Sono state settimane inquiete ed irrequiete.Raggiunta, dopo anni di equilibrismo, la giusta posizione sul mio filo, quella in cui cammini un passo dopo l'altro poggiando i piedi nudi fermi e tenendo l'asta molle dei tuoi pensieri saldamente in mano, sono ripiombato in quel perenne stato di indecisioni che ha contraddistinto il mio periodo universitario, quello stato per cui ti iscrivi ad ingengeria per paura della tua rischiosa passione per la musica, quella per cui cerchi di arrancare tra un esame e l'altro mantenendo vive le tue passioni. Ora è il lavoro, le sue proposte, le sue prospettive, la sua continua richiesta di energia che ha iniziato a colpirmi ai fianchi che da buona tarma sta rosicchiando il mio filo e piegando le mie ginocchia. E' il solito dilemma: quello del libro aperto vicino al campionatore....Ieri sera però tornando dal concerto ho sentito l'odore dell'estate, lo stesso odore che sento il tardo pomeriggio quando si ritorna dal mare, quel misto di pelle asciutta e di sole che tramonta. Forse ero condizionato dal mattutino ascolto dello splendido album Head Hunters di Herbie Hancock che già dalla copertina fa estate, forse ero condizionato dai miei piedi per la prima volta liberati nei miei sandali tedeschi, forse ero condizionato dal tessuto sulla mia pelle di quelle magliette sepolte da mesi nel mio cassetto, fatto sta che ieri dai finestrini della mia macchina filtrava nella notte romana quell'odore di estate che mi ha rinfrancato.All'altezza di Ponte Milvio mi sono fermato due secondi a guardare il ponte ho messo su gli US3, ho respirato forte questo odore e il futuro per un attimo mi ha fatto meno paura.Certo poi c'è il lunedì mattina:la fabbrica riempita dai suoi odori acidi, riscaldata fino all'inverosimile da macchine che girano senza sosta.Gli occhi dei miei superiori vigili, attenti, irreprensibili, le loro frasi senza senso..."allora devi sistemare il nuovo macchinario non vogliamo casini, sistemi tutto cazzi, fighe, pim pum pam....poi scrivi una relazione previo prima di mandarmela dai feedback al responsabile di stabilimento.................." (cioè ma uno già depresso perchè sta chiuso in una fabbrica quando fuori c'è un sole che ti sorride perchè oltre a bruciarsi le magliette di acido deve anche tradurre il linguaggio di certa gente che si pavoneggia usando termini di cui ignora totalmente il significato?ma non mi pagano per interpretare!!!!)Oggi però resisterò, eviterò di mettere al muro il mio capo...oggi aprirò i battenti ai ricordi + freschi e mi lascerò trasportare dall'odore dell'estate!!E la Cina può attendere...
PENSIERO URBANO:CHAMELEON & L'ODORE DELL'ESTATE
Sono state settimane inquiete ed irrequiete.Raggiunta, dopo anni di equilibrismo, la giusta posizione sul mio filo, quella in cui cammini un passo dopo l'altro poggiando i piedi nudi fermi e tenendo l'asta molle dei tuoi pensieri saldamente in mano, sono ripiombato in quel perenne stato di indecisioni che ha contraddistinto il mio periodo universitario, quello stato per cui ti iscrivi ad ingengeria per paura della tua rischiosa passione per la musica, quella per cui cerchi di arrancare tra un esame e l'altro mantenendo vive le tue passioni. Ora è il lavoro, le sue proposte, le sue prospettive, la sua continua richiesta di energia che ha iniziato a colpirmi ai fianchi che da buona tarma sta rosicchiando il mio filo e piegando le mie ginocchia. E' il solito dilemma: quello del libro aperto vicino al campionatore....Ieri sera però tornando dal concerto ho sentito l'odore dell'estate, lo stesso odore che sento il tardo pomeriggio quando si ritorna dal mare, quel misto di pelle asciutta e di sole che tramonta. Forse ero condizionato dal mattutino ascolto dello splendido album Head Hunters di Herbie Hancock che già dalla copertina fa estate, forse ero condizionato dai miei piedi per la prima volta liberati nei miei sandali tedeschi, forse ero condizionato dal tessuto sulla mia pelle di quelle magliette sepolte da mesi nel mio cassetto, fatto sta che ieri dai finestrini della mia macchina filtrava nella notte romana quell'odore di estate che mi ha rinfrancato.All'altezza di Ponte Milvio mi sono fermato due secondi a guardare il ponte ho messo su gli US3, ho respirato forte questo odore e il futuro per un attimo mi ha fatto meno paura.Certo poi c'è il lunedì mattina:la fabbrica riempita dai suoi odori acidi, riscaldata fino all'inverosimile da macchine che girano senza sosta.Gli occhi dei miei superiori vigili, attenti, irreprensibili, le loro frasi senza senso..."allora devi sistemare il nuovo macchinario non vogliamo casini, sistemi tutto cazzi, fighe, pim pum pam....poi scrivi una relazione previo prima di mandarmela dai feedback al responsabile di stabilimento.................." (cioè ma uno già depresso perchè sta chiuso in una fabbrica quando fuori c'è un sole che ti sorride perchè oltre a bruciarsi le magliette di acido deve anche tradurre il linguaggio di certa gente che si pavoneggia usando termini di cui ignora totalmente il significato?ma non mi pagano per interpretare!!!!)Oggi però resisterò, eviterò di mettere al muro il mio capo...oggi aprirò i battenti ai ricordi + freschi e mi lascerò trasportare dall'odore dell'estate!!E la Cina può attendere...