(nemmeno ieri - nemmeno domani)In quel periodo in cui la mia vita è andata in pezzi e che mi sono ritrovata con le sole macerie intorno a me e la polvere da respirare e il frastuono del niente da ascoltare, sono caduta giù nell'abisso e poi piano piano ho cercato di rialzarmi. Rialzarmi ha voluto dire ricominciare a volermi bene a poco a poco. Tentare di ricostruirmi un mondo intorno. Un mondo fatto di piccole cose quotidiane. Creare ordine intorno a volte da il sentore di essere in ordine anche dentro. E con tanta pazienza e tanta costanza ce l'ho fatta, ho riposto tutti pezzi del puzzle nell'incastro prestabilito.Sarà per questo che oggi sono andata a comprare delle tende nuove, un copripiumino dai colori tenui, leggeri. E la prima cosa che ho fatto appena entrata in casa è stato sfoggiarli. Via le tende polverose, via il copripiumino cupo.Tutto nel cesto della biancheria, da lavare e riporre nei cassetti fino al prossimo inverno. Sempre che inverno ci sia, dato che già quest'anno ce n'è stata solo la parvenza. Forse è stato per illudermi che un po' di ordine intorno calmasse un po' il caos che c'è dentro. Ha funzionato per pochi minuti e poi tutto ha ripreso a muoversi senza un senso o una semplice logica. Oggi non è giornata. E' la frase che mi sento ripetere sempre più spesso, ogni giorno, da chiunque, a turno. Per me non è giornata da almeno due mesi. E ogni fottuto giorno faccio finta di niente, penso ad altro, mi concentro su tutto ciò che non mi faccia travolgere dalle mie insofferenze, dalle mie paure e da quello che può essere il domani. Mi faccio un mazzo tanto dalla mattina alla sera per costruire non so nemmeno io cosa. Arrivo ad accettare compromessi, perchè ho capito che a volte fra due soluzioni è meglio scegliere per la meno peggio. E poi mi chiedo se sarà sempre così. Se dovrò continuamente allargare le spalle e raccogliere, accumulare, senza fiatare. Senza nemmeno potermi lamentare un solo minuto della mia vita perchè appena lo faccio c'è subito chi alza la mano e fa a gara a chi sta peggio. Posso stare io peggio di tutti per un solo giorno? Poi per il resto dell'anno sto zitta, ascolto e vado avanti e ricomincio ad occuparmi anche delle persone che mi stanno vicino. Come faccio sempre. Solo un giorno chiedo, per piangermi addosso, fare la vittima, farmi abbracciare e coccolare e sentirmi IO dire da qualcuno che andrà tutto bene, che non sono sola, che tutto si sistemerà, che le incertezze scivoleranno via, che gli sforzi saranno ripagati e bla bla bla bla. E invece sono qui, ora, a dirmelo da sola. Perchè io sono forte, io. Perchè io ho sempre rialzato la testa con orgoglio, io. Perchè io non mi faccio mica scalfire da niente, io. Già è talmente fottutamente vero che dovrei sempre star bene agli occhi degli altri, io. Chi glielo dice che a volte anche io perdo l'equilibrio?
Oggi Non E' Giornata
(nemmeno ieri - nemmeno domani)In quel periodo in cui la mia vita è andata in pezzi e che mi sono ritrovata con le sole macerie intorno a me e la polvere da respirare e il frastuono del niente da ascoltare, sono caduta giù nell'abisso e poi piano piano ho cercato di rialzarmi. Rialzarmi ha voluto dire ricominciare a volermi bene a poco a poco. Tentare di ricostruirmi un mondo intorno. Un mondo fatto di piccole cose quotidiane. Creare ordine intorno a volte da il sentore di essere in ordine anche dentro. E con tanta pazienza e tanta costanza ce l'ho fatta, ho riposto tutti pezzi del puzzle nell'incastro prestabilito.Sarà per questo che oggi sono andata a comprare delle tende nuove, un copripiumino dai colori tenui, leggeri. E la prima cosa che ho fatto appena entrata in casa è stato sfoggiarli. Via le tende polverose, via il copripiumino cupo.Tutto nel cesto della biancheria, da lavare e riporre nei cassetti fino al prossimo inverno. Sempre che inverno ci sia, dato che già quest'anno ce n'è stata solo la parvenza. Forse è stato per illudermi che un po' di ordine intorno calmasse un po' il caos che c'è dentro. Ha funzionato per pochi minuti e poi tutto ha ripreso a muoversi senza un senso o una semplice logica. Oggi non è giornata. E' la frase che mi sento ripetere sempre più spesso, ogni giorno, da chiunque, a turno. Per me non è giornata da almeno due mesi. E ogni fottuto giorno faccio finta di niente, penso ad altro, mi concentro su tutto ciò che non mi faccia travolgere dalle mie insofferenze, dalle mie paure e da quello che può essere il domani. Mi faccio un mazzo tanto dalla mattina alla sera per costruire non so nemmeno io cosa. Arrivo ad accettare compromessi, perchè ho capito che a volte fra due soluzioni è meglio scegliere per la meno peggio. E poi mi chiedo se sarà sempre così. Se dovrò continuamente allargare le spalle e raccogliere, accumulare, senza fiatare. Senza nemmeno potermi lamentare un solo minuto della mia vita perchè appena lo faccio c'è subito chi alza la mano e fa a gara a chi sta peggio. Posso stare io peggio di tutti per un solo giorno? Poi per il resto dell'anno sto zitta, ascolto e vado avanti e ricomincio ad occuparmi anche delle persone che mi stanno vicino. Come faccio sempre. Solo un giorno chiedo, per piangermi addosso, fare la vittima, farmi abbracciare e coccolare e sentirmi IO dire da qualcuno che andrà tutto bene, che non sono sola, che tutto si sistemerà, che le incertezze scivoleranno via, che gli sforzi saranno ripagati e bla bla bla bla. E invece sono qui, ora, a dirmelo da sola. Perchè io sono forte, io. Perchè io ho sempre rialzato la testa con orgoglio, io. Perchè io non mi faccio mica scalfire da niente, io. Già è talmente fottutamente vero che dovrei sempre star bene agli occhi degli altri, io. Chi glielo dice che a volte anche io perdo l'equilibrio?