf anticipando a un metro dalla porta il rientro di Chellini e di De Ceglie.  La fortuna, o la capacità, della Juve è stata di rimediare in fretta al guaio. Dopo 3’, sul cross di Camoranesi, Iaquinta si è allungato in tuffo e ha anticipato di testa Flamini, per il pari. Rimane il computo dei troppi gol subiti negli ultimi mesi con la difesa scoperta, dal Cagliari, al Chievo, al Chelsea. Chi verrà al posto di Ranieri dovrà lavorarci su perché, se è questo il difetto, non crediamo che Cannavaro basti a risolverlo.MILAN-JUVENTUS 1-1 (0-0)RETI: 12’ st Seedorf, 15’ st IaquintaMILAN: Kalac; Flamini, Maldini, Favalli, Zambrotta; Beckham (22’ st Pato), Pirlo, Ambrosini; Seedorf (43’ st Senderos), Kakà; Inzaghi (30’ st Ronaldinho). A disposizione: Dida, Jankulowski, Gattuso, Shevchenko. All. Ancelotti. JUVENTUS: Buffon; Grygera, Legrottaglie, Chiellini, De Ceglie (28’ st Zebina); Camoranesi, Zanetti, Poulsen, Marchionni; Amauri (30’ st Del Piero), Iaquinta. A disposizione: Manninger, Ariaudo, Tiago, Giovinco, Trezeguet. All. Ranieri.ARBITRO: Orsato di Schio.ESPULSI: 39’ st Favalli.AMMONITI: 4’ pt Beckham, 24’ pt Favalli, 19’ st Poulsen, 21’ st Maldini, 21’ st Chiellini.RANIERI APPLAUDE LA SUA JUVE: "CI SIAMO RIATTIVATI" - Sky Sport - "Ci siamo riattivati". La convinzione di Claudio Ranieri profuma di ottimismo e della Juventus dei tempi migliori. Della Juventus che dal 21 marzo non riesce a vincere ma almeno stasera ha convinto. Pareggio per 1-1 con il Milan ma il gruppo bianconero sembra essere tornato. "Dopo la sosta non eravamo più noi - dice l'allenatore romano a SKY - e invece stasera siamo ritornati a un mese e mezzo fa ,alla Juventus di un tempo, quando ci aiutavamo l'un l'altro ma ultimamente non riuscivamo a giocare come sapevamo fare, stando sempre troppo lunghi in campo".  Eppure il brivido e lo spettro della sconfitta è arrivato e per poco non prendeva il sopravvento. "Non ho avuto paura ma mi seccava tremendamente, avevamo creato tre palle gol e loro con mezza e mezza erano passati in vantaggio ma avevo fiducia". E ora come si sente Ranieri? Il suo futuro? "Facciamo punti e lavoriamo, poi vedremo. Bisogna vedere chi mi critica ma l'allenatore è abituato e deve sopportare le critiche. Io so di essere dalla parte della ragione, ho sempre fatto bene il mio lavoro, poi vedo da dove arrivano le critiche e prendo quelle che ti permettono di migliorare: le critiche sono il sale della vita. Io devo spingere al massimo e fare punti, la situazione non e' deteriorata: vogliamo lottare per arrivare secondi, abbiamo ripreso la gara perchè eravamo determinati a fare risultato contro un Milan che stava andando a mille. Siamo soddisfatti e io sono felicissimo". Per finire, una battuta sull'arrivo di Diego. Un suo desiderio? "Tutti gli acquisti che abbiamo fatto li abbiamo sempre concordati con la società...".RANIERI AL VELENO: "GASPERINI E SPALLETTI? DECIDANO, POI MI DICANO" - Tuttosport - Di questi tempi, Claudio Ranieri si districa tra fumo e arrosto più che tra obiettivi centrati o mancati. «Voglio portare i ragazzi sempre più in alto, poi pensassero quello che vogliono e mi facciano sapere. Leggo di Gasperini, di Spal­letti, di come fanno giocare Diego. Io lo metterei dietro una punta, o dietro due: per­ché si inserisce bene, il Ger­rard della Juve, un grande campione, ma una squadra è composta di altro, di storia, di sconfitte e vittorie. Comunque il suo acquisto l’ho avallato io, come del resto è sempre suc­cesso». E su Gasperini, si lascia andare a una battuta: «Secco, Castagnini e Sandreani erano a Bergamo a vederlo? Sì, per­ché non lo conoscono...». Sarà perché il futuro è un’ipotesi, ma di questi tem­pi il tecnico bianconero è mogio mogio. «Sfiducia