Creato da lamiapelle il 01/03/2006

LA MIA PELLE

disegni di segni - uno sguardo profondo e sincero verso la vita

 

Sciacalli

Post n°939 pubblicato il 20 Aprile 2020 da lamiapelle

 

Anziani messi con i malati di Covid". La denuncia nelle rsa del Lazio

 

Poche mascherine e tamponi in ritardo. La strage nelle rsa del Lazio: "Nessuno parla perché è una regione del Pd"

 

Un massacro silenzioso, che sta spazzando via un’intera generazione. È nelle case di riposo che il virus si diffonde di più. E così quelli che dovevano essere luoghi sicuri per migliaia di anziani si sono trasformati in gironi infernali. Secondo i dati dell'osservatorio dell'Iss sulle Rsa, dal primo febbraio al 14 aprile, nelle residenze per anziani e case di riposo italiane sono morte 6773 persone.

 

In cima alla triste classifica ci sono Lombardia, Veneto e Piemonte.

Ma il Lazio non fa eccezione. Gli anziani positivi al Covid o con sintomi influenzali deceduti nello stesso lasso di tempo sono 147. E i focolai nelle case di riposo si moltiplicano di giorno in giorno. L’ultimo comune ad essere blindato, nella giornata di sabato, è stato quello diCampagnano. Nel centro di riabilitazione Santa Maria del Prato, su 105 ricoverati quasi la metà sono risultati positivi al coronavirus. Tra gli infettati ci sono anche 28 operatori, su un totale di 61 unità. Numeri che potrebbero crescere ulteriormente nelle prossime ore, visto che la struttura si trova accanto a case e palazzi. In totale, nelle case di riposo del Lazio si stima che possano essere state colpite dal virus da 450 a 500 persone.


A fare da apripista sono state la Rsa Madonna del Rosario, di Civitavecchia, e la casa di cura San Raffaele di Cassino. Poi è stata la volta della casa di riposo Giovanni XIII di via di Vallerano, a Roma, e delle Rsa di Veroli, nel Frusinate, e Nerola, in provincia di Roma. In questo comune di neppure duemila abitanti a nord della Capitale il 25 marzo scorso è arrivato l’esercito. Il 22 dello stesso mese nella casa di riposo Santissima Maria Immacolata era stato scoperto il primo paziente positivo. Nel giro di qualche giorno i contagiati diventano 72 e tra gli ospiti positivi, poi trasferiti alla Nomentana Hospital di Fonte Nuova, ci saranno almeno quattro decessi.

 

Sabina Granieri, sindaco di Nerola al suo terzo mandato, guarda indietro a quei venti giorni di isolamento: "Neppure quando siamo stati dichiarati zona rossa qui sono arrivate le mascherine". "Ce n’erano pochissime e non adatte, e anche ora che l’emergenza è passata abbiamo dovuto acquistarle di tasca nostra", ci racconta la prima cittadina. Anche l’osservatorio dell’Iss sulle Rsa classifica la mancanza di dispositivi individuali di protezione come la principale difficoltà da affrontare nel corso dell’epidemia che ha colpito il nostro Paese. "L’assenza di Dpi che si è registrata nella fase iniziale dell'emergenza ha aiutato non poco queste strutture a diventare veri e propri lazzaretti", denuncia Chiara Colosimo, consigliere regionale di Fratelli d’Italia. "Ci sarebbero volute molte più mascherine – osserva - possibilmente certificate".

A far discutere è anche la decisione presa a fine marzo dalla Regione Lazio di "accogliere pazienti Covid positivi che non necessitano di ricovero in ambiente ospedaliero" nelleresidenze per anziani del territorio. "È quello che è accaduto alla Nomentana Hospital, la Rsa che aveva già 22 ospiti positivi dove sono stati trasferiti anche i 49 anziani contagiati a Nerola", spiega un altro consigliere di Fratelli d’Italia, Giancarlo Righini. "In generale – ci dice – si tratta di una decisione folle e non priva di rischi". "Infatti – aggiunge - nei giorni successivi al trasferimento si sono infettati altri pazienti, oltre a 29 operatori". "In questo caso però – prosegue Righini - nessuno ha battuto ciglio perché non siamo in Lombardia ma nella regione governata dal leader del Pd".

