LA VOCE DI KAYFA

Complotti e sentenze? No, frittata italiana!


La sentenza di ieri del TAR del Lazio che ha accolto il ricorso con il quale il generale Roberto Speciale contestava la legittimità della sua revoca da comandante della Guardia di Finanza, oltre a delegittimare  il provvedimento governativo firmato il 1 giugno dal Presidente della Repubblica, paradossalmente dissolve in una bolla di sapone anche gli scenari di complotto ipotizzati da Silvio Berlusconi che, a suo dire, la magistratura avrebbe messo a punto intimidendo senatori del centrosinistra pronti a passare all’opposizione, o comunque pronti a votare contro il governo per farlo saltare, per impedire la crisi di governo e il ritorno alle urne che avrebbe molto probabilmente sancito la vittoria del centrodestra. In uno scenario politico italiano dove, improvvisamente, i leader dei due massimi partiti si incontrano e instaurano un idillio per portare avanti le riforme, soprattutto quella elettorale; per riordinare il paese, suscitando l’ira degli alleati delle reciproche coalizioni visto che il progetto di riforma elettorale cui Berlusconi e Veltroni stanno lavorando prevederebbe una spartizione di seggi che rispecchi il verdetto delle urne, con un possibile premio di maggioranza per i partiti vincitori, uno sbarramento del 5% che impedirebbe a partiti che avranno raccolto una percentuale inferiore di voti di avere rappresentanti tra gli scranni parlamentari, di scegliere dopo il verdetto elettorale con chi schierarsi in rapporto alla condivisione di programmi e non prima come avviene ora; dove alla pubblicazione di intercettazioni telefoniche in cui risulterebbe che il leader dell’opposizione raccomanda attricette a un alto funzionario della RAI per fare un piacere a un senatore del centrosinistra il quale in cambio voterà contro il governo cui appartiene e che lo stesso leader avrebbe avviato una “campagna acquisti” tra i seggi senatoriali in puro stile calcio-mercato per trarre dalla propria parte un numero sufficiente di senatori della maggiornaza per aprire la crisi, la reazione dei massimi vertici del PD è stata molto sufficiente, (il Sindaco di Venezia, nonché rappresentante del PD Massimo Cacciari ha definito tutto ciò delle puttanate) quasi che quanto avrebbe presumibilmente fatto Berlusconi rientrerebbe nella normalità, o quasi, di chi detiene il potere.In tutto questo bailamme dove, non ultimo, lascia alquanto basiti la dichiarazione di amore di Berlusconi agli ex alleati in puro stile patriarcale vi voglio un mare di bene, dopo averli messi alla porta con la fondazione del PDL e aver imputato loro la causa della sconfitta della CDL alle ultime elezioni, sortendo reazioni rabbiose, la sentenza del TAR del Lazio appare quanto mai opportuna perché dimostra, contrariamente a quanto sostiene Berlusconi, come il potere giuridico sia scevro da influenze politiche e che le toghe indossate dai propri rappresentanti sono di un colore rigorosamente neutro qual è il nero. Nello stesso tempo la dichiarazione rilasciata dal Ministro delle Finanze Padoa Schioppa, una volta appresa la sentenza del TAR, che il governo eserciterà le proprie prerogative lascia presumere l’apertura di un nuovo scenario conflittuale tra Potere Legislativo e Potere Esecutivo, dove questa volta a scagliarsi scontro la Magistratura non sarà il centrodestra ma il centrosinistra!A tutto ciò, una domanda nasce spontanea: ma di noi italiani c’è qualcuno che si preoccupa davvero?