della società? Contestazioni? Giocatori contro? Noi parliamo solo sul campo, poi ci sta che lo spogliatoio sia caldo, ma è sta­to tutto esagerato. Era voglia di reagire, niente di anormale. Roba di calcio. Poulsen? E’ ar­rivato con la pubalgia, e abi­tuarsi al calcio italiano non è facile. Ora è in crescita. Io vi sembro sereno? E’ perché so di essere dalla parte della ragio­ne, quando sai di aver lavorato bene... ». Ranieri se non altro è vivo, altro che arrostito. «Ho la fiducia della società e vado avanti per la mia strada. Io me la sto godendo, due anni alla Juve con il progetto di co­struire la grande Juve, matto­ne dopo mattone. All’estero certe pressioni non ci sono, ma se sono qui è perché sono abi­tuato a conviverci. Diego? Ho sempre detto che gli acquisti sono concordati con la società. Se ha firmato e non me l’han­no detto, c’è qualcosa dietro».ORGOGLIO IAQUINTA: "AVESSIMO GIOCATO SEMPRE COSI'..." - Tuttosport - Il migliore in campo, un gol pesantissimo, l'ennesimo di una serie che ha tenuto a galla la Juventus. Eccolo, Vincenzo Iaquinta all'uscita da San Siro: «Volete sapere - dice a Sky - se in campo c'è uno o due Iaquinta? Beh, io mi do da fare. E la Juve stavolta a San Siro contro il Milan ha dimostrato tanto. Siamo stati uniti per 95 minuti e abbiamo concesso poco al Milan. Questo è il quinto pari nell ultime sei partite, ma è un pareggio molto diverso. Perché le altre volte non avevamo questo atteggiamento. Se giochiamo così andremo molto avanti anche in questo scampolo di campionato». Da quarta punta a insosituibile. «Alla Juve nessuno è intoccabile: io provo ad allenarmi con serietà e cerco di dimostrarlo sul campo». Poi l'onore delle armi all'Inter che grazie a questo pari potrà essere campione nell agara casalinga contro il Siena. «L'Inter è una grande squadra, il discorso scudetto non è ancora chiuso ma lo quasi. Devo dire che se lo merita, è una grande squadra». BUFFON RESTA: "DA ELKANN E BLANC GARANZIE DI COMPETITIVITA'" - Tuttosport - «L'intervallo di domenica scorsa? Nelle ultime settimane mi è capitato spesso di parlare da solo...». Gianluigi Buffon usa l'ironia per spiegare, per la prima volta, quel che è successo nell'intervallo di Juve-Lecce una settimana fa, quando è tornato in campo dopo pochi minuti di spogliatoio ed è rimasto in campo a parlare da solo. Poi però, a fugare i dubbi sul suo futuro alla Juve, due colloqui, come rivelato dallo stesso portiere. «Avevo bisogno anche io di qualche chiarimento - ha detto Buffon alla Domenica Sportiva - Ho parlato prima con John Elkann, poi con Blanc. Non cercavo garanzie particolari, di vittoria il prossimo anno: ma la garanzia che nei prossimi tre o quattro anni saremmo stati in grado di competere per delle vittorie, quella sì» LE CRISI - «Abbiamo vissuto un marasma che non avremmo immaginato - ha poi aggiunto il portiere - Dobbiamo ripartire consapevoli del fatto che se si vuole vincere, in una stagione si può avere una crisi: non due, tre, quattro come è capitato quest'anno».OBIETTIVO MINIMO - «Juve e Milan sono abituate a vincere, non ad arrivare seconde. Poi magari lo raggiungerà il Milan ma il secondo posto non è che mi interessi molto. E' una Juve rinata, oggi dopo un mese abbondante abbiamo dato la sensazione di essere una squadra compatta che ha messo in difficoltà il Milan e che non ci stava a perdere. Questo era il segnale che i tifosi si aspettavano e che noi dovevamo dare. Sicuramente non abbiamo ancora raggiunto il minimo obiettivo che ci eravamo posti all’inizio del campionato però è stato un buon passo in avanti. Adesso ci mancano ancora sei punti per la matematica certezza e vogliamo farli il prima possibile. Poi, quelle che saranno le valutazioni finali, toccherà