Creato da kikkodirisobianco il 14/04/2007

Sol Levante

Thu Hoai... la luce che c'è in me...

 

 

Laboratorio di scrittura di luglio

Post n°709 pubblicato il 08 Luglio 2018 da kikkodirisobianco

Il progetto" Laboratorio di scrittura" del gruppo salotto letterario prosegue. In che cosa consiste? Ciascuno di noi, scriverà un breve racconto seguendo delle piccole regole: 1⃣ Tema: PENSARE A SÉ STESSI 2⃣ All'interno del racconto devono essere inserite ( obbligatoriamente) queste parole: 👉🏻 nei tuoi occhi 👉🏻in fondo all' anima 👉🏻 nello specchio 👉🏻lassù nel cielo 👉🏻un bullo. 3⃣ I termini vanno usati esattamente come riportati e nello stesso identico ordine, ❗️non si può cambiarne l'articolo, il singolare/plurale, il maschile/femminile, ❗️ non si possono inserire altre parole se la frase è costituita da più di un termine. ❗️ È consentito variare il maiuscolo/minuscolo.

Occhi di mandorla

Mi vedevo per la prima volta riflessa nei tuoi occhi di bambina e mi sembrava di non essermi mai guardata veramente. Cercavo di rassicurarti con un sorriso, ma in fondo all'anima un sentimento di rabbia cupa mi impediva di avere un' espressione naturale. "Mamma non mi piacciono i miei occhi, sono brutti." mi dicevi d'un tratto guardandoti riflessa nello specchio. "I tuoi occhi sono bellissimi, io ho sempre desiderato averli a mandorla come i tuoi. Quando ero piccola mi tiravo gli angoli allo specchio." Il suo sguardo si era fatto duro. Non mi credeva. Non le pareva possibile. "Voglio il naso come il tuo. Odio questo naso schiacciato." "è un nasino bellissimo a patatina." Allora ti sei girata di scatto, un po' indispettita, raggiungendo la finestra e guardando un punto in alto lassù nel cielo hai detto: "Mamma perché Giacomo mi ha chiamato cinese e mi ha detto che vuole sciogliermi nell'acido?" respirai profondamente raccogliendo la calma da un ricordo positivo. "È solo un bullo bimba mia, quelle cose non le pensa veramente. Sai perché fa così? C'è qualcosa nella sua vita che non va e lui reagisce attaccando le persone nei punti deboli, punti che lui crede deboli. Ma i tuoi tratti orientali, amore mio, sono i tuoi punti di forza, primo perché sono bellissimi e secondo perché testimoniano la storia di un grande popolo, quello Vietnamita, l'unico che è riuscito a vincere la guerra contro gli americani! E tu piccola guerriera vietcong vuoi farti deprimere da un Giacomo qualunque? È un ignorante perché non conosce tutte queste cose e non ha nemmeno curiosità di chiederle a te." Adesso non guardavi più il cielo guardavi me, di nuovo, con quei profondi occhi neri pieni di orgoglio. Mio dolce tesoro come mi sento fragile di fronte alla cattiveria e all'ignoranza. Mi sento inadeguata e impotente e mi sembra di non riuscire a dotarti degli strumenti adatti a difenderti da tutto questo odio gratuito. Ma ecco che mi guardi e mi abbracci e tutti questi tristi pensieri si sciolgono in un lago di pace e benessere.

 
 
 

Laboratorio di scrittura GIUGNO

Post n°708 pubblicato il 16 Giugno 2018 da kikkodirisobianco

    Il progetto" Laboratorio di scrittura"  prosegue. ❓In che cosa consiste? Ciascuno di noi, scriverà un breve racconto seguendo delle piccole regole: 1⃣ Tema: Estate 2⃣ All'interno del racconto devono essere inserite ( obbligatoriamente) queste parole: 👉Il titolo di una canzone 👉Una notte in spiaggia 👉 Un cocktail 👉 Un messaggio in bottiglia 👉 Giornata afosa 3⃣ Il racconto essendo breve deve essere composto da 4096 battute. Qualcuna di meno di si , di più no, essendo i caratteri permessi da telegram in un unico post 4⃣ Tutti i racconti devono essere firmati anche solo con un nickname. Diamo spazio alla nostra creatività, non prendiamoci troppo sul serio e... Buon inizio a tutti 😉