Dall'assessorato alla Salute del Lazio però sottolineano di aver agito sotto la supervisione del Seresmi-Istituto Spallanzani e di aver creato Rsa Covid proprio per evitare "promiscuità ed ospitare solo pazienti positivi che non necessitano di cure ospedaliere". "Ma in strutture come la Nomentana Hospital, ad esempio, dove il nucleo Covid è distribuito su un piano dell'edificio - si domanda polemico Righini- come si può garantire l'isolamento totale del reparto?".

 

https://www.ilgiornale.it/news/roma/poche-mascherine-e-tamponi-ritardo-boom-contagi-nelle-rsa-1855941.html

 

100 morti anche nelle Rsa delle Marche, 600 strutture in Italia coinvolte,  malasanità  a Palermo, che si è rifiutata di ricoverare un concittadino tornato dal nord con Covid senza avergli fatto tampone, ma con febbre alta da giorni e poi deceduti, tutte regioni che pur non essendo nella drammatica emergenza Lombarda, non hanno fatto il necessario per proteggere gli anziani. È ignobile chiedere il commissariamento della Lombardia quando non ha ancora contato i suoi morti. La Lombardia fa gola, ma chi approfitta nel momento di debolezza per impossessarsi della ghiotta preda, si chiama sciacallo!

 

 


 
 
 

Rinunciate ai soldi della Lombardia?

Post n°938 pubblicato il 10 Aprile 2020 da lamiapelle
Foto di lamiapelle

 

La Lombardia fa schifo. Quindi rinunciate ai suoi soldi?

 

Ho un’idea risolutiva per quelli che la Lombardia è la sentina di ogni vizio (compreso quello di lavorare), una cancrena di malaffare da snidare a suon di inchiestone mediatiche e giudiziarie (da sempre due facce della stessa medaglia, nel circo italico), un mostro di inefficienza che manda a morte gli sventurati che cadono sotto la sua giurisdizione.

Avete ragione, la Lombardia è la sacca di arretratezza dentro una nazione viceversa prospera, produttiva, all’avanguardia. Dunque, fatene a meno. Non andateci (tantopiù nei suoi ospedali da Terzo Mondo, dove inspiegabilmente l’anno scorso 165mila pazzi sono venuti a farsi curare da altre, più evolute lande d’Italia), non seguite il Salone del Mobile o la Settimana della Moda (ché a trainare lo stivale ci pensa il reddito di cittadinanza), non cercate fortuna a Milano dal paesello, ci penseranno Giuseppi e il fido Casalino a rendere ricco il paesello.

Soprattutto, ma so che lo farete, perché voi indignados anti-polenta siete coerenti con voi stessi, non accettate i soldi della Lombardia. Sporchi, edificati su un sistema inefficiente, frutto di subdoli giri tangentari ciellin-leghisti. Voi puri di cuore e di portafogli, voi che avete la fortuna di non vivere in un postaccio che annovera scalcinati presidi sanitari come il San Raffaele o il Policlinico, da oggi rinuncerete senz’altro a quei demoniaci 54 miliardi di euro l’anno. Tale è il residuo fiscale di questa regione sotto-sviluppata, ovvero i quattrini che ogni anno essa regala allo Stato centrale, esempio di virtuosità e di parsimonia, per mantenere altri e più fortunati territori.

Pensate, non esiste un esempio analogo nel mondo, non esiste “contributo territoriale” (leggasi rapina) che neanche vagamenente si avvicina a quello che la ridente Italia drena ogni anno dalle arterie produttive della scalcagnata Lombardia (per fare due esempi, la Catalogna ha un residuo di circa 11 miliardi nei confronti di Madrid, la Baviera di 3 verso Berlino). Un fiume di soldi generato dalla storica mafia bresciana e bergamasca, da cui a Roma si sono sempre abbeverati volentieri, per alimentare le proprie clientele, pagare i propri burocrati di Stato (sì, magistrati compresi), distribuire fondi ai giornali sempre e comunque filogovernativi (sì, anche molti di quelli che oggi guidano la crociata contro la corruzione lombarda), pagare le proprie consulenze (sì, anche quelli a certi scienziati che oggi invocano contro la Lombardia la statalizzazione integrale della sanità).