alla società farle» Poi qualche mezza ammissione sulla bufera di Juve-Lecce. «Non c’è una versione dei fatti. Avete raccontato una situazione che non so chi vi ha spifferato. In parte ci avete preso ma non in maniera totale e quindi avete ancora dei margini dei miglioramento importanti prima di conoscere tutta la verità. E' chiarito, finita la partite era tutto chiarito e si pensava già alla partita successiva. Siamo la Juve e qui si pensa solo per la squadra e per il gruppo».MARCHIONNI: "UN PAREGGIO CHE E' COME UNA VITTORIA" - juventus.com - In altre discipline, si parlerebbe di vittoria ai punti. Invece il calcio non è il pugilato e l’1-1 del Meazza frutta un pareggio da un punto. Soddisfacente però dal punto di vista della prestazione, al cospetto di un Milan che aveva fatto meglio di tutti nell’ultimo periodo.  Tra i migliori in casa bianconera c’è Marco Marchionni. Schierato a sinistra, il centrocampista romano ha creato parecchi problemi ai rossoneri, sfiorando anche il gol in apertura: «Peccato, avevo controllato bene e non pensavo che Flamini riuscisse ad intervenire – commenta Marco a fine gara -. Ci voleva un risultato così contro una grande squadra. Oggi abbiamo fatto un’ottima partita contro un Milan che stava bene e per noi è un pari che vale una vittoria. Direi che siamo ritrovati». COBOLLI AMARO: "LA JUVE POTEVA VINCERE. ANCHE LA COPPA ITALIA" - Tuttosport - Il presidente Cobolli è orgoglioso e sollevato: «E' stata una  Juventus orgogliosa, abbiamo creato più occasioni del MIlan. Il pari lo prendiamo con soddisfazione, ma il 2-1 ci stava: io mi aspetto queste prestazioni dalla Juve. Ho rivisto condizione e determinazione: contento. Volevamo la Champions tranquilla: il secondo posto è ormai complicato dopo questo pareggio col Milan, ma noi non abbiamo nulla di meno del Milan che veniva da otto risultati utili consecutivi. Il rigore su Iaquinta? Non voglio fare polemica, ma anche dal mio posto in tribuna sembrava che Iaquinta era tirato giù. Noi di certo non abbiamo mai commesso falli da rigore sul Milan: da fuoriclasse l'intervento di Chiellini su Kakà. Queste sono le prestazioni da Juve. Contento di aver rivisto la Juve che fa se stessa. Tre gare da Juve, adesso: sicuramente dobbiamo essere ottimisti. La Juve gioca meglio contro le grandi: solo con l'Inter siamo calati nella ripresa. Ora Atalanta, Siena e Lazio: voglio minimo 6-7 punti, ma possiamo farne anche 9 di punti. Dobbiamo chiudere anche polemiche anche giuste. Fa bene a dire Ranieri che le critiche sono il sale. Dobbiamo dimostrare di essere la Juventus». Cobolli poi fa capire perché c'è delusione per la stagione e perché si riflette sul futuro. «Un bel finale, questo, la Juve ha onorato il suo nome e il suo marchio. Ci sta pareggiare col Milan: magari ai punti l'avremmo anche vinta, 'sta gara. Giocare e fare 9 punti, cambia il destino di Ranieri? Il nostro azionista Elkann ha detto che tutti dobbiamo lavorare, tecnico e dirigenti, per arrivare alla fine col migliore risutato, poi si fanno i conti. La fine conta molto: noi cerchiamo di fare i nove punti poi vedremo dove sarà il Milan e dove saremo noi. Si chiedeva di fare un campionato con onore, di arrivare seconda o terza. Si chiedeva di vincere la Coppa Italia ed è un dispiacere sportivo, questo. Il Chelsea ha dimostrato il suo valore essere eliminati da loro ci sta, rimpiango la Coppa Italia. Si era chiesto alla società di vincere qualcosa: e la Coppa Italia era un obiettivo valido. Diego? Mancano le firme, la concorrenza va temuta, ma mi sembra che il lavoro fatto da Secco e Blancci lasci molto ottimisti. Mi fa essere molto ottimista per il futuro se arriva uno come Diego». LAPO ELKANN: "PRESIDENTE JUVE? UN