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MIELE E PEPERONCINO

 

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L'ISTINTO TROIESCO...

Post n°1488 pubblicato il 03 Gennaio 2010 da CUPIDOeAFRODITE
 

q
LA femmina

Il comportamento femminile, sin dagli albori della civiltà,

è stato oggetto di studi ed esami approfonditi i quali,

 tuttavia, nonostante il tempo e gli sforzi profusi

 nell'osservazione, non di rado si sono rivelati poco

 esaurienti. E' ormai assodato, infatti, come il fenomeno in

 questione non solo imponga un'analisi impegnativa ma,

 soprattutto, comporti oggettive difficoltà interpretative,

derivanti dalla scarsa linearità e dall'aperta

contraddittorietà tipiche della logica femminile.


Il presente saggio, nel perseguire il nobile intento di dare

un seppur modesto contributo alla trattazione di un tema

 così sentito, non si propone certo di fornire un'esposizione

 esaustiva e completa della fenomenologia femminile. Esso,

 infatti, si sofferma esclusivamente su un aspetto ben

 preciso, il quale, pur rappresentando un singolo elemento

 di un corpus pùi ampio ed articolato, acquista un valore

basilare, poichè può essere assunto quale asse portante su

cui il poliedrico e complesso carattere delle donne si fonda.

 Aspetto che, lungi dall'essere una mera teoria suscettibile

 di dimostrazione, costituisce una vera e propria certezza,

 dotata di quell'inalterabilità e quell'ineluttabilità che la

natura dona alle leggi fisiche.

La donna possiede una caratteristica naturale che la

contraddistingue in maniera univoca da qualunque altro

 essere vivente. Il fenomeno in oggetto noto con il nome di

 ISTINTO TROIESCO.

Tale espressione, forse rozza e volgare, ma proprio per

 questo dotata di indubbia efficacia descrittiva, merita

innanzi tutto una doverosa precisazione. Infatti, il significato

letterale della definizione, sebbene ad una prima e

superficiale analisi possa trarre in inganno, non intende per

 nulla affermare che la donna celi la tendenza a concedere i

 propri favori sessuali con disinvoltura: esso è qualcosa di

più complesso.


L'istinto troiesco si manifesta attraverso una serie di

 atteggiamenti che, sul piano strettamente pratico, si

 concretizzano in parole, gesti, ammiccamenti, moine,

 lusinghe, sfumature della voce, giochi di sguardi, modo di

 abbigliarsi e di proporsi

In altri termini, esso coinvolge tutte le possibilità

comunicative ed espressive della donna, utilizzando, seppur

 in maniera raffinata e accurata, gli strumenti della

sensualità e della seduzione.

..vedi quei tanti blog riempiti ad  arte di  culi tette

forme perfette, posizioni piu' che ammiccanti ,

risposte  costruite ad arte  per  la voglia di troieggiare 

 senza però arrivare  alla meta .... 

Il fine ultimo:

 attirare l'attenzione del maschio.

 
Tale comportamento particolarmente evidente ogni

 qualvolta la donna chiede o, comunque, vuole ottenere

 qualcosa. In tali frangenti, infatti, adopererà con dovizia e

precisione le sue arti ed ogni capacità personale al fine d

i far capitolare il malcapitato maschio: basta una voce

 modulata con dolcezza o un abbigliamento indossato nel

 modo appropriato per raggiungere la meta prefissata.

 
Atteggiamenti, questi ultimi, che emergono in maniera

 prepotente quando la donna corteggiata o, in ogni caso,

 oggetto delle attenzioni maschili. Poco importa che il

 maschio in questione le interessi o che lei sia già

sentimentalmente impegnata: la femmina farà di tutto per

 non sfuggire, ed anzi amplificare, una situazione che la

gratifica ed in cui si trova perfettamente a suo agio.

 Caratteristica basilare dell'istinto troiesco quella di non

 costituire per niente un comportamento intenzionale e

 premeditato, bensì un modo di agire assolutamente

 spontaneo e naturale, da cui il nome di istinto. Anche se, in

ogni caso, da rilevare come molte donne abbiano ormai

acquisito la piena consapevolezza del loro potenziale, al

punto da utilizzarlo in maniera cinica e spietata, quasi fosse

 un'arma. E', tuttavia, necessario evidenziare come tale

istinto necessiti di una condizione essenziale senza la quale

non potrebbe operare in maniera appropriata ed efficace: la

 sensibilità, o sarebbe pi opportuno dire la vulnerabilità, de

l maschio agli atteggiamenti femminili "troieschi".

Ecco, dunque, l'uomo ergersi a novello Ulisse che, in balia

del suadente canto delle sirene, cerca di resistere

stoicamente, sebbene, il più delle volte, l'ardua lotta abbia

 già un vincitore: la donna.


Tuttavia, nonostante l'apparente prevedibilità dell'esito,

quella della resistenza , in effetti, l'unica strada percorribile

la quale, se condotta fino in fondo, non solo permetterà al

maschio di vincere le malie della donna ma, soprattutto,

potrà gratificarlo con premio prezioso. Colpire la donna in

ciò a cui tiene di più: l'orgoglio.

(dopo di che  la  lamentela da parte di essa)

(dal web)

 
 
 
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