Ma oggi, nell’era dell’efficientissimo governo giallorosso, un caso di scuola per tutto il mondo su come (non) gestire la pandemia, degli equilibratissimi Giornale Unico e Talk Show Unico che gli fanno da zelante grancassa, di tutta questa compagnia del buon governo e del buon giornalismo che ha finalmente scoperchiato il problema, la palla al piede dell’Italia, ovvero la Regione Lombardia, assisteremo certamente a un atto minimo di onestà intellettuale, di pulizia pubblica e civile. La rinuncia a quei 54 miliardi sporchi, infetti, banditeschi. Ci credete anche voi, vero?

 

Giovanni Sallusti, 10 aprile 2020

 

https://www.nicolaporro.it/la-lombardia-fa-schifo-quindi-rinunciate-ai-suoi-soldi/

 

 
 
 

rendiconto Lombardia Covid

Post n°937 pubblicato il 10 Aprile 2020 da lamiapelle

 

Coronavirus, rimborsi fondi, Caparini: le Regioni hanno sempre rendicontato al centesimo

8 aprile 2020

 

https://www.lombardianotizie.online/coronavirus-rendicontazioni/

 

 

“Questo Governo, come ormai di prassi, lancia il sasso e tira indietro la mano, ci hanno provato ma gli è andata male. Le spese per l’emergenza coronavirus sono dovute e le rendicontazioni le Regioni le hanno sempre fatte, al centesimo”. Lo ha detto l’assessore al Bilancio, Finanza e Semplificazione di Regione LombardiaDavide Caparini.

Regioni si devono arrangiare

“Resta il fatto – ha aggiunto – che il Governo ci ha detto che dal 6 aprile le regioni si devono arrangiare“.

 

 


 

La Stato-Regioni per Boccia

“Dopodiché – ha continuato Caparini – registro che dopo sette mesi il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, non ha ancora capito che la conferenza Stato-Regioni è una sede istituzionale e non una tribuna politica”.

 

 


Sito della Protezone civile nazionale

“Per inciso, il sito della Protezione civile nazionale – ha concluso Caparini – è un esempio da non seguire visto che dà i numeri del lotto”.

Gli esempi

Alcuni esempi dal sito della Protezione civile nazionale di rendicontazioni sul coronavirus:

– KIT ACCESSO VASCOLARE

sabato 4 aprile 86.716

domenica 5 aprile 78.010

– MODULO ISOLAMENTO

sabato 4 aprile 100

domenica 5 aprile 0

(Non più inseriti)

– VENTILATORI POLMONARI SUBINTENSIVA

sabato 4 aprile 581

domenica 5 aprile 570

– CASCHI NIV

domenica 5 aprile 1.024

martedì 7 aprile 598

– ECOTOMOGRAFI PORTATILI

sabato 4 aprile 2.047

martedì 7 aprile 155

– OCCHIALI PROTETTIVI E A MASCHERA

venerdì 3 aprile 194.549

sabato 4 aprile 68.549

– KIT DIAGNOSTICI PER CORONAVIRUS

lunedi 6 aprile 5.480

martedì 7 aprile 2.200

– POMPA SIRINGA

lunedì 6 aprile 1.459

martedì 7 aprile 956

– TUBI ENDOTRACHEALI

lunedì 6 aprile 189.372

martedì 7 aprile 84.716

 

 

 
 
 

insana sanitÓ

Post n°936 pubblicato il 03 Aprile 2020 da lamiapelle
Foto di lamiapelle

 

Dati del 2 Aprile 2020

Dati sottostimati nonostante i nostri medici, infermieri, operatori, volontari ecc.. stiano facendo miracoli,  in Lombardia a causa dell'elevato numero degli ammalati, molte persone soffrono e muoiono in casa, molte altre muoiono negli ospizi senza aver potuto ricevere cure e senza aver fatto il tampone. Persone che hanno perso con la vita anche l'identità.