ONORE, MA NON DECIDO IO" - Tuttosport - Laconico e deciso John Elkann: ha innescato la rivoluzione bianconera con il suo imperativo categorico. Lo ripete entrando a San Siro: «Cosa mi aspettodalla Juve? Vincere». Più complesso e interessante il discorso di Lapo: cappellino di paglia bianconero, è tutta una mise da juventino vero, da curva, per lo stilista di casa Agnelli che molti vogliono presidente. «Io presidente della  Juventus ? Io amo la Juve, mi sento la Juve dentro, mi sento parte del popolodella Juve. Se accadrà di essere presidente, io ne sarò onorato. Non tocca a me dirlo, non tocca a me candidarmi, dipende dagli azionisti, dipende dai tifosi della Juventus. Io sono tifoso e azionista, ma uno dei tanti azionisti della Juventus. Da tifoso vi dico che amo questa gente e mi augurole vittorie della Juve sempre. Ma le decisioni su questioni come quelle della presidenza le prendono i dirigenti e gli azionisti e io sono solo uno di loro». I VIP - In tribuna parata di vip, non c'è Berlusconi, bloccato a Roma dal solito mal di schiena. C'è Victoria Beckham che entra accompagnata da Dolce e Gabbana, c'è Eros Ramazzotti con un cappellino che fa tanto Fidel Castro. C'è anche Nesta, per ora solo vip, ma con annuncio speranzoso di un rientro in campo auspicato da tutti. Spunta e saluta il mondo Trapattoni.LE PAGELLE BIANCONERE - La Stampa - Buffon 6 ASSOLTO. Primo tempo da giorno qualunque, con un paio di uscite su Inzaghi e una parata su un tiro da fuori (deviato) di Kakà. Ripresa attenta, anche se non gli risparmiano il gol, da pochi passi: lui può solo guardare.Grygera 6 BIVALENTE. Dalle sue parti spesso s'aggira Seedorf (che colpirà dall'altra parte) e lui non si fa mai infilare, controllando bene anche le avanzate di Zambrotta. Quando si rompe De Ceglie, fa bene anche a sinistra.Legrottaglie 6,5 LATIFONDISTA. Recinta il suo territorio con il filo spinato fin dal primo minuto, depistando Inzaghi con una sbracciata in corsa, regolare ma ruvida. Poi le respinge tutte. Scippa un paio di palloni in area, sfiorando il rigore, ma con gran classe.Chiellini 6 TEMERARIO. Sbanda in avvio, ma rischiando parecchio, quando su un pallone impennato s'era fatto beffare da Inzaghi, che però alzava in curva la sventola. Dopo spranga il portone, con i piedi e la testa, finché si distrae di nuovo pure lui, nella bufera del gol: sul contropiede milanista è uno di quelli piazzato male, e quello che poteva allungare una zampa su Seedorf.De Ceglie 6 DIGNITOSO. Controlla sua maestà David senza troppi rischi, ma dall'altra parte si avventura solo un paio di volte: all'andata aveva asfaltato la sua corsia. Nella ripresa è imputato per concorso nella rete del Milan. Per lui trauma al torace: si temono ricadute alle costole. (dal 28' st Zebina 5,5: una palla respinta, un guaio sfiorato).Camoranesi 6,5 ISPIRATORE. Questa volta non gioca all'inverso, evitando di consegnare il pallone al nemico: al contrario ne gioca parecchi, anche con errori, ma pure quasi da unica fonte di gioco juventina. Avrebbe anche la pallottola giusta, ma l'esplode verso la curva, con una girata al volo. Pianifica invece con il goniometro l'assist per Iaquinta e tira dritto per tutta la partita: se torna questo, come si potrà farne a meno?Poulsen 6,5 SOLDATINO. Un paio di boiate le infila, come quando apre il contropiede nemico nella ripresa, però nel complesso gioca una partita tosta. Si piazza al fianco di Zanetti e scava la trincea: regge, disarmando Pirlo e Seedorf. Sui raddoppi, dà una mano ai difensori sulle tracce di Kakà. Pilota con buona dose di fosforo un contropiede, ma poi sbuccia il sinistro, da buona posizione con ampia visuale.Zanetti 6,5 NAVIGATORE. Più scippi che assist, tampona il centrocampo