Sfinge

Cronaca Di Una Sera Di Metà Febbraio


Mio malgrado, ho dovuto. In fondo penso che c'è chi vorrebbe essere al mio posto e non può e ne soffre. E avendo io i denti e pure il pane, è meglio che mastichi e mandi giù.In genere ci si va in settimana quando è pressochè deserto, in quel ristorante. Mercoledì sera: stavolta apriamo la porta e siamo travolti da un vociare sommesso e fastidioso. All'ingresso c'è una pianta. Il mio pollice è verde sbiadito, perciò non so che tipo di pianta sia, fatto sta che da un ramo penzola questo palloncino a forma di cuore con scritte melense. Sento già il latte alle ginocchia: cominciamo bene!La cameriera ci conduce al nostro tavolo prenotato, zigzagando fra gli altri, tutti occupati, tutti imbanditi. Il nostro, naturalmente, è per due persone e a mezzo cm da noi c'è quest'altra coppietta che si racconta la giornata lavorativa e le prospettive - sempre lavorative - per oggi. Sono uno di fronte all'altra e ogni tanto si alzano sporgendo il viso dandosi baci penosamente finti. E' la sera di San Valentino: si deve. Nausea.Qualche tavolo più in là c'è una coppia di maschietti. Non sembrano stare insieme, si direbbe che siano due semplici amici: ma sono pazzi? Uscire a cena la sera di San Valentino? Forse volevano farsi solo due risate. Oppure son fra coloro che vorrebbero essere in dolce compagnia, così si consolano a vicenda. Mah! Poco più lontano un'altra coppia. Lui l'ho già visto da qualche parte, suona con qualche gruppo ma non riesco a ricordarmi chi sia. Perciò ogni tanto la mia attenzione ricade su di lui, nella speranza che arrivi l'illuminazione a svelarmene l'identità. Capirai!Poi ci sono i due che mangiano il sushi con la forchetta: sacrilegio! Spero per loro sia la prima volta al giapponese: solo così li posso giustificare! Ci sono poi i due che si vede da lontano un miglio che non escono mai di casa. Lei è una racchia spaventosa, ma si comporta come fosse Naomi Campbell e di sicuro non ha la stessa truccatrice; ha due strati da 1 cm l'uno di fondotinta, spalmato malissimo e di un colore che per altro non le si addice.E' fresca di parrucchiere però: beh è logico, è San Valentino: l'unica volta che va fuori con lui nell'arco dell'anno, chi al suo posto non si rifarebbe la permanente. Gli parla come se fosse il Furher, con aria autoritaria e scontrosa. Lui fa pena.Un'altra coppia arriva senza aver prenotato. C'è un solo tavolo libero, ma non è da due. La cameriera glielo propone, ma i due esplodono in una crisi isterica dicendo che no, piuttosto aspettano, quel tavolo così grande è troppo dispersivo. E aspettate allora! Voglio proprio vedere se, per non stare separati un attimo, poi mangeranno una in braccio all'altro.E IO? Io mi guardo in giro cercando di dissimulare il disagio di avere due persone assolutamente sconosciute che mangiano attaccate al mio tavolo e di cui sento tutti i discorsi, che lo voglia o no. Lei che ogni tanto fa una sosta e gli chiede 'Ma Mi Ascolti?' e penso che al massimo, se lui si è distratto, gli passo io sotto al tavolo il tovagliolo con scritto un riassunto. E LUI? Lui mi guarda dubbioso, spiandomi da dietro il menù, sapendo esattamente a cosa sto pensando - che siamo circondati da sfigati, che cavolo siamo usciti a fare? non si poteva aspettare domani? tanto noi ci vogliamo bene anche domani e se dobbiamo darci un bacio lo facciamo perchè ne abbiam voglia, non certo perchè è la data scritta su un calendario a stabilirlo - e aspettandosi che io lo dica. Con quel mio solito tono che mi tireresti una testata, magari. Perchè lo faccio sempre, perchè se devo mortificarlo non mi tiro mai indietro, in nome della sincerità. Ma stavolta no. Ci teneva, non so nemmeno io perchè: di solito non da importanza a queste cose e a me sta bene così; ho provato a fargli capire che piuttosto avrei scalato il k2, ma non ha colto o non ha voluto; e allora sia. Per quel che mi costa. Tiè. E' pure la mia cucina preferita. Mangiamoci sto sushi che ci piace tanto, in mezzo a queste tristissime coppie che recitano un copione poco brillante, e poi viaaaa lontano, alla velocità della luce. Lasciamolì lì, a far finta che sia tutto bello almeno una volta l'anno. AH! L'Amore!