LA VOCE DI KAYFA

TORINO, PIAZZA SAN CARLO: L'APPENDINO FA AUTOGOL


Fino allo scoccare delle 22,25 di sabato 3 giugno 2017 - momento in cui in Piazza San Carlo a Torino, dove migliaia di tifosi juventini erano radunati per assistere sul maxi schermo allestito dal comune alla finale di Coppa Campioni Juventus- Real Madrid, per quella che molti eufemisticamente si ostinano a definire “una Bravata”, qualcuno avrebbe lanciato un falso allarme terroristico scatenando il panico e una ressa infernale con oltre 1500 feriti, di cui tre gravi – Chiara Appendino, sindaco del capoluogo piemontese, era tra i sindaci più amati d'Italia.Per quanto non è ancora chiaro di chi siano le responsabilità relative alla gestione della sicurezza quella sera- come sempre accade, anche in questo caso è iniziato lo scaricabarile tra le autorità – la presenza di bottiglie in frantumi e pezzi di vetro sul selciato e negli interstizi dei sanpietrini dello slargo, causa di molti feriti, prefigura che qualcosa non ha funzionato a livello preventivo in quanto, malgrado i controlli rigorosi all'accesso del varco sui singoli individui e negli zaini per individuare e sequestrare eventuali oggetti pericolosi, bottiglie incluse, è incomprensibile la presenza nello spiazzo di venditori ambulanti di bevande in bottiglie di vetro che ha vanificato ogni controllo.E seppure le responsabilità non fossero del comune o solo sue, ascoltare la sindaca Appendino riferire in consiglio comunale che per l'evento erano state adottate le stesse misure di sicurezza che vennero attuate nel 2015 dalla giunta Fassino per la finale Juventus Barcellona, si ha la sensazione che la sindaca non solo non si rende conto che così facendo offre una grossa arma di discussione politica all'opposizione – Fassino le ha subito replicato facendole notare che all'epoca non c'erano state ancora le stragi del Bataclan a Parigi, quelle Bruxelles, quelle di Londra e Manchester di pochi giorni fa – ma, così facendo, dà la sensazione di vivere fuori dal tempo.Qualità che né un amministratore né un politico possono consentirsi, svolgendo un servizio finalizzato al bene della comunità da cui si è stati eletti.Sensazione pessima che rischia di alimentare perplessità sull'inadeguatezza della sindaca e della sua giunta.Fino a “ieri” Chiara Appendino era il fiore all'occhiello delle varie amministrazioni grilline sparse sul territorio.Da sabato sera rischia di risolversi per Grillo & c. in un problema in più, dopo la Raggi a Roma!