Sono giorni che mi frullano in testa due canzoni di Fossati che come spesso succede, si insinua nelle mie giornate con le sua canzoni o tramite il suono dei cd che fuorisesce dalle mie casse o perchè certe situazioni, certi incontri mi fanno venire in mente alcune sue parole.Una è Discanto.Discanto descrive l'incertezza e la profondità del tempo che sto vivendo, questo continuo ed inatteso incedere della mia vita attuale. Semplice e precisaDiscanto.Di acqua e di respiroDi passi sparsiDi bocconi di ventoDi lentezzaDi incerto movimentoDi precise parole si viveDi grande teatroDi oscure canzoniDi pronte guittezze si va avantiDi come fareDi come direDi come fare a capireDi altiDi bassiBattiti del cuoreFasi della lunaE ritmi della terraDi intelligenzaDi intermittenzaSi vive di danzeDi ballo socialeDi una promessaDi una faccia differenteDi mediocri incontriDi bellezzeDi profumi ardentiDi accidentiRotolando si gira, si ballaSi vive, si fa festaQuella, questaSi picchia forte col piedeNella danzaE si sbaglia il passoSi vive di fortune raccontateE di viaggiareE si cammina stanchiÈ lavoroÈ opposizioneÈ corruzioneSi vive di lenta costruzioneE di tempo che ci inchiodaE di diavoli al culoDi fianchi smortiDi fuochi desideratiSi vive di paneDi speranza di bereUn vino buono per l'estateRotolando si viveDi discorsi leggeriCoriDi maschere notturneCanto e discantoE giù divietiE oli sulla pelleE sorrisi di fantasmiE fantasmi fotografatiE giù campane annunciantiSi vive di sguardi fermiDi risposte folgorantiDi lettere partiteChe aspettiamo in cima al misteroDi essere così soliDi questo si viveE di tant'altro ancoraChe inseguiamo come i caniRespirando dal nasoPer finire inveceAncora sorridenti, ancora abbaiantiDi un dolore a caso.L'altra è Italiani di Argentina.Ora il nesso non è evidente, però questa canzone mi sta venendo in mente da giorni, mentre parlo o osservo gli operai in fabbrica. Le loro preoccupazioni, le loro riunioni sindacali, le loro scelte future, si sono ricollegate nel mio cervello al senso di distanza e inquietudine che mi provoca questa bellissima canzone.Il nesso in realtà non lo so anzi se qualcuno me lo sapesse dire....Italiani d'Argentina.Ecco, ci siamoCi sentite da lì?In questo sfondo infinitoSiamo le ombre impressionisteEppure noi quiGuidiamo macchine italianeE vino e sigarette abbiamoE amori tantiTrasmettiamo da una casa d'ArgentinaIlluminata nella notte che faLa distanza atlanticaLa memoria più vicinaE nessuna fotografia ci basteràAbbiamo l'aria di italiani d'ArgentinaOramai certa come il tempo che faràCon che scarpe attraverseremoQueste domeniche mattinaE che voglie tanteChe stipendi straniChe non tengono maiAh, eppure è vitaMa ci sentite da lì?In questi alberghi immensiSiamo file di denti al soleMa ci piace, sìRicordarvi in italianoMentre ci dondoliamoMentre vi trasmettiamoTrasmettiamo da una casa d'ArgentinaCon l'espressione radiofonica di chi saChe la distanza è grandeLa memoria cattiva e vicinaE nessun tango mai piùCi piaceràAbbiamo l'aria di italiani d'ArgentinaOrmai certa come il tempo che faràE abbiamo piste infiniteNegli aeroporti d'ArgentinaLasciami la mano che si vaAhi, quantomar quantomar per l'ArgentinaLa distanza è atlanticaLa memoria cattiva e vicinaE nessun tango mai piùCi piaceràAhi, quantomarEcco, ci siamoCi sentite da lì?Ma ci sentite da lì?
