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Messaggi del 21/10/2012

 

SI PUO' RINASCERE SE SI ACCETTA DI VIVERE UNA RELAZIONE CON GESU'

Post n°592 pubblicato il 21 Ottobre 2012 da sebregon

22 OTTOBRE
XXIX SETTIMANA DEL T.O. - LUNEDÌ
BEATO GIOVANNI PAOLO II, PAPA (m) 


 

 

 

Ef 2, 1-10


 
Fratelli, voi eravate morti per le vostre colpe e i vostri peccati, nei quali un tempo viveste alla maniera di questo mondo, seguendo il principe delle potenze dell'aria, quello spirito che ora opera negli uomini ribelli. Nel numero di quei ribelli, del resto, siamo vissuti anche tutti noi, un tempo, con i desideri della nostra carne, seguendo le voglie della carne e i desideri cattivi; ed eravamo per natura meritevoli d'ira, come gli altri. Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati, da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo: per grazia infatti siete stati salvati. Con lui ci ha anche risuscitati e ci ha fatti sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù. Per questa grazia infatti siete salvi mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone che Dio ha predisposto perché noi le praticassimo. 

 

 

C’è tutto un mondo che crede d’essere giusto perché compie opere buone. E ben vengano i giusti e le loro opere! Tuttavia spesso gli uomini rimangono esposti ad un sottile venticello, quello del vanto, che li fa sentire superiori agli altri e, se uno è credente, a pensare che siano le sue opere che gli fanno guadagnare il regno dei cieli.

 

 

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Insomma sia il credente che il non-credente corrono il serio pericolo di inquadrare nel modo peggiore  le loro opere che a ben pensarci difficilmente potranno essere chiamate buone se portano dentro di sé il vizio che le ha generate e cioè il mettere in mostra la propria bravura.

 

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Ora Paolo invita i cristiani a considerare che la loro salvezza non avviene per le opere ma per un regalo fatto da Cristo Gesù. Questa verità mal si impatta con il nostro mondo di oggi dove il sentirsi o.k. viene fatto dipendere da una molteplicità di proposte il cui comune denominatore è la propria autorealizzazione e cioè il salvarsi da soli.

 

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E così ci si salva grazie al cibo e l’ossessiva ricerca del modo più salutare di mangiare oppure grazie all’offerta di metodi di salvezza personale che vanno dallo yoga alle pratiche più esoteriche che promettono di farci toccare il cielo con una mano e di risolvere tutti i nostri problemi esistenziali.

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Cos’è che non va in tutto ciò? Non il fatto che si possano esperire cose nuove o interessanti ma che da esse possa veramente provenire la vera pace e la nostra giusta collocazione nel mondo degli esseri. Per il cristiano la pace e tutto ciò che è veramente bello e buono viene donato da un rapporto con il Signore Gesù.

 

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E così tutto ciò che ci promette la salvezza senza questo riferimento non fa che allontanarci dalla vera salvezza sia in questo mondo che nell’altro. Ne deriva che le nostre energie dobbiamo applicarle a rendere viva la nostra relazione con Gesù. “ Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.” (Mt 5, 33).

 

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La verità è che siamo completamente sradicati da un mondo di certezze, e non solo quelle abitudinarie di un tempo per cui siamo fortunati d’essercene sbarazzati, ma anche di quelle che avevano come protagoniste figure di una santità cristiana diffusa anche a livello popolare e tutto ciò ha aperto la ricerca di strade di salvezza le più disparate e completamente prive di sicuri e contemplabili modelli. Ognuno fa da sé, ognuno crede di capire da sé il Dio a cui credere e così ci si impegola per anni in cammini sbagliati. Pensate !  il Signore ci ha amati, ci ha risuscitati dalle nostre miserie e tutto ciò per grazia: gratis. E se non bastasse, come dice Paolo, ci ha fatto sedere nei cieli in Cristo Gesù. Ciò significa che già qui in questo mondo potremo vivere il Suo cielo e vi pare poco?

 

La nostra vita e la Parola

 

Spirito del Signore, grazie per averci amato e per supplire continuamente a ciò che ci manca per metterci in relazione a te.

 

Gabriele Patmos

 
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