Contagi

Italia 83.000

Lombardia 46.065  (*)

Deceduti

Italia 13.915 

Lombardia 7.960  (*)

Ricoverati 

Italia 27.795

Lombardia 11.815  (*)

Terapia intensiva 

Italia 4.053 Italia

Lombardia 1.351  (*)

Isolamento domiciliare Italia 50.456

Lombardia 12.763 (*)


(*) dati riferiti principalmente alle 3 città/province di Milano Bergamo Brescia 

 

Articolo di Paolo Barnard sui tagli alla sanità 

 

https://www.fronteampio.it/il-video-choc-di-paolo-barnard-ecco-come-sono-ridotti-gli-ospedali/

 

https://youtu.be/4tN0-KgbvLg

 

Ecco la situazione reale di molti ospedali italiani. Scenari di guerra.

 

https://www.byoblu.com/2020/04/01/ecco-la-situazione-reale-di-molti-ospedali-italiani-scenari-di-guerra/

 

Per chi ancora non lo sa, i tagli alla sanità sono stati fatti dai governi di sinistra che per anni e anni hanno governato senza mai essere stati votati dagli italiani.  Quanti morti ancora sulla coscienza?

 

Coronavirus, Fontana: "Dal governo solo briciole"

Già questa mattina il governatore Fontana aveva attaccato: "E' passato ormai quasi un mese e mezzo dall'inizio dell'epidemia e sostanzialmente da Roma stiamo ricevendo delle briciole. Se noi non ci fossimo dati da fare autonomamente, avremmo chiuso gli ospedali dopo due giorni". A Radio Padania aveva poi aggiunto: "Il numero di mascherine che ci arrivavano dalla Protezione Civile non ci avrebbe consentito di aprire gli ospedali. E' una vergogna questa, non ci è arrivata se non una piccola parte di ciò che avevamo richiesto. "Noi ce la siamo cavata con i nostri mezzi, senza alcun tipo di aiuto se non in minima parte" ha detto Fontana, spiegando che la Regione come sanità ha "una competenza concorrente ma che si riferisce alla gestione ordinaria. Tanto è vero che non abbiamo neppure fondi per la gestione straordinaria". Quindi all'inizio dell'emergenza "non abbiamo potuto fare altro che aspettare che da Roma arrivassero istruzioni, risorse e materiali, che stiamo ancora aspettando", ha concluso.

