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Creato da: verojuventino1 il 21/04/2009
notizie juventus

 

 

JUVENTUS VITUPERATA

 

parte la nuova jve

Post n°20 pubblicato il 09 Luglio 2009 da verojuventino1
 

Oggi ritiro e partenza della nuova juve .. do brasil!

Melo, Diego, Amauri fanno un'ossatura super, ma non dimentichiamo che alcuni limiti ci sono ancora in difesa.. passi la corsia sinistra molinaro, de ceglie, ma quella di destra è scarsina con grigera, zebina..

piuttosto del vecchio grosso a sinistra, vedrei bene un acquisto al posto di zebina, mai all'altezza in tanti anni. Poulsen per jansen all'amburgo sarebbe la ciliegina finale di un'ottima campagna acquisti.

Forza Juve! 

 
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la juve della triade!

Post n°19 pubblicato il 04 Luglio 2009 da verojuventino1
 

Da LaStampa online di oggi: "Tre anni dopo l’addio alla Juve, la Triade si riunisce in un’aula di giustizia: Giraudo e Moggi, in gran forma, si difendono dalle accuse di falso in bilancio e infedeltà patrimoniale giocando in contropiede. L’ex amministratore delegato dribbla doping e Calciopoli, e sbandiera l’orgoglio dopo tutto questo tempo di ostinato silenzio: «Non esisteva società migliore della Juventus: per 12 anni siamo stati un modello per il calcio nel mondo. Solo il Manchester United aveva più ricavi grazie alla proprietà dello stadio. Averne uno nostro era il mio progetto». E’ come se dicesse: la Juve di adesso non inventa niente di nuovo. Aggiunge: «Presi la Juventus nel 1994 che valeva 20 milioni di euro. L’abbiamo lasciata con un valore di 250 milioni».

L’estate di tre anni fa coincise con la caduta in B. Per ritrovare il tempo dello splendore Juve si deve risalire, e Giraudo lo fa rapidamente: «Quando quotammo la società in Borsa, nel 2001, il suo valore raggiunse i 420 milioni di euro». Rivolto indirettamente agli azionisti: «Non gli abbiamo fatto scucire un quattrino. Anzi, con i dividendi hanno guadagnato 150 milioni». Plusvalenze: argomento d’obbligo. Giraudo contesta la consulenza dei pm, che ha preteso di indicare criteri oggettivi per la valutazione dei calciatori. Il manager, ora impegnato nel campo immobiliare a Londra, sceglie l’esempio di Kakà: «A gennaio, il Manchester City era disposto a pagarlo 105 milioni, il Real l’ha preso ora per 68». E poi: «La Juve ha ceduto Mutu alla Fiorentina per 8 milioni e la Roma si è resa poi disponibile ad offrirne 10 di più». Qui l’allusione alla nuova Juve è esplicita: «Noi lo avevamo preso a parametro zero». 

La grandeur manageriale è il vero leit-motiv della sua vibrante deposizione: «La cessione di Zidane al Real (150 miliardi di lire del 2001) resta, a costi attuali, la più grande operazione mai realizzata nel calcio». Quel colpo è diventato oggetto del processo: i pm Marco Gianoglio e Alberto Benso contestano alla Triade di aver inventato l’intermediazione di Zavaglia, uomo Gea, citando la testimonianza di Florentino Perez: «Mai visto». Giraudo alza la voce: «Falso, falso».

Bettega, in disparte, dovrà attendere il suo turno l’8 luglio. Intanto, prima Giraudo, poi Moggi gli ricordano di fronte al loro giudice, Dante Cibinel, che «ogni nostra scelta era collegiale, decidevamo sempre in tre». Volesse smarcarsi, Bobby-gol è avvisato. Quattro ore di udienza, l’ex ad della Juve le riempie per quasi tre quarti con argomenti spesso taglienti anche in altre direzioni: «Siamo stati i soli a rinunciare al decreto spalmadebiti, i soli ad aver sempre iscritto nei bilanci successivi acquisti e cessioni dell’estate. Mai fatto, soli fra i grandi club, scambi alla pari di giocatori. Zero operazioni di cosmesi contabile. Denunciai anche in Lega il doping amministrativo e ho continuato a combatterlo finché ho potuto».

Moggi si presenta più rilassato. Prima di deporre, con un grande sorriso butta lì: «Parlerò poco, parlero di donne». E’ di moda parlarne, soprattutto se fan le escort. Lui le spediva dagli arbitri del Torino di coppa, secoli fa, e ride un po’ meno. Ma si rifà subito se gli si accenna alla sua visita a Palazzo Grazioli: «Di donne non ne vidi, la loro stanza era chiusa». Ride anche quando aggiunge: «Quella volta concordai con Berlusconi il mio passaggio al Milan, e da lì sono iniziate le mie disgrazie». Deponendo, riesce persino a dire che la sua Juve penalizzava la Gea nei compensi. «Altro che procuratori alla Raiola».

 
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arrivederci grande Nedved

Post n°18 pubblicato il 30 Maggio 2009 da verojuventino1
 

"Dopo otto stagioni (2001-2009)con la Juventus è arrivato il momento di salutare tutti i tifosi, i compagni e la società e ringraziarli per il sostegno ricevuto in questi anni..."

Fin dalla prima stagione, in cui contribuisce a far vincere lo Scudetto in rimonta sull’Inter. 

L’annata 2002/03 è ancora più ricca di soddisfazioni: arrivano un altro tricolore e una finale di Champions League contro il Milan che lui non può giocare per squalifica. Ma ciò non gli impedisce di vincere meritatamente il Pallone d’Oro 2003.

Finita l’era Lippi, con Capello allenatore dà il suo contributo per altri due Scudetti vinti sul campo e poi revocati.

E’ tra i bianconeri che decidono di legare il proprio nome al club anche durante la parentesi in Serie B e, con le sue prestazioni e i suoi gol, lo riporta prima in A poi nuovamente in Champions League.

Quella di domani contro la Lazio, sarà la sua 326ª presenza a cui vanno sommati 65 gol. Numeri che raccontano molto (ma non tutto!) di quello che Pavel Nedved ha rappresentato per la Juventus.

La società bianconera ha risposto attraverso una sua nota: "..Nei suoi otto anni in bianconero Nedved ha sempre messo in campo il massimo impegno, dimostrando un attaccamento alla maglia e una dedizione che rimarranno indelebili nella memoria di tutti gli juventini. Di oggi e di domani..".

Grazie di cuore grande Pavel!

 
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La Juve di Moggi..

Calciopoli news ..

Un inquietante interrogativo si fa sempre più forte ed ineludibile: perchè quei misteriosi "buchi" nei tabulati forniti dal gestore di telefonia alla Procura? E perchè, guardacaso, mancano proprio le telefonate che Facchetti e Moratti (importante novità...finalmente spunta il nome del Verme...) facevano al designatore Bergamo? In questa direzione NON SI E' MAI VOLUTO INDAGARE. Ma ora c'è l'esplicita e ufficiale richiesta della difesa, vedremo cosa risponderà il giudice. Chissà se avremo mai una risposta...ma in questo auspicabile caso, sono sicuro che Moratti a la sua banda non potranno più far finta di nulla.  Evidenze negate per troppo tempo...che alla fine tornano come spettri. Ciò che si nasconde sotto la neve, a primavera viene sempre fuori sotto i raggi del sole. Speriamo sia così anche stavolta.

 
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