milanista, ma fatica a riavviare il suo. Meglio nella ripresa, quando spalanca a Iaquinta il campo.Marchionni 6 VIVO. Scatta vispo, bruciando con un bel numero sulla linea laterale Flamini e poco dopo lo stoppano davanti a Kalac, in scivolata.Amauri 5 LEZIOSO. Un tocco aereo per Iaquinta è la cosa più utile che combina nel primo tempo, nel quale però ci mette troppa samba e tocchetti. Non gli danno una mano le scarpe da pantera rosa, ultima creatura della ditta col baffo, perché scivola spesso. (dal 30' st Del Piero 6: tiene palla e elimina Favalli)Iaquinta 7 ATOMICO. Da unico superstite dell'attacco non convenzionale, si prende il pari, con forza e testardaggine. Prima aveva fatto molto lo stesso: potenziale assist per Camoranesi e bel tiro al volo da fuori. Ranieri 6,5 ORGOGLIOSO. A Londra diventò presto «Proud Man Walking», perché viveva anche se Abramovich l'aveva già scaricato. Qui s'aspettava il suo funerale, invece risorge, pianificando una Juve nuovamente solida che tiene il campo, a tratti comanda, e strappa un pareggio con molto sugo: alla vigilia tutti pronosticavano un digiuno.SECCO E CASTAGNINI A BERGAMO: SPIATI GASPERINI E CRISCITO - La Stampa - Ranieri resta in bilico, e la società continua il vaglio dei sostituti. Ieri, casualmente, il ds Alessio Secco e il capo degli osservatori Renzo  Castagnini, erano a Bergamo a vedere Atalanta-Genoa: certo, la squadra di Del Neri è il prossimo nemico, ma l’interessamento pare decisamente spropositato. Magari era l’occasione per dare un’occhiata all’opera di Gasperini. E, anche a Domenico Criscito, in prestito ai rossoblù, sul quale il Genoa ha il diritto di riscatto. Alla Juve, infatti, servono anche gli esterni di difesa, e per questo si farà una chiacchierata con Lotito per De Silvestri. Di certo, invece, ci sarà ancora un portiere: Gigi Buffon, che ieri ha confermato di voler restare bianconero.GASPERINI: "JUVE? A FINE CAMPIONATO SI VEDRA'" - Tuttosport - Un pranzo con il ds della Juventus, Alessio Secco, di cui si parla moltissimo nel dopo gara. Ma è la stessa presenza del ds bianconero (con al suo fianco l'osservatore della Juve, Mauro Sandreani (è l'uomo che visiona la squadra che la Juve affronta nella giornata successiva, l'Atalanta in questo caso). La battuta di Gasperini, piuttosto imbarazzato nel dopo gara, sulla presenza di Secco all'Azzurri d'Italia. «Se è venuto a vedere me, io non giocavo (ride, ndr)». Il gossip su Gasperini e la Juve, in attesa del decisivo cda bianconero di martedì è una valanga che travolge anche la zona mista per le interviste del dopo gara di Atalanta-Genoa 1-1, che forse estromette i rossoblù dalla corsa per il quarto posto, visto l'allungo della Fiorentina. LA JUVE - Applausi ai nerazzurri bergamaschi, anche a quel Floccari che l'anno prossimo potrebbe giocare a Genova. «Indubbiamente è un giocatore più simile a Milito che a Palladino, come posizione in campo e caratteristiche. Ma è anche un giocatore molto duttile, può giocare in altre posizioni». Inevitabile, poi, una domanda sul futuro di Gasperini, magari sulla panchina della Juventus. «Questo è un tormentone dal quale non riesco a sottrarmi- la risposta del tecnico rossoblù- In questo momento non c'è niente di ufficioso o altro. Ognuno pensa al proprio campionato e poi si vedrà. Più avanti sarà diverso». La stagione del Genoa, comunque andrà, sarà da ricordare: «Alla fine del campionato saremo comunque felici. È una stagione straordinaria. Oggi abbiamo avuto la sensazione di poter restare più vicini alla Fiorentina nel secondo tempo, quando abbiamo ritrovato un pò di lucidità grazie al momento della partita. Tutto questo, quindi, non toglie niente all'ottimo campionato che abbiamo fatto finora».