Ormai mi è chiaro, se non vado a Riccione anche per un piccolo periodio non mi sembra estate... e quest'anno che l'ho frequentata poco, anzi l'ho proprio trascurata, mi sembrava di aver lasciato qualcosa in sospeso, così alla fine, ho ceduto al richiamo di quella strana aria che si respira solo là.Sono dovuta andare in quelle spiagge... quella delle "Sciure" milanesi che vanno al mare avvizzite come prugne secche e con tutta l'orificeria addosso, quella delle casalinghe opulente della riviera romagnola che sfidano la salsedine con le loro acconciature quella dove i bagnini (Enrico Spiaggia 61) fanno le previsioni del tempo alla radio.... Questa è la mia Riccione di questa strana e malinconica estate: Una mattina, mentre parcheggiavo la macchina vicino al mare, il mio occhio è caduto su una monovolume nel parcheggio dietro al mio... un ragazzo con la testa rasata armeggiava intorno agli sportelli ho pensato... "il solito padre alle prese con il trasloco macchina-spiaggia delle cose dei bimbi..." invece no... ABITAVA LI'!!!! Non scherzo... dietro la prima fila di sedili c'era un materasso matrimoniale e appeso ad una gruccia un abito scuro elegante...Attila... fa il bagnino è imponente, rassicurante malgrado il nome, non è di molte parole... Attila scruta l'aria annoiato e taciturno... a vederlo steso vicino ai pedalò diresti che è un pigrone e che per nulla al mondo riuscirebbe a smuovere quelal massa enorme che è, ma... al minimo cenno scatta, abbaiando e corre al soccorso del bagnante in difficoltà...Stava là sulla panchina... da sola... pareva aspettasse qualcuno: chiusa, la copertina grigia di pelle leggermente martellata, la scritta dorata in basso a destra... 1996. Non era caduta, non era rovinata... non sembrava nemmeno dimenticata. Era leggermente rigonfia, come succede quando un'agenda la usi e la riusi scrivendo tanto e includendo fra le pagine ricordi, biglietti, emozioni. Sono rimasta molti secondi a fissarla... incerta poi mi sono mossa, non l'ho persa mai di vista finchè ho potuto mentre aprivo il lucchetto alla bici, la inforcavo e pedalavo via...