Pensiero Musicale : IO e FOSSATI
Sono giorni che mi frullano in testa due canzoni di Fossati che come spesso succede, si insinua nelle mie giornate con le sua canzoni o tramite il suono dei cd che fuorisesce dalle mie casse o perchè certe situazioni, certi incontri mi fanno venire in mente alcune sue parole.Una è Discanto.Discanto descrive l'incertezza e la profondità del tempo che sto vivendo, questo continuo ed inatteso incedere della mia vita attuale. Semplice e precisaDiscanto.Di acqua e di respiroDi passi sparsiDi bocconi di ventoDi lentezzaDi incerto movimentoDi precise parole si viveDi grande teatroDi oscure canzoniDi pronte guittezze si va avantiDi come fareDi come direDi come fare a capireDi altiDi bassiBattiti del cuoreFasi della lunaE ritmi della terraDi intelligenzaDi intermittenzaSi vive di danzeDi ballo socialeDi una promessaDi una faccia differenteDi mediocri incontriDi bellezzeDi profumi ardentiDi accidentiRotolando si gira, si ballaSi vive, si fa festaQuella, questaSi picchia forte col piedeNella danzaE si sbaglia il passoSi vive di fortune raccontateE di viaggiareE si cammina stanchiÈ lavoroÈ opposizioneÈ corruzioneSi vive di lenta costruzioneE di tempo che ci inchiodaE di diavoli al culoDi fianchi smortiDi fuochi desideratiSi vive di paneDi speranza di bereUn vino buono per l'estateRotolando si viveDi discorsi leggeriCoriDi maschere notturneCanto e discantoE giù divietiE oli sulla pelleE sorrisi di fantasmiE fantasmi fotografatiE giù campane annunciantiSi vive di sguardi fermiDi risposte folgorantiDi lettere partiteChe aspettiamo in cima al misteroDi essere così soliDi questo si viveE di tant'altro ancoraChe inseguiamo come i caniRespirando dal nasoPer finire inveceAncora sorridenti, ancora abbaiantiDi un dolore a caso.L'altra è Italiani di Argentina.Ora il nesso non è evidente, però questa canzone mi sta venendo in mente da giorni, mentre parlo o osservo gli operai in fabbrica. Le loro preoccupazioni, le loro riunioni sindacali, le loro scelte future, si sono ricollegate nel mio cervello al senso di distanza e inquietudine che mi provoca questa bellissima canzone.Il nesso in realtà non lo so anzi se qualcuno me lo sapesse dire....Italiani d'Argentina.Ecco, ci siamoCi sentite da lì?In questo sfondo infinitoSiamo le ombre impressionisteEppure noi quiGuidiamo macchine italianeE vino e sigarette abbiamoE amori tantiTrasmettiamo da una casa d'ArgentinaIlluminata nella notte che faLa distanza atlanticaLa memoria più vicinaE nessuna fotografia ci basteràAbbiamo l'aria di italiani d'ArgentinaOramai certa come il tempo che faràCon che scarpe attraverseremoQueste domeniche mattinaE che voglie tanteChe stipendi straniChe non tengono maiAh, eppure è vitaMa ci sentite da lì?In questi alberghi immensiSiamo file di denti al soleMa ci piace, sìRicordarvi in italianoMentre ci dondoliamoMentre vi trasmettiamoTrasmettiamo da una casa d'ArgentinaCon l'espressione radiofonica di chi saChe la distanza è grandeLa memoria cattiva e vicinaE nessun tango mai piùCi piaceràAbbiamo l'aria di italiani d'ArgentinaOrmai certa come il tempo che faràE abbiamo piste infiniteNegli aeroporti d'ArgentinaLasciami la mano che si vaAhi, quantomar quantomar per l'ArgentinaLa distanza è atlanticaLa memoria cattiva e vicinaE nessun tango mai piùCi piaceràAhi, quantomarEcco, ci siamoCi sentite da lì?Ma ci sentite da lì?