Chimera

Il caldo torrido le avvolgeva le cosce e le braccia scoperte, in quella giornata afosa, mentre pedalava in bicicletta verso la baia. Giunta nel viottolo che conduceva alla spiaggia la bici cominciò a sobbalzare sulla strada sconnessa e le spighe di grano ormai alte le pungevano i polpacci. Arrivata sull'altura che precedeva la spiaggia libera, ancorò uno dei raggi alla rete che circondava una proprietà privata con un grosso catenaccio. Prese le cuffiette, lo smartphone e l'asciugamani dal cestino anteriore della bici e si avviò verso il mare. La spiaggia era semideserta. In lontananza all'altezza dell'altro varco stradale sul mare una tenda non molto ampia lasciava intravedere una mezza sagoma di donna, forse assopita. Sul lato opposto sempre molto distante, su di una sediolina da mare sotto un ombrellone, un uomo con cappello e occhiali era assorto nella lettura di un libro. Romina sistemò la sua asciugamani sulla sabbia si tolse i pantaloncini e la canottiera si aggiusto' il due pezzi a fiori e fece per sedersi, ma sobbalzó; sotto l'asciugamani un bicchiere monouso da cocktail le aveva graffiato il sedere. Girandoselo tra le mani ci guardava il mare attraverso, le onde spumeggiavano. Immaginò un brindisi, preludio di una notte d'amore sotto le stelle. Non poté fare a meno di pensare alla sua di notte, in spiaggia, dopo il falò, dopo le risa, i canti, la sangria, i giochi : telefono senza fili l'aveva fatta tanto ridere, Matteo trovava un doppio senso per ogni frase; "indovina il titolo di una canzone dalla sua melodia" l'aveva fatta cantare a squarciagola; e col gioco della bottiglia ci era scappato un bacio con Pietro che aveva creato un po' di malcontento, ma i lenti stretti stretti con Giulio mentre Giacomo suonava la chitarra, avevano risolto tutto. Le melodie mentre ballavano le sembravano a un tratto così melanconiche, e non si poteva guardar sú 'che le stelle assomigliavano a lacrime cadute dalla faccia triste della luna. Giulio l'indomani sarebbe partito e quella notte non poteva, non doveva finire. A mano a mano i ragazzi cominciarono a tornare a casa e Giulio e Romina rimasti soli fecero divenire i loro baci sempre più appassionati e nostalgici per qualcosa che loro già custodivano come un ricordo. Quando riaprirono gli occhi paghi dell'amore che si erano donati Giulio prese la bottiglia con cui avevano giocato e vi mise un suo braccialetto in pelle, intrecciato a quello in fettuccia di Romina, prese uno spartito che Giacomo aveva lasciato sulla spiaggia e vi scrisse alcune frasi sul retro, lo arrotolò e  spinse il messaggio nella bottiglia. Ci mise un tappo di sughero e dal bagnasciuga col suo braccio muscoloso da pallavolista quale era, la lanciò lontano in mare mentre teneva tra le altre dita della mano, le dita di Romina. - Cosa hai scritto? Chiese Romina - Te lo dirò l'anno prossimo quando ritornerò, te lo prometto - e la baciò a lungo mentre faceva giorno. Romina ora, seduta sulla sabbia guardava le onde, convinta di scorgere la bottiglia, 5 anni erano passati e lei non smetteva di sperare di vederla, si era convinta che la possibilità di avvistarla, tenerla tra le mani e leggere finalmente quel messaggio fosse altissima rispetto a quella che Giulio le dicesse cosa ci aveva scritto quella notte.

 
 
 

Laboratorio di scrittura maggio

Post n°707 pubblicato il 15 Giugno 2018 da kikkodirisobianco

 In che cosa consiste? Ciascuno di noi, scriverà un breve racconto seguendo delle piccole regole: 1⃣ Tema libero 2⃣ All' interno del racconto devono essere inserite ( obbligatoriamente) queste parole: 👉Una rosa rossa 👉io vivo nella speranza 👉 un' antica scatolina di legno 👉 sasso ritrovato in riva al mare 👉 una foto sbiadita 3⃣ Il racconto essendo breve deve essere composto da 4096 battute. Qualcuna di meno di si , di più no, essendo i caratteri permessi da telegram in un unico post 4⃣ Tutti i racconti possono essere firmati ( anche solo con un nickname) o in forma anonima Buon inizio a tutti 😉

 