Coronavirus, la risposta di Fontana ai sindaci

In serata, dopo aver annunciato una risposta "scientifica" alle accuse dei sindaci di centrosinistra, arrivano 19 pagine di lettera. "Le Regioni non dispongono della competenza per far fronte alle emergenze sanitarie, il cui presidio è di livello nazionale, e delle conseguenti risorse a bilancio": il presidente della Lombardia Attilio Fontana lo ha scritto all'Anci e ai sindaci della Lombardia per rispondere alle critiche e alle domande degli ultimi giorni, incluse quelle sugli approvvigionamenti di mascherine. "Gli approvvigionamenti garantiti dal Dipartimento Nazionale della Protezione Civile si sono da subito rivelati insufficienti, soprattutto nel momento iniziale di massima necessità" ha sottolineato ribadendo che per personale ospedaliero e sociosanitario servono 900 mila mascherine al giorno e ricordando i "ritardi nella consegna dei lotti Consip relativi agli indispensabili ventilatori". In questa situazione "Regione Lombardia si è mossa prontamente" anche grazie ai 70 milioni di donazione ricevuti. E ancora: "Una volta accertato che anche le zone di Alzano Lombardo e Nembro", nel Bergamasco, "si configuravano come cluster, abbiamo chiesto invano al Governo l'istituzione di nuove Zone Rosse comprendenti quei Comuni", aggiungendo che per il Lodigiano era stata chiesta una zona rossa di 17 Comuni, quindi più ampia di quella con 10 Comuni che è stata istituita. "Lo sviluppo dell'infezione e la sua rapidissima diffusione in altri territori - scrive ancora Fontana - ha poi portato Regione Lombardia, prima fra tutte, a chiedere con forza al Governo già dalla fine di febbraio di rafforzare le misure restrittive in tutto il territorio regionale". Sui tamponi aggiunge: "Il protocollo clinico sanitario adottato da Regione Lombardia è quello trasmesso dal Ministero della Salute e redatto dal gruppo di lavoro permanente costituito in data 5 febbraio 2020 nell'ambito del Consiglio Superiore di Sanità. Le indicazioni, oggetto di circolare ministeriale del 22 febbraio 2020, prevedono di sottoporre al tampone rinofaringeo per la ricerca di Covid-19 solo i soggetti clinicamente sintomatici. "Regione Lombardia ha sempre applicato le indicazioni dall'Istituto Superiore di Sanità e, con oltre 120.000 tamponi eseguiti dall'inizio dell'emergenza, è la regione più attiva nell'effettuazioni di tale indagine".

 

 

Coronavirus, le richieste dei sindaci del centrosinistra alla Lombardia

"Noi sindaci rivolgiamo domande alla Regione Lombardia perché i nostri cittadini le rivolgono a noi e quindi lo dico ora, non è polemica ma il bene comune", ha detto ancora Sala. "Non voglio rischiare di essere polemico, ma io con gli altri sindaci vogliamo capire l'indirizzo che prenderemo insieme nel confrontarci con questo virus. In particolare le nostre richieste di chiarimento fanno riferimento a tre aspetti fondamentali: mascherine, tamponi, test sugli anticorpi". I test per scovare gli anticorpi del coronavirus "sono oggi già fatti in Veneto ed Emilia-Romagna, in Lombardia ancora no e vorrei sapere perché, per quanto tempo, se verranno fatti e con che modalità". E' la richiesta del sindaco di Milano. "Il punto che più mi sta a cuore sono questi test per gli anticorpi perché permettono di definire se una persona è stata colpita dal virus, magari inconsapevolmente e quindi per un certo periodo di tempo è immune".

 

https://milano.repubblica.it/cronaca

https://milano.repubblica.it/cronaca/2020/04/02/news/coronavirus_il_

sindaco_sala_alla_regione_vogliamo_risposte_su_mascherine_tamponi_

e_test_sugli_anticorpi_-252939505/

 

Mai come oggi sono orgogliosa di essere Lombarda

 

 

 

 
 
 

Lutto nazionale

Post n°935 pubblicato il 19 Marzo 2020 da lamiapelle
 
Foto di lamiapelle

 

ballate e cantate, trullallero. Ancora non immaginate che il grande dolore ha bisogno di comprensione

quasi sussurrata.

Pregate composti dai vostri balconi. Se non credete in Dio, state in silenzio e accostate la vostra anima a chi soffre.

Tutti insieme.

Probabilmente ce la faremo. Tutti insieme.

 

 

non perdetevi questo messaggio

https://youtu.be/AYvRhHsexsc

 
 
 

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Il Comunismo condannato per crimini contro l'umanità
Crimini comunisti: condanna dell'Assemblea parlamentare [25/01/2006]

Il 25 gennaio, l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa ha condannato fortemente le massicce violazioni dei diritti umani commesse dai regimi comunisti totalitari e ha reso omaggio alle vittime di questi crimini. L'Assemblea ha dichiarato in una risoluzione che queste violazioni comprendono omicidi di massa ed esecuzioni, decessi nei campi di concentramento, privazioni, deportazioni, torture, lavori forzati e altre forme di terrore fisico di massa.
In buona sostanza si è stabilita l'equazione:


COMUNISMO = NAZISMO

e io l'ho provato su lamiapelle

 




 

 

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