laserman

PERSO NELLA NOTTE


La notte mi abbraccia, mi racchiude tra le sue mani di buio e io mi perdo nella notte. La notte siamo tutti uguali, passo quasi inosservato, corro tra le persone, nell'oscurità. La notte mi sembra tutto più simile a quello che ho lasciato, mi sembra tutto più conosciuto, più familiare. Ascolto la mia musica, partono dalle cuffie le note, mi entrano dentro senza bussare e si espandono in tutto il mio corpo: ora sono protetto fuori e dentro. Tra una ballata degli I AM KLOOT e l'assolo di Sultans of Swing le case intorno sembrano più piccole. La notte mi nasconde, ma io non so nasconderle i miei brividi, non so celarle una lacrima, che parte dal cuore lenta e scorre fino ad innaffiare il mio orgoglio: il passo aumenta, la musica cresce con me, ha capito che devo accelerare per non fermarmi a pensare troppo. Poi mi fermo nella notte, guardo indietro, il percorso che ho fatto è perso nel buio, le luci delle case sono le mie stelle in questo cielo gonfio di umidità, la musica rallenta ci fermiamo a meditare, ci fermiamo insieme a cercare di capire. Respiro nella notte, la musica fa da aria, ora è quasi un odore, l'odore del jazz, l'odore dei miei inverni a casa, l'odore del tè appena messo in infusione, la musica si fa profumo, profumo di vita romana e la notte le apre un varco tra i miei polmoni. Tutto si ferma, si ferma la notte e si ferma la musica...è solo un attimo, l'attimo in cui mi guardo da fuori, in cui mi vedo fermo in piedi in una strada cinese, di notte. Poi riparte, elettrizzante, la musica e tramsette la sua energia alla notte, insieme mi spingono a camminare,ora sono su una grande strada, i lampioni mi scoprono, levano dal mio viso il trucco della notte, mostrano la mia vera identità, però la musica mi fa sorridere, mi fa cantare, mi fa strada tra le luci, lei lo sa qual è il suo scopo: tasta il mio polso, sa qual è la medicina. Ho scoperto che la notte siamo tutti uguali. Mi perdo nella notte e tra le persone: i vecchi che giocano a carte, le mamme con i figli in bicicletta, i gestori dei ristoranti sudati, i negozianti stanchi, i nostri sguardi si perdono nella notte. Il bambino mi indica col suo ditino e col suo sguardo interrogativo, la mamma mi sorride e forse gli spiega. Gli spiega che è notte e che mi sono perso nella notte