L'antica scatolina di legno troneggiava sul comò. Luise si chiuse la porta dietro le spalle delicatamente e vi si avvicinò lentamente. Era a piedi nudi ma il vecchio pavimento di legno aveva scricchiolato ad ogni passo e il suo cuore si era fermato ad ogni scricchiolio. Ma nessuno aveva sentito e ora col cuore palpitante era dinanzi alla preziosa scatolina. L'afferrò e si diresse verso la porta, uscendo vide la rosa rossa che aveva regalato alla madre la domenica prima, erano arrivati il sabato antecedente alla festa della mamma e lei aveva faticato per trovare una scusa per andare a comprarle quel fiore da regalarle la domenica. Ma adesso non era il momento di indugiare oltre. Uscì dalla stanza e si diresse veloce verso le scale del soppalco dove la nonna non avrebbe potuto raggiungerla. Salì velocemente  e si andò a sedere sul davanzale interno della finestra per controllare la strada da dove la madre sarebbe tornata. Poggio' la scatolina sul grembo, le mani le tremavano. Il meccanismo per aprirla era inceppato. Il bottoncino sul davanti che faceva scattare la serratura si pigiava a vuoto. Nel tentativo di aprirla le scivolò dal grembo capovolgendosi. Lettere e numeri indistinguibili erano incise sotto la base. La scatola era di mogano intarsiata sui bordi e con uno stemma sul coperchio. - Luise! Luise!- La voce della nonna la chiamava dabasso. -Cosa c'è nonna? -Vieni ho bisogno di te! Luise nascose la scatola dentro un vecchio baule sotto una coperta  e scese. -devi andare un attimo al lido, Piero ha portato il tonno e ce ne darà un trancio per questa sera. Luise agitata, correva sul lungomare, doveva fare in fretta o la madre sarebbe tornata prima che lei avesse visto il contenuto della scatola, arrivata al lido Piero era sulla barca che armeggiava ancora col tonno e il trancio non era pronto, le salì la rabbia e prese il sasso ritrovato in riva al mare al mattino e lo scagliò tra le onde. -Quanto ci vuole? - È quasi fatto piccola, ecco qua, te lo metto in questo secchio, ma domattina fammelo trovare sull'uscio così potro' riprenderlo. -Si si grazie a presto. Corse veloce, più veloce che  potette nonostante il peso, nonostante il fiatone. Finalmente depose il secchio in cucina e poté salire sul soppalco, prese la scatola e ora impaziente cominciò ad armeggiarvi. Nulla, non si apriva, si sfiló allora una forcina dai capelli e la inseri' tra il coperchio e la scatola spingendo il bottoncino. Con uno scatto il coperchio di aprì, all' interno c'erano dei fogli ingialliti con una calligrafia sottile e fitta. Poi un laccetto d'argento con un cuore all'estremità. D'un tratto un rumore di gomme sul selciato. La madre era tornata e la nonna sull'uscio le parlava. Rovesciò velocemente il contenuto della scatola sul davanzale e corse al piano di sotto, aprí la porta e mise la scatola al suo posto, tornando lesta sul soppalco mentre la madre e la nonna parlavano in cucina. Riprese i fogli tra le mani. E mentre li apriva una foto sbiadita di suo padre cadde sul pavimento. La prese e se la portò alla bocca. Cominciò a leggere. Mia adorata ti scrivo questa mia  nel momento in cui l'angoscia ha preso il sopravvento e io non ho più la forza di lottare. Davanti a me vedo solo orrore e disgrazia e l'anima mia tutta è dilaniata tra voi e lei. Troppo mi manca e la sofferenza è atroce. Voi siete il mio bene più grande ma io ormai sono una larva umana che esempio darei alla nostra bambina? Cosa penserebbe di me crescendo? Che suo padre non l'ama abbastanza per essere sempre così triste? Ma come potrei spiegarle? Come potrei giustificarmi? Io! È tutta colpa mia io so che è impossibile ma io, io vivo nella speranza di rivederla ma questa speranza è nella morte non nella vita!!! Ah! se solo quel giorno fossi stato più attento la nostra amata bambina, la sua adorata sorella sarebbe ancora con noi. Io non posso più vivere con questo peso. Ti supplico perdonami. Perdonatemi! Nell'eternità tuo, Mario. -Luise è pronto vieni a cena? Luise alzo' la testa, le guance rosse rigate di lacrime e urlò forte: "Perché?!"

 
 
 

Sii felice.

Post n°706 pubblicato il 01 Aprile 2018 da kikkodirisobianco

Sii felice senza motivo, come un bambino Se sei felice per una ragione, sei nei guai, perché questa può esserti portata via in qualsiasi momento. La felicità non è un obiettivo, un traguardo, una persona, una cosa. La vera, autentica felicità è sempre dentro di te. Non permettere mai, a niente e nessuno di portarti via il sorriso. Dal web

 
 
 

Evasioni

Post n°705 pubblicato il 17 Marzo 2018 da kikkodirisobianco

Totalmente immersa nella lettura cerco di sfuggire a  questo tempo che inabissa giorni e  settimane una dopo l'altra senza sosta.

 
 
 
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