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Post N° 194

Post n°194 pubblicato il 17 Dicembre 2007 da languageisavirus001

Di giorno per guadagnarmi da vivere scrivevo robaccia per varie riviste porno, dalle lettere alla redazione  piene di fantasiose richieste sessuali di amletici teen agers, a brevi racconti che nessuno leggeva mai perchè facevano solo da cornice alle foto. Di sera invece, per non starmene tutto solo a prendere freddo nella mia stanza, andavo ad un corso per la gestione della collera che si teneva in una vecchia scuola di periferia.

Era lì che ci eravamo conosciuti, in un lungo corridoio poco illuminato davanti ad una macchina del caffè automatica. Lei frequentava un gruppo di lettura della Bibbia nell’aula proprio di fronte alla nostra, strana scelta veramente quella di mettere vicino dei timorati di Dio ad un manipolo di scoppiati.

Con le pupille ancora dilatate a furia delle pasticche di dexedrina ingollate prima di uscire di casa, avevo iniziato a parlarle come un forsennato, accennando alla mia redenzione puramente chimica, alle differenze tra l’orgasmo maschile e femminile, alla cultura moderna come sottoprodotto della mercificazione delle masse e quindi della nostra stessa vita, facendo rientrare il tutto in una non meglio precisata teoria cosmogonica.

Con le parole ci sapevo fare e lei a quanto capivo mi voleva vedere ancora. Iniziammo così a frequentarci dopo le nostre rispettive lezioni, discutendo, ascoltando musica a volume inaudito, bevendo e scopando fino allo sfinimento in camera mia sotto gli effetti di ogni tipo di sostanza psicotropa. Non male per una che sosteneva di aver frequentato solo rigide scuole cattoliche gestite da nazisuore e avuto un unico fidanzamento in vita sua, durato dodici anni e finito perché lui, neocatecumenale convinto, si era dileguato in circostanze mai chiarite, sparito nel nulla, così “zot”.

In dicembre, una mattina presto, mi chiamo’ per dirmi che voleva trasferirsi a casa mia, voleva festeggiare Natale con me e la sua famiglia, che pensava fossi l’uomo giusto per lei e credeva in me. Io avevo appena finito il corso sulla collera con una breve dissertazione sugli ovvi limiti dell’auto-apprendimento, applauditissimo da tutti i partecipanti, e sentii i benefici delle lunghe ore di lezione vanificarsi, sciogliersi come neve fresca al sole d’agosto.

Iniziai allora un truce monologo, dicendole che non credevo in niente e nessuno, tantomeno in Natale e a quello che andavano dicendo una manica di sbroccati vestiti di nero, rosso e bianco a seconda della gerarchia. Mano a mano che continuavo sentivo la mia voce alzarsi di tono sempre di più, assieme alla mia foga. Ad un certo punto mi sono intravisto nello specchio. Sbattevo la cornetta sul mobile al ritmo di una canzone doom metal urlando che non avevo tempo da perdere io, che stavo scrivendo il mio romanzo “Holyfood” (saga sci-fi ambientata nella Los Angeles del prossimo futuro dove un gruppo di sopravissuti ad un disastro ecologico di immani proporzioni combatteva strenuamente per il cibo divenuto ormai introvabile), che dovevo essere lasciato in pace, che non me ne fregava niente di lei e della sua fottutissima famiglia. L’avessi avuta per le mani penso ne avrei fatto scempio, con tre dita della mano sinistra formai una pistola e iniziai a sparare intorno a me, sul telefono, sullo specchio, sul letto, BANG BANG BANG BANG !

Potevo vedere l’energia che fluiva fuori da me, i miei pensieri che correvano impazziti in ogni direzione, sentivo una eco che non accennava a fermarsi, gli occhi schizzare fuori dalle orbite, mollai la pistola.

Poi, silenzio.

Silenzio e buio. Avevo sfasciato la cornetta e la lampada che adesso giacevano ai miei piedi.

Statisticamente parlando le possibilità di ri-incontrarci non erano particolarmente significative in una città come quella, attraverso le tapparelle vedevo l’asfalto della strada sottostante luccicare sotto la pioggia, mi sentivo puro.

 
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Commenti al Post:
L.a.v.i.n.i.a
L.a.v.i.n.i.a il 17/12/07 alle 18:54 via WEB
spero ti sia divertito al corso e che tu non abbia cacciato un soldo visti i risultati! c'avete la fissa del bang bang voi uomini, sarà che ve lo portate sempre in mezzo alle gambe.
(Rispondi)
 
 
languageisavirus001
languageisavirus001 il 19/12/07 alle 08:01 via WEB
non mischiamo bang bang con bang bang anche perchè uno dei due in genere fa meno male cara L.a.v.i.n.i.a :)
(Rispondi)
 
 
 
L.a.v.i.n.i.a
L.a.v.i.n.i.a il 19/12/07 alle 20:00 via WEB
rido. vero assai. ma che l'arma è da sempre associata al cazzo non puoi negarlo caro languageisavirusssssssss.
(Rispondi)
 
sammylele
sammylele il 18/12/07 alle 11:50 via WEB
non dirmi che solo l'unico che leggeva anche le storie sui giornali porno...
(Rispondi)
 
 
languageisavirus001
languageisavirus001 il 19/12/07 alle 08:02 via WEB
no, ti assicuro che me le leggevo anch'io e mi stupivo sempre della fantasia di codesti scrittori
(Rispondi)
 
Randle.P.McMurphy
Randle.P.McMurphy il 18/12/07 alle 18:46 via WEB
non c'è 'corso per la gestione della collera' che possa aiutarti a sopportare l'impatto invadente e rancido dei bambinigesù&corvaccineri... cenelucibaciauguriefantasmidifamiglieriunite... e canti e buoni propositi... tutti sti nauseanti cadaveri religiosi che s'infervorano con le loro cazzate banal-mitologiche... VI', ti sono vicino. se voui la notte del 24 ci possiamo trovare a far 'saltare' qualche cassetta delle offerte... beviamo gratis proprio come fanno sti mangiapaneaufovestiti di nerorossobianco... fammi sapere........ ;-)
(Rispondi)
 
 
languageisavirus001
languageisavirus001 il 19/12/07 alle 08:08 via WEB
Randle, sempre presente, dimmi dove e quando che facciamo un'irruzione come dico io e ci paghiamo da bere per tutte le vacanze natalizie !
(Rispondi)
 
Artemisia.Absinthium
Artemisia.Absinthium il 18/12/07 alle 21:49 via WEB
mi vesto sempre di nero. sposami, e divorziamo nel mutismo della più totale indifferenza.
(Rispondi)
 
 
languageisavirus001
languageisavirus001 il 19/12/07 alle 08:17 via WEB
vestiamoci di nero e sposiamoci in una notte senza luna. del nostro sacramento profano sarà testimone un corvo che volando sopra di noi ci benedirà con il suo canto osceno. subito dopo la sua dipartita concepiremo il nostro unico figlio (unico anche perchè poi hai detto che divorziamo).
(Rispondi)
 
 
 
Artemisia.Absinthium
Artemisia.Absinthium il 19/12/07 alle 15:47 via WEB
si fa presto a dire figlio. se quando divorziamo me lo molli, lo educherò benissimo. tiè.
(Rispondi)
 
Manfredi.E
Manfredi.E il 21/12/07 alle 12:35 via WEB
Bello l'incipit. Geniale il finale da solstizio d'inverno. Sviluppalo.
(Rispondi)
 
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