Creato da valerio74xx il 07/04/2009
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Il libro pił bello della mia vita

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..."Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore.
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..."E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa cosi' importante"...
..."Gli uomini hanno dimenticato questa verita'. Ma tu non la devi dimenticare...."

 

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Scetati valč!!!

Post n°7 pubblicato il 24 Aprile 2009 da valerio74xx

Ultimamente faccio troppo tardi la sera, anzi direi la notte.
Ieri sera, tanto per non cambiare, sono uscito con un amico che è venuto a Roma per qualche giorno. Gli dico: facciamo aperitivo così non si fa tardi; alla fine abbiamo fatto aperitivo, pranzo e cena, avevamo un pochino di fame eheh.

Il problema però non è questo, ma che quando torno a casa non riesco a dormire nonostante la stanchezza. E così sono diversi giorni che se non si fanno le 3 di notte non prendo sonno. La mattina la sveglia è implacabile, alle 7.30 suona sempre!!! Come diceva il mitico Eduardo: "La sera sei privo di andare a letto che subito si fanno le nove del giorno appresso".
Risultato: dopo una settimana così, oggi venerdì ore 12.50, mi si chiudono gli occhi.
Stasera tra l'altro avevo deciso di tornare a Napoli, ma la stanchezza è davvero troppa e poichè degli altri 3 dell'apocalisse uno c'ha da fa, l'altro è partito ieri, l'altro stamattina...mettermi in macchina da solo...mmm...non mi fido molto.

A sto punto non mi resta che fare finta di guardare il computer per qualche ora, rispondere al telefono con frasi standard pre-registrate del tipo "sì, sì",  "certo" e "sono d'accordo" e aspettare almeno le 5 per andare a dormire....oggi non prima delle 5 perchè sono entrato alle 10.30....mentre facevo le scale stamattina continuavo a ripetermi "non ce la puoi fare così".
Mi sorge un dubbio: e se mi chiama il mio capo e mi dice "sto pensando di licenziarti" e io: "SI' SI', CERTO, SONO D'ACCORDO!!!" ??? Aiutooooo

Non ce la posso fare!

 
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Tutto ha un prezzo...ma proprio tutto

Post n°6 pubblicato il 23 Aprile 2009 da valerio74xx

Qualche giorno fa sono andato a Cagliari a trovare amici. Il modo più comodo, ovviamente, è andarci in aereo.

Beh io ho scelto Ryanair se non altro perchè il prezzo del biglietto (89 euro) era molto inferiore a quello delle altre 2 compagnie (circa 150 euro in media). Ma Ryanair è proprio per chi vuole risparmiare ad ogni costo, rinunciando ad ogni cosa, proprio ogni cosa.

Se porti un bagaglio da imbarcare devi pagare 20 euro (a tratta, quindi 40) e per ognuno oltre il primo altri 20 euro; se fai il check-in in aeroporto ne paghi altri 40 a tratta (quindi 80)!!! e....udite udite, se sull'aereo devi andare in bagno...PAGHI!!! Eh già avete capito bene...paghi 1 euro se devi espletare una tua normale funzione fisiologica!!!

In pratica in aeroporto ho visto una scena di questo tipo:
una signora anziana al check-in:
-allora signora sono 120 euro
-ma scusi io ho già pagato il biglietto
-ma non ha fatto il check-in on-line e per questo lo paga qui in aeroporto e in più ha un bagaglio da trasportare
-no il mio bagaglio è piccolino non serve imbarcarlo
-e la borsa?
-quale??
-quella cha ha sotto al braccio
-intende la borsetta??? ma....insomma....è una borsetta da donna!!!
-signora la borsetta vale come bagaglio a mano a meno che non riesce a metterla nel trolley
-ma il trolley è già minuscolo di suo, non ci andrà mai
-bene allora sono 120 euro
-ma nel costo del biglietto non sono già incluse queste cose?
-no, è incluso un posto prenotato sull'aereo in partenza, tutto il resto è a pagamento
-ma così il biglietto in totale mi viene 210 euro, Alitalia ce l'aveva a 150!!!
-se lei fa il check-in online e va direttamente al gate, non porta con sè la borsetta o la mette nel trolley e il trolley misura 50x45x40 e non inserisce liquidi in contenitori di portata maggiore a 100 ml e per un massimo di 10....BLA BLA BLA.....beh il biglietto le costa solo 89 euro
-ma ha fatto tutto mio figlio
-beh chieda a suo figlio allora, buon volo...

