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Messaggi del 30/10/2012

 

AREARE LA VITA, ACCETTARE IL NUOVO, SAPERE CHE IL SIGNORE CI AMA E C'E' QUESTO E' VIVERE

Post n°596 pubblicato il 30 Ottobre 2012 da sebregon

XXX SETTIMANA DEL T.O. – MERCOLEDÌ


 
In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme. Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”. Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori. Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».


 

Noi umani abbiamo proprio bisogno che qualcosa o qualcuno ci svegli perché siamo portati  a chiudere progressivamente tutte le porte che ci porterebbero a respirare l’aria pulita e ricca di tutti gli umori ed i profumi della terra.

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Ma il bello è che noi crediamo di aprirle queste porte e crediamo pure di respirare l’aria giusta solo che se non ci fosse qualche fortunale a rompere i vetri spessi delle nostre finestre noi non potremmo mai capire che cosa c’è veramente all’esterno della nostra casa.

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Che dire allora che i guai che ci capitano sono provvidenziali? Ebbene bisogna confessare che qualche volta è proprio il negativo che ci fa fermare e  pensare  di non essere un pezzo d’ingranaggio di un mondo che attraverso noi porta avanti se stesso.

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Eppure non siamo così stupidi ed allora perché questa chiusura verso il nuovo che arriva e potrebbe cambiare veramente la nostra vita mille volte meglio di un pacco di Affari tuoi’ con i suoi 500.00 euro da portare a casa? La verità è che il nostro passato ci gioca dei brutti scherzi facendo cadere sul presente la sua polvere rassegnata  e triste.

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Non sempre per fortuna è così ma spesso succede e quando capita è come se andassimo in giro ciechi senza vedere veramente la realtà che ci chiama verso un mondo altro.  Si vive disattenti come servi costretti ad obbedire alle cose che esistono secondo le loro leggi anche se sono storte.

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Non si affronta il mondo in modo regale e cioè di chi governa e si prende cura di ciò che gli sta attorno. Anche noi diremo al Signore: “Ma come non hai visto come ci davamo da fare nel mondo? A quante riunioni abbiamo partecipato? A quanti poveri abbiamo dato qualcosa?” .

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E così via, ma il Signore ci dirà che non l’abbiamo fatto come degli invitati a nozze del grande Re ma come dei poveracci che devono tirarsi la giacchetta da tutte le parti per non fare cattiva figura. Di fronte al Re, e cioè di fronte alla Realtà che ci viene incontro, non possiamo essere dei pavidi ma persone che, essendo inserite nel Regno ed avendo tutti gli aiuti del Padre del Figlio e del Santo Spirito, possono permettersi grandi cose.

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Al cristiano la grandezza viene donata perché lui di suo avrebbe poca cosa da dare. Ed è così che egli partendo dal suo nulla cerca un aiuto aprendo tutte le finestre perché sa che della sua sola aria prima o poi morirebbe.

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In questo suo essere ‘ultimo’, come dice Gesù, egli è veramente grande ma lo è perché si vede con gli occhi giusti e cioè di uno che di fronte a questo misterioso ed infinito universo sa di finire presto ma anche d’essere preso sulle ali misericordiose ed abbraccianti del Risorto che lo eleva donandogli, non tanto la vita eterna cosa buona per carità, ma il godimento della sua presenza e la gioia di una vita assieme a tutti coloro che in Lui hanno amato.

 

La nostra vita e la Parola

 

Spirito del Signore, aiutaci a  prendere sempre più coscienza che oltre il muro di ciò che si vede ci sei Tu invisibile ma presente e che dunque ogni porta che chiudiamo è come sbarrarti la strada perché Tu non possa entrare nel nostro cuore.  

 

Gabriele Patmos

 
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