Il cielo di Roma continua a trattenere con insistenza delle nuvole truccate da inverno e neanche l'elezione del nuovo Papa sembra risvegliare questa pigra primavera.E pensare che per non sembrare stonato con questo lungo periodo di spiritualità, spronato dai suggerimenti delle poesie di Emily Dickinson -L'acero indossa uno scialle allegroil campo una gonna scarlatta per non parere antiquatami metterò una gioia.- ho accolto l'elezione ascoltando A love supreme di John Coltrane sul mio stereo (sempre più in lotta con la polvere che aleggia per casa) seguito dai Sigur Ros.Niente da fare anche nel risveglio mattuttino latitano accenni di primavera.Non che poi ci pensi il lavoro a soffiare la primavera sul mio umore.Come tutti i neo-assunti, sono ancora un pò fuori da tutte le dinamiche dell'azienda, da quell'intreccio di comunicazione non-comunicazione che governa, da quelle metodologie di gestione...sono insomma l'utlima ruota del carro.Avviene così che i programmi importanti o le faccende più complesse linguisticamente o operativamente mi vengano comunicate pochi istanti prima del necessario se non addirittura dopo talvolta (DOC ci sei? DOC mi senti? Passo a prendere la DeLorean!! Programmala ci vediamo tra un pò).Succede che venti secondi prima che due clienti francesi scendano dalla loro macchina aziendale francese, con i loro vestiti francesi, i loro profumi francesi (sembro Nanni Moretti..) il loro nasino alla francese, il responsabile di stabilimento salga dal nostro amico laserman e decida di aggrapparsi alle conoscenze linguistiche del nostro eroe e mi chieda di mostrare loro il processo produttivo della nostra società e di accompagnarli a Roma.Aggrappato ai miei sfocati ricordi di infanzia, forte dunque di un vocabolario francese che spazia dal numero zero al numero cento, più qualke dozzina di frasi di sopravvivenza, ma dubbioso del fatto che potessi chiedere loro dove poter trovare un buon ristorante francese o il Louvre, ho inscenato una serie di mimi degni del miglior Charlotte conditi con qualche frase di francese maccheronico, infarcito di qualche spagnolismo (il castigliano ti segna...) più una sequela di pause e di uhmeggi ed emheggi stile interrogazione di Filosofia il lunedì mattina.Ora non starò a sindacare su quanto loro abbiano compreso ma ho la sensazione che non saranno proprio intenzionati ad investire su di noi.Succede che scopro ieri che il mio zovedì (è da ieri che parlo emiliano!!!! mo che goduria!!!) sarà incentrato su una spedizione perlustrativa in quel di Parma alla scoperta di nuovi macchinari che installeranno qui da noi. Sembra un preavviso normale come tempi, non fosse che per evitare l'ennesima figura di m. con clienti e fornitori devo studiarmi una serie di brochure (maledetti francesi!!!contagiosi come la febbre pure sul mio italiano!!!andate via!!!!) su tali macchinari spessi quanto l'edizione integrale dell'Ulisse di Joyce.SOCMEL viene da dire...e così oggi dura rincorsa alla conoscenza e al riempimento di svariate lacune su ciò che si andrà ad osservare. Certo se poi si parlasse di prossiutto magari potrei dire la mia....E domani si parte alle 6.30!!!"Mo zèrto ke zi sarò!!!!"PRIMAVERA MI SENTI? AIUTAMI TU!!!!!
PENSIERO LAVORATIVO ovvero i francesi e Parma
Il cielo di Roma continua a trattenere con insistenza delle nuvole truccate da inverno e neanche l'elezione del nuovo Papa sembra risvegliare questa pigra primavera.E pensare che per non sembrare stonato con questo lungo periodo di spiritualità, spronato dai suggerimenti delle poesie di Emily Dickinson -L'acero indossa uno scialle allegroil campo una gonna scarlatta per non parere antiquatami metterò una gioia.- ho accolto l'elezione ascoltando A love supreme di John Coltrane sul mio stereo (sempre più in lotta con la polvere che aleggia per casa) seguito dai Sigur Ros.Niente da fare anche nel risveglio mattuttino latitano accenni di primavera.Non che poi ci pensi il lavoro a soffiare la primavera sul mio umore.Come tutti i neo-assunti, sono ancora un pò fuori da tutte le dinamiche dell'azienda, da quell'intreccio di comunicazione non-comunicazione che governa, da quelle metodologie di gestione...sono insomma l'utlima ruota del carro.Avviene così che i programmi importanti o le faccende più complesse linguisticamente o operativamente mi vengano comunicate pochi istanti prima del necessario se non addirittura dopo talvolta (DOC ci sei? DOC mi senti? Passo a prendere la DeLorean!! Programmala ci vediamo tra un pò).Succede che venti secondi prima che due clienti francesi scendano dalla loro macchina aziendale francese, con i loro vestiti francesi, i loro profumi francesi (sembro Nanni Moretti..) il loro nasino alla francese, il responsabile di stabilimento salga dal nostro amico laserman e decida di aggrapparsi alle conoscenze linguistiche del nostro eroe e mi chieda di mostrare loro il processo produttivo della nostra società e di accompagnarli a Roma.Aggrappato ai miei sfocati ricordi di infanzia, forte dunque di un vocabolario francese che spazia dal numero zero al numero cento, più qualke dozzina di frasi di sopravvivenza, ma dubbioso del fatto che potessi chiedere loro dove poter trovare un buon ristorante francese o il Louvre, ho inscenato una serie di mimi degni del miglior Charlotte conditi con qualche frase di francese maccheronico, infarcito di qualche spagnolismo (il castigliano ti segna...) più una sequela di pause e di uhmeggi ed emheggi stile interrogazione di Filosofia il lunedì mattina.Ora non starò a sindacare su quanto loro abbiano compreso ma ho la sensazione che non saranno proprio intenzionati ad investire su di noi.Succede che scopro ieri che il mio zovedì (è da ieri che parlo emiliano!!!! mo che goduria!!!) sarà incentrato su una spedizione perlustrativa in quel di Parma alla scoperta di nuovi macchinari che installeranno qui da noi. Sembra un preavviso normale come tempi, non fosse che per evitare l'ennesima figura di m. con clienti e fornitori devo studiarmi una serie di brochure (maledetti francesi!!!contagiosi come la febbre pure sul mio italiano!!!andate via!!!!) su tali macchinari spessi quanto l'edizione integrale dell'Ulisse di Joyce.SOCMEL viene da dire...e così oggi dura rincorsa alla conoscenza e al riempimento di svariate lacune su ciò che si andrà ad osservare. Certo se poi si parlasse di prossiutto magari potrei dire la mia....E domani si parte alle 6.30!!!"Mo zèrto ke zi sarò!!!!"PRIMAVERA MI SENTI? AIUTAMI TU!!!!!