E poi mi chiedo, ma se in aereo ci si sente male e si ha bisogno del bagno e magari in tasca non si hanno soldi, che si fa???
la si fa sul corridoio o vicino alle uscite di sicurezza, oppure ci si siede per terra al centro dell'aereo con un cartello al collo: "AIUTATEMI! HO...TANTO BISOGNO!!!"???

 
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"MA IO PER IL TERREMOTO NON DO NEMMENO UN EURO..." (di Giacomo Di Girolamo, redattore del Giornale di Sicilia)

Post n°5 pubblicato il 15 Aprile 2009 da valerio74xx

Oggi in ufficio ho ricevuto un'e-mail...la riporto così come mi è arrivata, senza commenti.

"MA IO PER IL TERREMOTO NON DO NEMMENO UN EURO..." (di Giacomo Di Girolamo, redattore del Giornale di Sicilia)
 
Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la mia suona come una bestemmia. E che di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede. Ma io ho deciso. Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda.

Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta del premier. Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le dirette no - stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera. Non do un euro. E credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa fare.

Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo stereotipo dell'italiano generoso, del popolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non voglio che si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da pretesto. Siamo ancora lì, fermi sull'orlo del pozzo di Alfredino, a vedere come va a finire, stringendoci l'uno con l'altro. Soffriamo (e offriamo) una compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un centimetro.

Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I pozzi coperti. Le responsabilità accertate. I danni riparati in poco tempo. Non do una lira, perché pago già le tasse. E sono tante. E in queste tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni volta la Protezione Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti eccellenti evasori che attraversano l'economia del nostro Paese.
E nelle mie tasse c'è previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi. Con le mie tasse pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma proprio nulla, che non sia passerella.

C'è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare i posti terremotati. In un viaggio pagato - come tutti gli altri - da noi contribuenti. Ma a fare cosa? Ce n'era proprio bisogno?
Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha parlato di "new town" e io ho pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo: "new town". Dove l'ha preso? Dove l'ha letto? Da quanto tempo l'aveva in mente?

Il tempo del dolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto deve essere masticato, riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come nasce "new town". E' un brand. Come la gomma del ponte.

Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani, nei posti del terremoto. Il Presidente del Senato dice che "in questo momento serve l'unità di tutta la politica". Evviva. Ma io non sto con voi, perché io non sono come voi, io lavoro, non campo di politica, alle spalle della comunità. E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilità su quello che è successo, perché governate con diverse forme - da generazioni - gli italiani e il suolo che calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete per una solidarietà che copra le amnesie di una giustizia che non c'è.

Io non lo do, l'euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni, prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. E allora perché io devo uscire questo euro? Per compensare cosa? A proposito. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono eccome quel terremoto. E diedero un po' dei loro risparmi alle popolazioni terremotate.

Poi ci fu l'Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico versamento su conto corrente postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti come è andata. Dopo l'Irpinia ci fu l'Umbria, e San Giuliano, e di fronte lo strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente.

Ma ora basta. A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima?
Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro: comprando un giornale scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L'Aquila in realtà era un albergo, che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico, nonostante non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo.

Ecco, nella nostra città, Marsala, c'è una scuola, la più popolosa, l'Istituto Tecnico Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che è un albergo trasformato in scuola. Nessun criterio di sicurezza rispettato, un edificio di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha speso quasi 7 milioni di euro d'affitto fino ad ora, per quella scuola, dove - per dirne una - nella palestra lo scorso Ottobre è caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo scirocco! C'è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo inventare?) il controsoffitto in amianto.

Ecco, in quei milioni di euro c'è, annegato, con gli altri, anche l'euro della mia vergogna per una classe politica che non sa decidere nulla, se non come arricchirsi senza ritegno e fare arricchire per tornaconto.
Stavo per digitarlo, l'sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno sottolineato gli eccezionali ascolti del giorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo pago io, con il canone, ho capito che già era qualcosa se non chiedevo il rimborso del canone per quella bestialità che avevano detto.

Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi. E siccome so già che così non sarà, penso anche che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l'alibi per non parlare d'altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta all'opposizione) perché c'è il terremoto. Come l'11 Settembre, il terremoto e l'Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto.

Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi dei politici per un anno, o quelli dei super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta sempre più rabbia.

Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio sdegno. Perché rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di italiano di avere una casa sicura. E mi nasce un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire "in Giappone non sarebbe successo", come se i giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know - how del Sol Levante fosse solo un' esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria fresco di laurea sa come si fanno le costruzioni. Glielo fanno dimenticare all'atto pratico.

E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel frastuono della televisione non c'è neanche un poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia.
Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello che penso.
Come la natura quando muove la terra, d'altronde.


Giacomo Di Girolamo

 
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Complimenti al TG1

Post n°4 pubblicato il 09 Aprile 2009 da valerio74xx

Grande TG1, oltre un minuto a parlare di quanti ascolti hanno fatto sulla pelle dei morti e dei disperati; perchè non facciamo anche un reality in diretta da L'Aquila?

Vergognatevi!!!!!

 
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Terremoto

Post n°3 pubblicato il 07 Aprile 2009 da valerio74xx

Terremoto

E purtroppo dopo diversi anni è tornato nuovamente il terremoto. Io ne ho vissuto direttamente uno: il più forte e catastrofico avvenuto in italia negli ultimi 50 anni o più. Irpinia, 1980. All'epoca vivevo a Napoli ed avevo solo 6 anni ma lo ricordo ancora come se fosse ieri. La scossa fu fortissima e dalla strada potevo vedere i palazzi che dondolavano avanti e indietro. Quel terremoto provocò in campania, basilicata e puglia oltre 2.700 morti, 8.000 feriti, più di 70 comuni scomparsi e oltre 250mila persone restarono senza casa. Sono numeri impressionanti. Tutto accadde in 60 secondi esatti.

La ricostruzione fu uno dei principali esempi di corruzione, nonchè di sciacallaggio, della politica locale. Danni gonfiati, fondi dirottati a comuni non coinvolti nella tragedia, baracche trasformate in ville di lusso e ovviamente, com'è costume in Italia, regali e controregali ai controllori dello Stato, cioè quelli che avrebbero dovuto garantire il corretto andamento del processo di ricostruzione. Gente senza scrupoli, malavitosi e politici collusi si sono arricchiti alle spalle della povera gente che ha perso tutto in quella tragedia e non ha mai ricevuto aiuti. Inchieste e controinchieste si sono succedute negli anni ma il risultato è che ancora oggi, in alcuni comuni, la ricostruzione risulta incompleta...sono passati quasi 29 anni!!!

Più recentemente un altro esempio del genere è accaduto in Umbria e nelle Marche nel 97 dove la ricostruzione e i fondi che erano stati promessi sono parzialmente spariti. Alcune famiglie hano vissuto per anni nei container senza servizi e senza aiuti.

Tutto ciò mi porta a 2 considerazioni:

1) ogni volta che c'è un terremoto tutta la popolazione italiana si commuove; tg e giornali non parlano di altro che di quello; i politici si riempiono la bocca di parole e intanto non perdono occasione per andare in tv e fare campagna elettorale; Vespa e Mentana (o chi per lui) giocano con i loro plastici e le loro statistiche e per qualche settimana i riflettori restano accesi sui luoghi del disastro e sulla sofferenza della gente. Poi, quando la notizia ormai è "vecchia", si passa ad altro e...chi s'è visto, s'è visto. Le persone restano da sole con la loro disgrazia e il loro dolore e da sole dovranno affrontare il dramma di non avere più una casa, un posto dove andare e nei casi più sfortunati di non avere più accanto a sè le persone care. Accadrà anche stavolta.

2) numerosi geologi e studiosi del settore dicono che siamo fortunati!!! (non sto scherzando); l'Italia si trova su una faglia che non può provocare terremoti più gravi del 7° grado Richter, e le leggi vigenti in Italia sui criteri di costruzione antisismica garantiscono che con queste scosse non ci possono essere crolli a nessun edificio; beh peccato che in Italia le leggi non si seguono, non vengono fatte seguire, non si operano controlli e anzi si promuovono i condoni che così stiamo tutti più tranquilli....fino al prossimo terremoto.

 
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