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Leggende dello Sport - Zico


Secondo appuntamento con le leggende dello sport, non si cambia il periodo che più o meno è sempre quello di Larry Bird ma cambia decisamente lo sport.Arthur Antunes Coimbra, universalmente conosciuto come Zico, è stato uno dei più grandi giocatori di calcio nella storia, ha avuto una carriera lunga 23 anni che ha diviso tra Brasile, Italia e Giappone, cosa che gli ha dato il soprannome di giocatre dei tre continenti. Iniziò la sua carriera nella sua squadra del cuore, il Flamengo, all'età di 18 anni ma era di proprietà del club già da quando ne aveva 14. Fu un giocatore non dotatissimo fisicamente, aveva una muscolatura piuttosto fragile e dovette fare parecchi sacrifici in giovane età per potenziare i muscoli delle gambe e per crescere in altezza e di peso. Ricevette il nr. 10 e subito fu accostato al mito Pelè, che stava terminando la carriera, e questo fu un accostamento che lo danneggiò parecchio ma alla fine riuscì a trovare una sua dimensione calcistica a mio modo di vedere (e non solo mia credo!!!) totalmente differente da O Rei...Con il Flamengo giocò per ben 12 anni vincendo tutto: campionati brasiliani, coppa Libertadores e Coppa Intercontinentale e a livello personale ben 3 Palloni d'oro sudamericani (1977, 1981, 1982).Fece parte di una delle nazionali
brasiliane più forte della storia (a detta di molti la più forte) insieme a Falcao, Junior, Cerezo, Socrates e tanti altri, che partecipò al mondiale vinto poi dall'Italia nel 1982 in Spagna. La Seleçao inizio con il botto passando il turno agilmente e "El Galinho", così era soprannominato Zico, ne fu il trascinatore insieme a Falcao. Nel secondo girone valido per l'entrata nelle semifinali incontro nel girone di ferro Argentina e Italia. Con la prima il brasile si impose per 3-1 e proprio Zico iniziò le danze ma con l'Italia sappiamo tutti come andò a finire. Si svegliò Pablito Rossi che con 3 gol fece finire le speranze del Brasile di conquistare la coppa, la partita finì 3-2 e Zico fece siglare a Socrates il gol del momentaneo 1-1 con un passaggio filtrante da pelle d'oca. Ritornato in patria vinse un altro campionato con il Flamenco e poi decise di cambiare aria per mettersi ancora di più alla prova. Scelse come sua nuova casa proprio l'Italia che gli aveva dato la più grande delusione della carriera e dopo una trattativa difficile arrivò all'Udinese (come se adesso Ronaldinho andasse a giocare nel Catania). Con il suo arrivo la squadra friulana migliorò parecchio le sue prestazioni e si tolse grandi soddisfazioni come battere la Roma campione d'Italia ma anche a colpa di un infortunio del suo fenomeno non riuscì ad entrare in Europa, ma Zico arrivò secondo nella classifica cannonieri dietro a Platini. Nella stagione successiva gli infortuni e il cambio di giocatori indebolì la squadra e i problemi muscolari gli pregiudicarono tutto l'anno tanto che a Marzo dell'85 rescisse il contratto (anche a causa di problemi legali per evasione fiscale che successivamente vennero ritirati) e lasciò Udine e l'Italia.A noi sono rimasti tanti gol straordinari che hanno allietato insieme a quelli di altri grandi campioni le domeniche di quei due anni... Le sue punizioni, dette a foglia morta assassina, sono rimaste negli occhi dei tifosi friulani e negli incubi di tanti portieri.Dopo l'esperienza italiana tornò al Flamenco per tornare a vincere campionati e dopo lo sfortunato mondiale del 1986 ,a cui arrivò per il rotto della cuffia a causa di un infortunio al ginocchio, decise di dare l'addio alla nazionale nel 1989 proprio a Udine per riabbracciare i tifosi che tanto l'avevano amato nella sua pur breve avventura italiana... Nel 1991 decise di cimentarsi nel calcio giapponese, che aveva bisogno di un grande campione prendere coraggio e diventare a tutti gli effetti professionista. In 3 anni diede un grande apporto a questo popolo nel migliorare la qualità del gioco e facendo appassionare innumerevoli tifosi. Terminata la sua carriera nel 1994 ha aperto un scuola calcio con il suo nome in Brasile e ha intrapreso la carriera di allenatore, prima con la sua ex squadra in Giappone, i Kashima Antlers nel 1999 e poi è diventato CT del Giappone dal 2002 al 2006 vincendo Coppa d'Asia e qualificandosi per il Mondiale 2006 usciendo però nel girone eliminatorio con un solo punto. Attualmente allena la squadra turca del Fenerbahçe.In definitiva Zico ha contribuito a rendere il calcio uno sport più bello grazie ai suoi numeri funambolici, ai suoi passaggi smarcanti, ai suoi bolidi di destro e alle sue velenose punizioni. E' stato un campione silenzioso come la sua Udinese ma anche capace di alzare la voce quando Maradona fece un gol di mano proprio in campionato e a causa delle sue dichiarazione prese 6 giornate di squalifica. Rimane penso il più grande giocatore brasiliano dopo Pelè, ma probabilmente solo perchè O Rei ha vinto 3 mondiali, ma credo che Zico sia riuscito in quello che il suo connazionale non ha nemmeno tentato, l'esperienza in Europa e i risultati e le statische danno ragione al Galinho.A chi vuole saperne di più mi permetto di segnalare i DVD della Gazzetta dello Sport "I Miti del Calcio" e Wikipedia.Questa volta non vi lascio nessun video ma presto aprirò un altro box proprio per i video sportivi e il primo sarà lui... Buona notte a tutti e a presto...